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Apprendimento e Sindrome Post Traumatica da Stress - Il ruolo delle scienze umane
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È importante ora occuparci della relazione di aiuto e del trattamento educativo.
Nel caso di intervento sui bambini è opportuno procedere per fasi strutturali di valutazione:
- Fornire una raccolta sulla storia anamnestica in cui si osserveranno segni e sintomi clinici, indagare su come è nato il problema e quando ha iniziato a manifestarsi.
- Rilevare i sintomi tipici del PTSD nei bambini: immagini e sogni intrusivi, flashback, esperienze in cui il bambino riattualizza o rivive il trauma in risposta a stimoli che lo rievocano, evitamento o comparsa di stimoli associati, e presenza di sintomi psicopatologici e ipersensibilità del SNA.
È importante osservare attentamente il bambino durante il gioco, spesso i sintomi dei disturbi dell'apprendimento conseguenti a PTSD nei minori possono confondersi con iperattività (ADHD) o con sintomi di deficit dell'attenzione.
Il progetto rieducativo e dunque l'intervento di aiuto è di fondamentale importanza in questo contesto, infatti è tramite l'apprendimento che inizia dalla nascita e continua tutta la vita, che l'individuo forma il proprio essere e che struttura la propria personalità adulta. Inoltre, è durante il processo di apprendimento che l'informazione viene prima conosciuta mediante l'esplorazione, l'interiorizzazione e l'acquisizione e successivamente è elaborata attraverso la memorizzazione e la fase di elaborazione; infine l'informazione viene recuperata al momento opportuno con l'esteriorizzazione, la memoria e la fase di richiamo.
L'educatore pertanto, proporrà di intervenire nei disturbi dell'apprendimento determinati da PTSD elaborando a seconda della tipologia e della gravità del caso programmi di trattamento finalizzati ed efficaci.
Il tipo di intervento dovrà tenere in considerazione una serie di variabili e garantire interventi mirati e focalizzare il lavoro su una o diverse componenti dell'abilità complessiva.
Risulta opportuno affiancare le proposte didattiche in campo educativo e scolastico ad interventi riabilitativi extrascolastici; è solo attraverso un lavoro armonico, interdisciplinare e coordinato che potrà avvenire il recupero.
Conclusioni
L'intervento dell'educatore professionale inoltre ha lo scopo di rendere il soggetto elastico rispetto ai trattamenti cognitivi e al setting terapeutico. La progettazione dell'intervento affinché sia ecologico e funzionale necessità delle fasi che potremmo sintetizzare:
- Introduzione del soggetto nel percorso rieducativo
- Osservazione e analisi delle capacità cognitive del soggetto
- Formulazione obiettivi e implementazione del metodo, attraverso l'individuazione della strategia personalizzata e adeguata al soggetto
- Verifica: riscontro valutazione rispetto al percorso e agli obiettivi
- Focalizzazione sugli obiettivi raggiunti e output e valutazione sull'efficacia dell'intervento di aiuto
- Riformulazione nel caso il soggetto non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati.
Tra le finalità di questo articolo vi è quella di evidenziare la sinergia tra scienza cognitiva e scienze umane affinché l'educatore professionale utilizzi le conoscenze acquisite dalla pratica educativa integrandole con la conoscenza approfondita delle neuroscienze. Si delinea così un nuovo settore che coniuga scienza e pratica educativa, come già da qualche anno caldeggiato dall'International Mind and Brain Education Society (IMBES) di Harvard.
Bibliografia
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