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Programmare per “sfondi integratori”: una strategia didattica sempre valida - Utilizzo e vantaggi dello sfondo integratore
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Utilizzo e vantaggi dello sfondo integratore
Va scelta anzitutto una tematica che risulti particolarmente accattivante per i bambini: la sua iniziale funzione, infatti, è quella di costituire uno stimolante ‘incipit’ e poi, soprattutto, un terreno unificante, ma anche ‘motivante’, per l’intero percorso delle esperienze che si andranno a proporre e che, nel contesto sfondo, assumeranno una particolare valenza significativa. Se ci si trova in una scuola di montagna, si può scegliere, ad esempio, ‘il bosco’, sempre seducente e misterioso agli occhi dei bambini, oppure, in altri contesti, ‘il mare’; si può scegliere una favola o una fiaba e magari inventare il modo di presentarla in maniera particolarmente avvincente (mentre un’insegnante la racconta, le altre, sul fondo di una ben preparata scenografia e travestite con cura nei personaggi della fiaba, la possono drammatizzare; oppure si può utilizzare il teatro dei burattini, sempre così coinvolgente per i bambini, ecc.). Tutte le varie esperienze programmate che si andranno successivamente a proporre, troveranno, lì, nel ‘tema’ dello sfondo, contenimento e contenuto, materia, motivazione [1] e significato.
Se, ad esempio, si è scelto il bosco e ci si prefigge di lavorare sui colori composti, sarà d’obbligo scegliere il verde delle foglie o il marrone dei tronchi; se si lavora sulle quantità, si conteranno e si metteranno in relazione le ghiande reperite sotto le querce del macchia; se si lavora sui percorsi si realizzerà la mappa che dalla scuola conduce al vicino bosco; se si lavorerà sulla capacità di ascoltare-descrivere-narrare, si prediligeranno storie i cui protagonisti sono lupi, volpi, scoiattoli, e così via.
Lo sfondo scelto sarà il medesimo per tutte le sezioni della scuola, indipendentemente dalle diverse età dei bambini di cui sono composte: varieranno, ovviamente, per ciascuna fascia di età, gli obiettivi programmati [2] graduati su almeno tre diversi livelli. Diverse saranno, di conseguenza, anche molte delle relative attività, sebbene sia auspicabile che alcune restino in comune e vengano programmate e svolte in un lavoro di intersezione (si può programmare insieme, per tutte le sezioni, la giornata del racconto-drammatizzazione della favola scelta, per quanto riguarda la prima ipotesi di sfondo portata ad esempio; oppure, nell’altra ipotesi, si può organizzare insieme un’escursione al bosco, ecc.).
Investendo e unificando tutte le attività, dunque, lo “sfondo integratore” non solo favorisce una collegialità ad alto livello tra le insegnanti del plesso che insieme lo scelgono, insieme programmano le esperienze, insieme lavorano sugli stessi contenuti, ma permette pure un ottimo raccordo tra le varie sezioni e tra i bambini delle varie età. Sulla medesima base contenutistica, non solo è più semplice programmare momenti di intersezione strutturati, ma anche per quelli liberi, “lo sfondo” costituisce un accattivante ‘argomento comune’ su cui i bambini delle varie sezioni e fasce di età trovano l’occasione di incontrarsi e di confrontarsi spontaneamente: non è raro vedere bambini che, passando da una aula all’altra nei momenti di gioco libero, riconoscono, appeso alle pareti dell’aula attigua, lo stesso personaggio della favola su cui stanno lavorando nella propria sezione e iniziano a chiedere e parlare di lui fra loro! Così come non è raro sorprenderli mentre a tavola, durante il momento del pranzo o della merenda -momenti in cui i bambini delle diverse età e sezioni sono spesso insieme- si raccontano la ‘comune’ esperienza fatta in sezione.
