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  • Categoria: Dibattito a scuola

Come interpretare la questione del dibattito - Terza parte

L’utilità dell’analisi della questione

I passaggi qui delineati per pervenire a una completa analisi della questione da dibattere sono indicazioni orientative ma astratte. Se da un lato sono in grado di guidare l’avvio della riflessione sul tema da dibattere, dall’altro la contestualizzazione e la definizione dei termini si affinano approfondendo la posizione da difendere. Maggiori saranno le conoscenze apprese, maggiori saranno le limature alle definizioni in precedenza poste e la comprensione dei punti davvero controversi della questione. Ciononostante seguire questi passaggi, soprattutto se si è alle prime esperienze col dibattito regolamentato, è importante per avere una semplice guida per evitare il disorientamento di fronte alla complessità del compito richiesto e per ottimizzare la ricerca. Infatti, un’iniziale contestualizzazione della questione e la definizione dei suoi termini permetterà di capire meglio cosa si deve e si vuole sostenere indirizzando la ricerca verso gli aspetti dell’argomento ritenuti più rilevanti e trascurando quelli invece marginali, superflui o irrilevanti. Questo vantaggio è tanto più importante quanto meno è il tempo che gli studenti hanno a disposizione per preparare la loro posizione. Inoltre seguire queste indicazioni è utile perché ragionando sulla definizione dei termini e sulle ragioni della loro adozione, si sviluppa la consapevolezza delle varie sfumature linguistiche che i termini implicano e si formulano i motivi per far valere le proprie scelte qualora la squadra avversaria fraintendesse l’impiego di un concetto o ne contestasse la definizione. Infine, individuare la tipologia di questione dibattuta e comprendere per ciascuna d’esse le strategie argomentative adatte a sostenerle significa comprendere, con Habermas, il senso della fondazione o il modo in cui ciascuna d’esse debba essere argomentativamente fondata. Ciascun tipo di questione ha infatti pretese di validità diverse (1986, p. 101).

Seguire pedissequamente questa scaletta, non potrà tuttavia eliminare i problemi determinati da una non corretta formulazione della questione da dibattere. Pertanto, affinché una questione sia formulata appropriatamente e garantisca un dibattito con eque probabilità di vittoria a entrambe le squadre è necessario che rispetti alcuni criteri. Il primo criterio risponde alla domanda: la questione è controversa? Nel caso una questione non sia tale, ossia assegni ad una delle due squadre l’onere di sostenere una posizione assodata e riconosciuta già indiscutibilmente vera, allora il dibattito non potrà che essere un’esperienza imbarazzante e avvilente per chi dovrà partecipare ad un incontro perso già in partenza. Il secondo criterio coincide con l’interrogativo: le espressioni o i termini in cui è formulata la questione sono chiari? Ad esempio la questione «E' giusto proibire il tabacco?» potrebbe non essere chiara quanto sembra. Mentre una squadra potrebbe intendere con «tabacco» le sigarette, la squadra antagonista potrebbe riferirsi alle varie specie di piante che si indicano con tale nome. Il dibattito così configurato non potrà che condurre a una frustrante esperienza d’incomunicabilità. Il terzo criterio è quello dell’elementarità e risponde alla domanda: la questione invita a discutere un unico problema? Se la questione impone la discussione di due o più punti come nel caso di «È giusto che la foresta amazzonica non sia deforestata e che i nativi non siano allontanati dalle loro terre?» il dibattito non potrà che avere esiti infelici. La deforestazione della foresta amazzonica e l’allontanamento dei nativi dalle proprie terre possono essere discussi in due dibattiti distinti. Altri aspetti da tenere in considerazione quando si formula una questione per i dibattiti sono la semplicità, ossia l’utilizzo di un numero limitato di parole, e l’interesse che tale questione può avere per gli studenti o per il loro indirizzo di studi (Rybold, 2006; Snider, 2005). Rispettando questi criteri si potranno elaborare questioni quanto più possibili adatte al dibattito regolamentato, con la certezza d’orientare la discussione sugli argomenti prescelti e d’offrire un’opportunità d’apprendimento autentica.