- Categoria: Racconti
- Scritto da Natalina Sposato
Un libro stregato - Conclusione
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Poi, successe tutto in un attimo: un bagliore accecante, così potente da spazzarmi via, invase l’androne del castello. I miei occhi non riuscivano a vedere più nulla, mi rintanai dietro una colonna che presenziava l’ingresso alla struttura. L’unica cosa di cui mi accorsi prima di svenire fu che il gatto si era rintanato ai miei piedi, e miagolava dalla paura. Poi fu il buio. Mi risvegliai dopo un tempo infinito, e una lampada puntata sui miei occhi mi accecò.
Aprii gli occhi e pian piano riconobbi il volto della bibliotecaria su di me. «Stai bene?», mi chiese lei spaventata. Non riuscivo a credere ai miei occhi: ero di nuovo nel mondo reale! Com’era stato possibile? Stavo forse sognando? Oppure avevo sognato tutto ciò che mi era sembrato di vivere? Senza dire una parola, mi alzai e mi incamminai verso l’uscita per andare a casa. Era sera, ero stata fuori un giorno intero! Avevo appena girato l’angolo che conduceva alla strada di casa mia, quando un miagolio familiare mi distrasse dai miei pensieri. Mi girai e vidi il bel gattino bianco e nero che correva per raggiungermi. Felicissima lo presi in braccio ma lui si divincolò. Lo lasciai per terra e lui, facendo mille fusa di felicità, mi condusse nel parco, dove, seduto su una panchina, trovai il signor Pimpirulì.
«Ma cosa è successo? Com’è possibile che siamo tornati qui sani e salvi? Come abbiamo fatto a sconfiggere i cattivi? Cos’era quel bagliore?» lo assillai di mille domande. Lui rimase in silenzio, lasciando sfogare la mia angoscia e le mie preoccupazioni. Dopo che ebbi dato voce a tutti i miei dubbi lui si girò a guardarmi negli occhi e cominciò: «Scusami se ti ho lasciato in quella stanza della biblioteca. Dovevo scappare, altrimenti non avrei saputo come giustificare la mia presenza alla bibliotecaria». Lo interruppi subito: «Ma come abbiamo fatto a tornare nella realtà?». Lui sorrise: «Mentre tu seguivi il gatto io ho capito, avendo dato un’occhiata alle pagine del libro, che esso ripercorreva la storia che abbiamo vissuto. Ti spiego: le streghe e i serpenti sono riusciti ad impossessarsi del libro, che come avrai capito rappresenta l’unico contatto tra i due mondi, e hanno strappato il finale dell’avventura. Il mondo fatato, popolato da fate e gnomi, è rimasto quindi in balia di un eterno presente in cui non poter esercitare il proprio potere ormai spezzato a metà, in cui i cattivi potevano avere la supremazia. Solo le persone di grande coraggio e di grande curiosità come me e te avrebbero potuto spezzare questo incantesimo. Il gatto infatti ha riconosciuto in noi gli eroi che potessero salvare il mondo magico. Solo dopo essere stato ricostruito, il libro avrebbe potuto sprigionare il suo potere e riportare la luce nel buio. Adesso non dovremmo più preoccuparci: la forza buona ha spazzato via la magia nera, e quel mondo tornerà pian piano ad essere quel mondo felice e luminoso che era un tempo».
Lo guardai senza parole. Passammo molto tempo seduti in silenzio, e, prima che riuscissi ad aprire bocca lui intervenne: «Sono stato lontano dalla realtà per molti anni, ora devo poter trovare la mia strada. Perciò andrò via. Però voglio che tu tenga il libro, in ricordo di questa bella vittoria». Scoppiai subito in lacrime. Lo conoscevo da così poco tempo, eppure mi sembrava che fossimo amici da sempre. Quell’avventura mi aveva reso una persona nuova. Lo salutai in silenzio e vidi che il gatto lo seguiva, non staccandosi un attimo dai suoi piedi. L’avevo lasciato in buone mani, sapevo che quel gatto sarebbe stato un amico fedele. Chissà se l’avrei più rivisto, mi chiesi tornando a casa.
Nella solitudine della mia stanza, quella sera stessa, nascosi il libro, ripromettendomi di non dimenticare mai quell’avventura mozzafiato. Eppure, dopo tanto tempo, eccomi qua a scriverla. Oggi ho deciso di riportare il libro alla biblioteca e di scrivere questa mia avventura per testimoniare al mondo che la magia esiste, e che dobbiamo trovarla dentro ognuno di noi. Ho lasciato il libro nello stesso punto dove l’avevo trovato io con la speranza, anzi, con la certezza, che qualche altro bambino curioso possa trovarlo e vivere altre fantastiche avventure.
Autore: Natalina Sposato, insegnante della scuola primaria
copyright © Educare.it - Anno XV, N. 3, Marzo 2015

