- Categoria: Adolescenza e disagio giovanile
- Scritto da Anna Notaristefano
Cyberbullismo: i casi World of warcraft e League of legends - Seconda parte
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World of warcraft e League of legends possono funzionare come un ottimo strumento di comunicazione e di socializzazione: i ragazzi, divisi in squadre, collaborano per il raggiungimento di un obiettivo comune attraverso la negoziazione delle strategie da mettere in atto.
Utilizzando la chat di squadra, tutti i giocatori possono conoscersi, stringere nuove amicizie, comunicare facilmente spostamenti e intenzioni; può accadere però che, per una serie di futili ragioni, la comunicazione virtuale possa assumere sfumature negative e alcuni individui adottino atteggiamenti violenti a danno di altri giocatori.
Per esempio il mancato conseguimento dell’obiettivo prefissato in una specifica missione può essere imputato a uno o più giocatori meno esperti o disattenti che diventano di conseguenza il bersaglio di attacchi e di insulti diffamatori pesanti e possono venire immediatamente isolati e cacciati via dalla squadra. Congiuntamente alla possibilità di essere “un'altra persona” online, che si perfeziona ossessivamente volta per volta, si possono perfino indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice virtualmente cose che non farebbe o direbbe nella vita reale.
Situazioni tipiche e abbastanza frequenti in rete sono gli atti aggressivi che possono sfociare in una cosiddetta “fiammata”, ossia un’esplosione di comunicazione violenta diretta verso un utente meno esperto o non gradito: nelle conversazioni attraverso le chat può avvenire il fenomeno di flaming, in cui i persecutori si possono accanire nei riguardi della vittima delle aggressioni verbali, tanto da minacciarlo e insultarlo in un crescendo di aggressività. I meccanismi di rischio messi in atto da condotte violente sono strettamente correlati ai processi di allontanamento tra aggressore e vittima, alla deresponsabilizzazione dell’aggressore e alla deumanizzazione della vittima. Si verifica in quei casi un disimpegno morale che riduce l’empatia dell’aggressore nei confronti di una vittima vulnerabile, profondamente umiliata e ferita, verso cui non prova affatto dispiacere.
Oramai consci dei molteplici aspetti oscuri della rete, è quindi necessario che giovani e adulti siano informati sulle modalità di comunicazione in rete e siano più vigili dinnanzi ai pericoli che si possono nascondere dentro ogni social network e ogni gioco online. Attraverso un utilizzo più attento e consapevole, bisogna cercare quindi di trarre dalla rete solo il meglio che essa può offrire procedendo in modo più cauto ed accorto.
Bibliografia:
- Tirocchi, S., (2008), Ragazzi fuori. Bullismo e altri percorsi devianti tra scuola e spettacolarizzazione mediale, Milano, FrancoAngeli.
- Genta, M.L., Brighi, A., Guarini, A., (2013), Cyberbullismo. Ricerche e strategie di intervento, Milano, FrancoAngeli.
Siti web consultati:
- www.wikipedia.org
- www.smontailbullo.it
Autrice: Anna Notaristefano, pedagogista, ha conseguito la laurea magistrale con la tesi di laurea recante il titolo “Problemi di connessione: la minaccia fantasma del bullismo digitale”. Fortemente interessata alle tematiche riguardanti i pericoli insiti nei media e nei nuovi media, in special modo ai social network e ai giochi online e all’impatto delle nuove tecnologie comunicative sul sistema familiare e sulle differenti società.
copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 9, settembre 2014

