- Categoria: Studi e articoli sulla disabilità
- Scritto da Angelo Luigi Sangalli
L'inserimento dei bambini affetti dalla sindrome del cri du chat nella scuola dell'obbligo - Terza parte
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Strategie operative
Le strategie operative qui presentate sono generalizzabili con sufficiente precisione su tutti i bambini con CDC.
- Il lavoro scolastico non può scollarsi dal lavoro riabilitativo di riequilibratura sensoriale. Il bambino infatti non può apprendere se prima le informazioni non arrivano pulite alla corteccia.
- L'ambiente di scuola deve inizialmente considerare il disturbo enorme che hanno per i rumori. Molti bambini con CDC dopo sei mesi circa si abitua non abbastanza ai rumori forti, ma non sono affatto disponibili all'ascolto in quanto le loro energie vanno perse nel controllo sonoro dell'ambiente. Occorre quindi creare un angolo silenzioso nel quale lavorare.
- L'ingresso nella classe deve essere fatto con il massimo silenzio, altrimenti le manifestazioni comportamentali sai di auto-lesionismo, sia di etero-lesionismo possono allontanarlo maggiormente dagli altri. La classe deve diventare un momento piacevole per il bambino con CDC.
- La socializzazione passa necessariamente nella costruzione di una relazione, prima di tutto con l'insegnante o l'assistente di riferimento e solo dopo con gli altri bambini partendo dal rapporto duale fino ad un massimo di tre\quattro compagni. Il controllo dell'ambiente è infatti molto difficoltoso già di per se e se noi sottoponiamo il bambino a troppi stimoli, perde facilmente il controllo. La socializzazione deve essere il momento culmine nel lavoro educativo con un bambino disabile e per questo non può essere fonte di sofferenza o di disagio ne da parte del bambino, ne da parte dei compagni.
- Costruire una postazione di lavoro, chiamata anche "tana", con il tavolino posto contro il muro bianco e con armadi o scaffali, sia alla destra che alla sinistra del bambino. Questo permetterà all'insegnante di recuperare tutta l'attenzione visiva di cui il bambino con CDC ha bisogno e di richiamarlo velocemente sul compito.
- Ogni lavoro proposto non può durare più di dieci minuti, dopo di che deve essere necessariamente fatta una pausa. L'attenzione labile del bambino non la si potenzia con le maratone, ma lavorando per pochi minuti ogni volta, intercalati da una pausa altrettanto breve. Il bambino saprà a questo punto che l'impegno attentivo richiesto sarà di breve durata e quindi si impegnerà maggiormente.
- Per ogni lavoro proposto deve essere chiarito al bambino l'inizio e la fine di una consegna.
- L'inizio dei lavori con il bambino con CDC deve passare attraverso le tre dimensioni e non sulle due. I lavori scolastici possono essere posti in tre dimensioni, costruendo scatole di lavoro che sviluppano le prassie, l'osservazione, il riconoscimento e le capacità cognitive di volta in volta stimolate.
- Le consegne di lavoro devono essere date sottovoce e utilizzando le parole chiave del messaggio. Non si può infatti dire:" Su dai bravo bambino, adesso dai, prendi la pallina rossa e mettila nel contenitore rosso" Prima che abbia capito cosa deve fare, a solo sentito " Su dai bravo." Occorre invece dargli consegne chiare e precise:" prendi la pallina rossa....mettila nella scatola rossa". Le consegne sono alla base dell'apprendimento perché sviluppano la comprensione. Spesso parliamo e non siamo ascoltati dai bambini.
- Spesso i comportamenti problematici sono causati dalla ipersensorialità mal corretta e dal fatto che il nostro intervento va spesso a correggere, o per lo meno a tentare di farlo, il comportamento scorretto, senza averne capito le cause. E' come se camminassimo male per un sasso nella scarpa e ce la prendessimo con le scarpe. I nostri interventi sui bambini vanno spesso a correggere l'effetto di un qualcosa che ci sfugge, non ad annullare la causa. L'esempio è il bambino che si picchia sulla faccia, il comportamento oramai è chiaro: il bambino prova un fastidio enorme e se lo aggiusta con le sberle, o morsicandosi le magli o la mano.
- La correzione dei problemi comportamentali va sulle cause e non sugli effetti.
- L'educazione del bambino con CDC inizia riconoscendolo come bambino, altrimenti qualsiasi discorso non serve. Quando sarà riconosciuto come tale allora avremo la possibilità di educarlo con quel buon senso mai scritto.
- E' fondamentale saper integrare tutti gli aspetti del bambino, quello psicologico, cognitivo, neuropsichiatrico, neuropsicologico, riabilitativo, medico, motorio sapendo che ogni bambino è unico.
- Non limitarsi a guardare gli occhi del bambino disabile, ma imparare a guardarlo negli occhi.
Bibliografia
- Schopler E., Reichler R. J., Lansing M., Strategie educative nell'autismo, Masson, Milano, 1991
- Schopler E., Mesibov G. B., Apprendimento e cognizione nell'autismo, McGraw-Hill, Milano 1998
- Larocca. F., Pedagogia Speciale, Erickson, Trento, 2000
- Parisi A. , I bambini dallo sguardo sfuggente, ed Italia Scientifica, Napoli, 1999
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001