Oltre a insegnanti e bambini, anche i genitori, nel quadro dello sfondo integratore, trovano un chiaro punto di riferimento: esso offre infatti un terreno di continuità anche con le famiglie che, adeguatamente informate sul tema scelto, hanno la possibilità di domandare, rispondere, parlare con il bambino, a casa, su quanto egli stia scoprendo e operando a scuola.
Altresì gli spazi scolastici (le aule, ma pure gli spazi comuni: il salone, la mensa, il giardino...) vengono adeguatamente predisposi, strutturati e trasformati perché l’intero ambiente rientri ‘in tema’: se per sfondo si è scelta una favola ambientata in un castello, l’intera scuola verrà ‘magicamente’ trasformata, con merli e torri, in una sorta di ‘affascinante castello’, in tutti i suoi locali; se si è scelto il bosco, le aule diverranno grandi alberi, dentro il cui tronco, pitturato sulle loro entrate, si potrà accedere attraverso la porta, grosso foro nel fusto, ecc.
A proposito dello sfondo è da evidenziare, ancora, che collegando e integrando organicamente le varie esperienze del bambino programmate in relazione ai diversi Obiettivi Specifici di Apprendimento, esso costituisce una valida strategia didattica che motiva e facilita l’apprendimento, il quale non avanza e non si struttura in modo lineare o, peggio, per conoscenze che si accumulano e vengono giustapposte rimanendo isolate fra loro ‘a compartimenti stagno’, ma procede ‘a rete’, per associazioni e organizzazioni di esperienze. Sembra plausibile ipotizzare, pertanto, che lo “sfondo integratore” faciliti l’apprendimento, seguendo il suo naturale svilupparsi e strutturarsi in maniera complessa, collegando e connettendo le varie esperienze e acquisizioni. Sembra altresì plausibile affermare che, attraverso il suo utilizzo, ci si prefigga anche l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un pensiero duttile, capace di connessioni, di ristrutturazioni e di ‘prospettive globali’.
Un’ultima precisazione: lo “sfondo integratore” non va concepito come un modo di ‘aggregare e connettere elementi singoli’, bensì come un modo per creare un ‘complesso organico e strutturato’, di gestaltiche rimembranze [3]. È il dunque il ‘contesto’ o, se si vuole, la Gestalt, in cui assumono valore e significato le varie esperienze che, in tal modo, non risultano fra loro ‘assommate’ e ‘giustapposte’, ma ‘connesse’ ed ‘ ‘integrate’ in un ‘tutto organico’.
Note:
[1] A questo proposito è stato obiettato che “nell’ambito della programmazione della scuola dell’infanzia si è identificata la strutturazione dello ‘sfondo’ come l’argomento unificante e totalizzante dell’intera attività programmatoria di un anno scolastico, abbiamo infatti l’anno del ‘mare’, l’anno del ‘bosco’, l’anno della ‘montagna’ e così via. Nel momento in cui la proposta viene assolutizzata, come unico argomento dell’anno, attorno al quale far confluire tutta l’attività progettata, si corre il rischio di generare episodi di noia, demotivazione e scarso interesse degli studenti” (S. FIORETTI, La programmazione per sfondi integratori, in www.infantiae.org).Va tuttavia ricordato che, non solo lo sfondo deve essere costituito da un tema particolarmente interessante e accattivante per i bambini, ma che durante l’anno è bene utilizzare, in successione, più di un solo sfondo integratore.
[2] Qualche volta abbiamo tentato anche di stabilire insieme, tra insegnati di sezioni diverse, non solo lo stesso sfondo, ma anche gli stessi obiettivi generali, successivamente suddivisi in obiettivi didattici specifici a tre livelli per ciascuna fascia di età, corrispondente a ciascuna sezione, ma il lavoro, così organizzato, ci è risultato troppo fortemente strutturato e ‘costringente’.
[3] Per una sintesi efficace dei concetti chiave della Gestatheorie si veda G. GALLI, Conoscere conoscersi, CLUEB, Bologna 1991.
copyright © Educare.it - Anno VI, Numero 1, Dicembre 2005

