- Categoria: Esperienze a scuola
Un'esperienza di gruppi Balint nella scuola
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L'applicazione della tecnica dei gruppi Balint, con approccio psico-pedagogico, e la rivisitazione e adattamento agli obiettivi ai contesti scolastici per un innovativo aggiornamento dei docenti, prende spunto dall'intento di Balint di realizzare l'auspicio di Freud manifestato nel Congresso di Budapest del 1918 (S. Freud "Vie della terapia analitica" in Bollati Boringhieri, 1989 voI. IX) circa la possibilità che in futuro la psicoanalisi potesse estendersi molto al di là della pratica clinica classica.
L'intento è stato raccolto, proposto e sperimentato già da qualche anno in alcuni Istituti Comprensivi di Vicenza e provincia, rendendo possibile la presa in carico di un numero maggiore di persone, che probabilmente non avrebbero avuto accesso a percorsi classici di terapia, mediante approcci e tecniche pscio-pedagogiche e di counseling.
Balint guarda alla alattia come al risultato di complesse interrelazioni tra corpo, mente ed ambiente, inteso quest'ultimo sia in senso fisico che psicologico, come insieme di rapporti e di scambi sia materiali che interpersonali e sociali.
L'offerta formativa proposta nelle scuole si discosta dall'intuizione del pioniere Balint, trovando tuttavia in questa la base teorica e metodologia del lavoro con i docenti.
Spazi di pensiero, terra ferma, confini, solidarietà, competenza, sono alcuni degli obiettivi raggiunti con i gruppi Balint a stampo psico-pedagogico che ho svolto in questi ultimi anni nelle scuole dell'obbligo.
Gli insegnanti chiedono aggiornamento e formazione, talvolta come se fossero delle formule magiche per rispondere alle situazioni critiche che incontrano. La scuola in questi anni appare come una grande arca che raccoglie e accoglie una complessità di situazioni famigliari, sociali, etniche, religiose e culturali che necessita di figure di riferimento esterno ad essa ma tuttavia molto collegate. L'obiettivo sarebbe quello di capirne la complessità, i ritmi, i limiti e le esigenze offrendo risposte adeguate presentando strumenti o processi clinicamente e pedagogicamente validi ma talvolta difficilmente applicabili dai docenti in prima persona. Come se applicando degli schemi e dei protocolli predeterminati il docente possa essere al riparo dagli insuccessi e delusioni offrendo all'alunno risposte adeguate.
Con questo modello di aggiornamento, invece, si intendono valorizzare i docenti in primis restituendo loro la funzione pedagogica accompagnata dall'analisi di realtà e di ciò che attiene al loro stesso ruolo.
Balint stesso si rese conto che laddove il professionista (nel caso specifico Balint applicò e sperimentò per primo la tecnica con i medici generici) sia in grado di comprendere ogni paziente nella sua singolarità, entrando in relazione con lui in modo più consapevole del fatto che anche la loro relazione è parte sia dell'atto diagnostico sia dell'atto di cura, si possono evitare sofferenze e irritazioni inutili. In qualche modo Balint ci invita a riflettere sul fatto che il professionista (il medico nel suo caso) è il farmaco principale che viene somministrato al paziente.
Come egli scrive: "il nostro scopo era un esame il più possibile completo del sempre mutevole rapporto medico-paziente, ossia lo studio della farmacologia del farmaco medico". (M. Balint, 1960).
All'interno di questi gruppi è indispensabile che il docente sia in grado di cogliere ciò che è proprio differenziandolo da ciò che appartiene all'alunno o al genitore/coppia genitoriale che incontrata. Questo è un esercizio che i docenti imparano a fare gradualmente, in un viaggio di crescita e formazione continua e permanente: capire se quella reazione di espulsione/rabbia/smarrimento è mia (docente) oppure sua (alunno); se appartiene a me e al mio vissuto individuale e alle mie modalità relazionali (docente), oppure se appartiene all'alunno che attiva in me quella determinata reazione. E nello stesso tempo il docente si chiede come mai con quell'alunno si attivano dinamiche che con un altro docente collega non si attivano.
Così la condivisione degli echi interni degli insegnanti e il confronto tra essi, conduce alla consapevolezza di sé nella misura in cui ciascuno, che sia impegnato nella relazione educativa, è tenuto per mandato professionale e deontologico a "lustrare" sé, avendone cura. Come un musicista cura il proprio strumento musicale, così il docente è tenuto a curare sé e il proprio saper essere. Posso essere pertanto il miglior pianista del mondo, ma se ho lo strumento scordato certo non produrrò musica piacevole. Nella relazione educativa è lo strumento "persona" che si mette in gioco.
L'esperienza di gruppi Balint nella scuola
Balint scrive: "Nel tuo lavoro quotidiano sei intensamente coinvolto in relazioni interpersonali con colleghi, utenti, pazienti", alunni, famigliari. "Se vuoi, puoi conoscere i sentimenti e le energie in gioco e utilizzare questa conoscenza in modo consapevole e finalizzato per migliorare il benessere e ridurre il malessere tuoi e di coloro per i quali profondi il tuo impegno".
Negli ultimi anni sono stati realizzati diversi gruppi di aggiornamento per docenti delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Vicenza e provincia. Il modello proposto prevede, nel corso dell'anno scolastico, almeno 5 incontri della durata di 2 ore l'uno per gruppi di circa 8-10 docenti, omogenei per classi di insegnamento.
