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  • Categoria: Didattica

I bambini e il computer: quando il PC aiuta ad apprendere - Il computer: a quale età?

 

Il computer: a quale età?

Secondo Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dell'Età Evolutiva presso l'Università di Roma "La Sapienza”, il secondo ciclo delle elementari sembra il più adatto per far iniziare ai bambini a prendere confidenza con lo strumento. L’esperta suggerisce che “è bene iniziare con piccole cose perché naturalmente all'inizio il bambino deve conoscere lo strumento, deve capire come lo si utilizza, deve acquisire anche una certa competenza". I bambini sono estremamente curiosi soprattutto nei confronti degli ipertesti - prosegue la psicologa - quindi si sentono spinti a esplorare, navigare attraverso il computer. Tutto questo però loro tendono a farlo come se si trattasse di un videogioco. Quindi ci vuole l'azione dell'insegnante che li indirizza e che poi collega questa esperienza allo studio".
Dal punto di vista delle finalità didattiche Silvia Dini e Lucia Ferlino (2001), ricercatrici presso il CNR di Genova, suddividono i software in tre gruppi propedeutici l’uno all’altro, che offrono strumenti per lavorare su contenuti di varia difficoltà:

1. programmi per lo sviluppo e/o il consolidamento delle abilità di base: ossia giochi ed esercizi che vertono soprattutto sui “prerequisiti”: percezione, attenzione, discriminazione, riconoscimento di forme, colori e dimensioni, orientamento spaziale, orientamento temporale, memoria, e che implicano attività cognitive complesse come il ragionamento;

2. programmi caratterizzati dalla possibilità di manipolare la realtà, di inventare, di sviluppare la creatività e mettere in atto strategie di ragionamento: “laboratori virtuali” di grafica, musica, scrittura creativa, logica ecc. in cui rielaborare i risultati di esperienze reali, concrete;

3. programmi di introduzione a contenuti ed attività tipici dei primi anni della scuola elementare: quali letto-scrittura, calcolo, elementi di scienze e tecnologia, lingua 2, e di avvio all’uso del calcolatore.
E’ inoltre opportuno ricordare come il computer possa rivelarsi un utile ausilio tecnologico sia per i bambini che apprendono normalmente, ottimizzando le loro potenzialità, sia per quei bambini che presentano delle difficoltà (handicap, disturbi specifici dell’apprendimento come dislessia, disgrafia, discalculia) con la possibilità di integrare e sostenere l’apprendimento.

Alla luce di queste considerazioni appare evidente che - come sottolineano Dini e Ferlino (2001) - “il computer rappresenta per i bambini uno strumento ideale per agire creativamente (da soli o in gruppo) e per giocare con linguaggi e media diversi; inoltre il PC offre al bambino l’occasione di essere “autore” e non sentirsi solo un fruitore di contenuti, grazie a programmi per attività di tipo sperimentale che consentono di manipolare suoni, immagini, colori, come veri laboratori. Proprio queste attività di manipolazione, di sperimentazione, di costruzione di oggetti costituiscono anche preziose occasioni di socializzazione e di apprendimento collaborativi”.

 


Bibliografia:

  • Dini S., Ferlino L., Bambini e computer: come cambia il modo di giocare ed imparare, Istituto Tecnologie Didattiche – CNR, Genova, 2001 (in http://www.itd.cnr.it/TDMagazine/PDF23/Giocare.pdf)
  • Hawkins, D., The informed vision, Agathon Press Inc. 1974 (tr. it. Imparare a vedere. Saggi sull’apprendimento e sulla natura umana, Loescher, Torino, 1979)
  • Laniado N., Pietra G., Videogiochi, Internet e Tv. Che cosa fare se ipnotizzano i nostri figli, Red Edizioni, Milano, 2004
  • Oliverio Ferraris A., Così il computer aiuta i bambini a crescere, intervista a cura di MEDIAMENTE – Rai Educationa , 1999 (in http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/f/ferraris2.htm)
  • Papert S., The connected family: Bridging the digital generation gap. Longstreet Press, Inc., 1996
  • Sesto Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Eurispes e Telefono Azzurro (Novembre 2005)

 


Autrice: Francesca Saccà, psicologa, è iscritta all'Albo degli Psicologi della regione Lazio e sta frequentando la scuola di specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale presso l’Istituto A. T. Beck di Roma. Ha partecipato al Master “Formazione e Media” presso l’Università Roma Tre, dove ha sviluppato competenze teoriche ed applicative in merito alla disciplina della Media Education. Ha lavorato in RAI nell’ambito della programmazione per ragazzi e attualmente collabora con Rai Educational come consulente per il sito web Il D.


copyright © Educare.it - Anno VII, Numero 5, Aprile 2007