- Categoria: Scuola e dintorni
- Scritto da Sabrina Settimini
L’approccio creativo nella scuola

In una scuola che richiesta l’omologazione del pensiero alle logiche della produttività, l’articolo rilancia la necessità di una formazione critica, divergente e creativa. L’Autrice ripercorre teorie, autori e definizioni per mostrare come sia possibile improntare una didattica capace di sostenere un pensiero aperto alla complessità dei tempi in cui viviamo.
Introduzione
Quando si cerca di definire il concetto di creatività è facile scivolare negli stereotipi e veicolare, più o meno intenzionalmente, l’idea discretamente diffusa e comune che vede nell’artista e nell’arte la dimensione più confacente per assegnare un volto allo spirito creativo e alla sua essenza. Bruno Munari (1907-1998) qualificava la creatività come uso finalizzato della fantasia, «anzi della fantasia e dell’invenzione, in modo globale». Munari sosteneva inoltre che, in quanto strumento della fantasia, la creatività è in continua formazione e trasformazione e proprio per questo necessita di una intelligenza che sia sufficientemente elastica e di una mente che non sia schiava dei preconcetti. Ne consegue che un individuo creativo sviluppa un pensiero creativo anch’esso in continua trasformazione.
In realtà il dominio estetico rappresenta solo una delle tante angolazioni che connotano la poliedrica natura creativa. In estrema sintesi si può dire che la creatività rappresenti la capacità della mente umana di introdurre aspetti di innovazione e cambiamento in tutti i processi che riguardano la conoscenza. Tale tematica offre da sempre spunti per un dibattito animato su molti fronti, ma solo in tempi relativamente recenti ha incontrato l’interesse della comunità scientifica. Fino al secolo scorso, la creatività era considerata un dono, destinato a pochi se non pochissimi, una sorta di illuminazione di cui beneficiavano solo quegli individui geniali in grado di distinguersi dalla massa dei comuni mortali, manifestando le proprie doti soprattutto nel campo dell’arte e della scienza. La genesi di un approccio scientifico alla creatività ha avuto inizio nella metà del secolo scorso. Alcune correnti psicologiche, adottando metodologie sperimentali, hanno iniziato a ipotizzare l’esistenza di precise connotazioni del pensiero creativo separandolo nettamente dal concetto di genialità attribuitogli fino a quel momento.
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Autrice: Sabrina Settimini, laureata in Scienze della Formazione Primaria, è specializzata per le attività di sostegno. Si è perfezionata sui disturbi del comportamento in bambini autistici ed ha conseguito un master sui disturbi dell’apprendimento. Attualmente insegna nella scuola dell’infanzia.
copyright © Educare.it - Anno XIX, N. 4, Aprile 2019

