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  • Categoria: Scuola e dintorni

L'educazione musicale in Italia: un excursus storico

musica a scuolaNella letteratura pedagogica con il termine musica si intende «più in generale l’Educazione Musicale, ovvero “musica nel contesto educativo”» (Pagannone 2008, p. 113). Tuttavia il pieno riconoscimento del valore formativo della musica, in Italia, è una conquista recente e non viene ancora riconosciuto alla disciplina uno statuto epistemologico forte. L’educazione musicale è tuttora considerata come un passatempo o momento creativo, in opposizione alle discipline “forti” quali l’italiano o la matematica ecc.

Nei paragrafi che seguono vediamo di delineare per sommi capi l’evoluzione che la musica ha avuto in ambito scolastico, dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni. Si scoprirà che l’autonomia dell’educazione musicale nei piani di studio della scuola italiana è frutto di una gestazione durata più di un secolo.

La musica tra Unità d’Italia e primo Dopoguerra

A partire dall’Unità d’Italia fino al 1955, la presenza della musica nei programmi della scuola elementare è limitata al canto corale, attraverso cui si esprimono motivi religiosi, patriottici e popolari (Gori et al., 1987, p. 15-19). Sono Gabelli (1888) e Bacelli (1894) i primi ad introdurre gli esercizi di canto fra le discipline facoltative dei programmi di insegnamento, con la finalità di alleviare la mente degli allievi e non solamente come esercitazioni di tecnica vocale. Al Congresso nazionale Pedagogico di Torino del 1898, i pedagogisti Agazzi e Pasquali evidenziarono l’importanza dell’educazione musicale nella formazione del gusto estetico. Tali riflessioni trovarono spazio nei Programmi per gli asili dell’infanzia del 1914 (Mazzetti, 1962) e nei programmi elaborati da Lombardo-Radice del 1923 per la scuola elementare.

Dimenticata dalla Riforma Gentile nell’istruzione superiore, l’educazione musicale assunse un ruolo importante nel curriculo dell’Istituto Magistrale nel 1936, ma ben presto l’abbreviazione del percorso da 7 a 5 anni ad opera di Bottai eliminò nuovamente la musica dal piano di studi.

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Autore: Giuseppe Toto. Già dottore di ricerca in Scienze dell’antichità, attualmente è iscritto al dottorato in Educazione, Comunicazione e Formazione” con una tesi in “Psicologia e Musica”. Docente di scuola secondaria di secondo grado di discipline umanistiche, oggi Docente di sostegno presso la scuola secondaria di primo grado, ha pubblicato diverse monografie sulla storia degli studi grammaticali, sulla teoria e sulla prassi didattica.


copyright © Educare.it - Anno XV, N. 12, dicembre 2015