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  • Categoria: Dibattito a scuola

Dibattito regolamentato e comunicazione non verbale - Seconda parte

Tali esempi sono solamente alcune delle infinite possibilità d’illustrare il messaggio a cui i dibattenti potranno attingere. Tuttavia alcune limitazioni devono essere considerate.

La prima riguarda la frequenza dei gesti. Maggiore è il numero dei gesti impiegati, minore è l’effetto di ciascuno sull’uditorio. Pertanto è opportuno misurare la gestualità, evitando di confondere i destinatari del messaggio o di distoglierli dai contenuti a causa di un’eccessiva gesticolazione. La seconda limitazione riguarda la gestualità espressiva, ossia quella che espone, o tradisce, l’emotività del parlante. In un dibattito conta anche la gestione della propria emotività e pertanto agitare nervosamente la penna, manipolare costantemente i capelli, intrecciare sistematicamente le dita delle mani o tenere sempre le mani in tasca sono azioni da evitare. Questo non solo perché in questo contesto l’espressione della propria agitazione distoglie dai contenuti, ma anche perché questi gesti impediscono di sfruttare efficacemente il canale gestuale della comunicazione.

Più sintetiche da presentare sono le componenti dello sguardo e della postura. Come per la voce, anche il controllo dello sguardo e della postura hanno una duplice funzione: indirizzare il messaggio verso i destinatari prestabiliti e chiarirne il significato. Infatti, a volte, uno stesso messaggio può assumere un significato diverso a seconda del destinatario a cui lo si indirizza.

Molteplici sono gli attori di un dibattito di cui si deve carpire l’attenzione: le squadre partecipanti, i giudici e l’uditorio. Pertanto sguardo e corpo dovranno orientarsi verso ciascuno di essi a seconda che ci si rivolga all’uno o agli altri. Ad esempio, è consigliabile orientarsi verso la controparte quando si rivolgono ad essa obiezioni o quando si richiamano parole da loro dette. Risulta coerente invece orientarsi verso la propria squadra quando si rammentano porzioni di discorso esposte in precedenza da suoi componenti. È inoltre fondamentale rivolgersi ai giudici per la maggior parte dell’intervento poiché saranno loro a dover valutare l’intero dibattito, senza tuttavia dimenticare il pubblico al quale potranno essere rivolti appelli mediante le domande retoriche.

Mantenere coinvolte le parti presenti al dibattito mediante lo sguardo e la postura è indice di competenza comunicativa. Per raggiungere questo obiettivo è però fondamentale evitare: di leggere l’intervento, la qual cosa renderebbe incapaci di distogliere gli occhi dal foglio per indirizzarli verso i destinatari del discorso; di dimenticare di rivolgersi a giudici, controparte, pubblico e propria squadra, compromettendo in tal modo lo sfruttamento di importanti canali di comunicazione; di tenere le gambe incrociate, che impedirebbe il movimento armonico di busto e gambe verso i specifici attori del dibattito; di oscillare ripetutamente col corpo o di camminare inconsapevolmente durante l’esposizione, per scongiurare d’ostacolare l’attenzione di giudici, pubblico e controparte ai propri contenuti.

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