Le competenze psicopedagogiche approfondite e multiple, l'esperienza accresciuta nell'attività di consulenze individuali sul tema dell'età evolutiva e le sue peculiarità, sono indispensabili per approcciare come conduttore di questi gruppi. Nel gruppo le competenze del conduttore sono messe a disposizione di tutti così che ciascuno possa assorbire e abbeverarsi di ciò di cui ha più necessità.
In ogni incontro si analizzano al massimo 2 situazioni che per i docenti sono particolarmente preoccupanti. Sin dal primo incontro si definiscono le regole del gruppo che permettono una condivisione dello stile e degli obiettivi. Il gruppo diviene il luogo della condivisione senza l'obbligo della comunicazione totale di sé e della propria intimità. L'esperienza del singolo, nel gruppo si trasforma in conoscenza di tutti.
A ciascuna insegnante viene chiesto di presentare la situazione anticipando una breve relazione al conduttore qualche giorno prima dell'incontro. Utili risultano essere materiali relativa all'alunno in discussione, come testi e produzioni scritte nell'area antropologica e scientifica e dei disegni (ancor meglio se liberi). Per ogni caso presentato e trattato durante il lavoro di gruppo, viene definito un progetto individuale. Il docente di riferimento dell'alunno trattato nel gruppo svolge, successivamente, un intervento specifico individualizzato con il minore e con i genitori dello stesso.
Le aspettative iniziali che i docenti generalmente presentano sono:
- Affrontare le situazioni problematiche incontrate nelle classi (singoli casi): come gestirli, come integrarli, come sostenerli nelle autonomie
- Tecniche per favorire il clima di attenzione e coesione della classe in base caratteristiche specifiche
- Capire quali le caratteristiche tipiche delle coppie genitoriali
- Quali i segnali del disagio del bambino e come coglierli
- Aiutare l'insegnante a "proteggersi" rispetto la naturale invadenza delle situazioni e delle tensioni che il lavoro di relazione richiede alla maestra, per garantire un buon equilibrio individuale dentro e fuori la scuola
- Confrontarsi sull'efficacia degli interventi personali sperimentati con le varie classi secondo le esigenze specifiche di ciascuna
- Come interagire e fare i colloqui con le famiglie, come affrontare le situazioni più difficoltose e come sostenere un progetto di continuità scuola-famiglia lavorando per evitare la delega da parte dei genitori e puntando sulla responsabilità dei ruoli
Le tematiche affrontate
Nel gruppo di lavoro sono emersi diverse situazioni di Dsa, Adhd, bullismo, opposizione, bambini accentratori di attenzione, rivalità tra compagni, problemi disciplinari, bambini che sfidano l'insegnante e non ne riconoscono il ruolo, rapporti tesi e complessi di relazione con i genitori.
Altre tematiche affrontate nel corso degli incontri hanno visto l'esplorazione di queste aree di competenza pedagogica:
- La relazione tra alcune colleghe appartenenti ad un medesimo modulo o parallele
- Aspettative e delusioni rispetto la gestione scolastica e il gruppo docenti
- Le funzioni e il ruolo dell'insegnante
- Le tecniche di colloquio con i genitori
- Il disegno: simboli e significati del disegno infantile
Nel gruppo è stata spesso sottolineata l'importanza di separare ciò che è della "persona insegnante" da ciò che appartiene al ruolo di insegnate o al bambino stesso, cercando di avere ben chiaro il senso del confine tra ciò che è proprio e ciò che non lo è a livello emozionale: il docente rischia altrimenti di essere assolutamente travolto dalle situazioni. Saper prendere le distanze da modalità patologiche non solo salvaguarda se stessi, ma soprattutto tutela i bambini con un messaggio concreto di coerenza educativa.
All'interno dei gruppi si è posto l'accento più volte sull'importanza di condivisione del processo educativo tra le insegnanti e la famiglia, soprattutto in situazioni di non ben-essere del bambino. Si restituisce frequentemente rilievo al ruolo fondamentale dell'insegnante come punto di riferimento sano per il bambino.
Il "Sape Essere" dell'insegnate è uno dei passaggi fondamentali e delle forze che guidano il viaggio nell'esperienza del gruppo Balint psico-pedagogico per docenti. Il tempo che le insegnanti vivono all'interno del Gruppo è un tempo dedicato a "sognare" gli alunni, forse non più in solitudine, ma nella ricchezza e nella forza, data dalla condivisione di un progetto comune che veda pienamente collocati al centro i piccoli alunni e le loro famiglie.
Autore: Paola Campanaro, laureata in pedagogia, specializzata in counseling psicopedagogico per l'infanzia e l'adolescenza. Docente area età evolutiva presso la scuola di specializzazione Cisspat di Padova, docente presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione di Padova; titolare dello studio di psicoterapia, pedagogia e counseling per l'età evolutiva di Creazzo (VI) www.bellinassociati.com. Opera nell'ambito del sostegno alla genitorialità, accompagnamento e supporto del minore in fasi critiche dello sviluppo, mediazione famigliare, aggiornamento e formazione docenti.
copyright © Educare.it - Anno XII, N. 12, Novembre-Dicembre 2012
DOI: 10.4440/201212/CAMPANARO

