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  • Categoria: Didattica

Funzione tutoriale e processo di apprendimento - Seconda parte

 

Il Tutor di Tirocinio

La complessità e la molteplicità dei compiti che il tirocinio comporta ha richiesto l'identificazione di un referente didattico interno al sistema universitario: il tutor di tirocinio, responsabile didattico organizzativo delle attività come previsto dal decreto ministeriale 25/3/1998 n.142. In particolare, egli organizza e gestisce il percorso formativo all'interno e all'esterno dell'Università. Sul versante interno identifica contenuti, metodologie e strumenti per un lavoro di riflessione e di rielaborazione dell'esperienza; sul versante esterno realizza un lavoro di mediazione tra logiche, vincoli, bisogni sia delle istituzioni che ospitano il primo livello dell'attività di ricerca tirocinio che dei soggetti interessati. L’attività di tirocinio nell’Ente è preceduta ed affiancata da una guida al tirocinio, attività condotta in Università da un assistente sociale con funzione di tutor, con l’obiettivo di accompagnare lo studente lungo tutto l’itinerario triennale e di favorire il raccordo tra insegnamenti teorici e metodologici ed esperienza sul campo.

Al tutor compete:
- la conduzione di incontri di gruppo,
- lo svolgimento di colloqui individuali,
- la gestione dei tirocini e il rapporto con i supervisori di tirocinio,
- la gestione di attività formative integrative programmate annualmente.

A conclusione dell’attività annuale di tirocinio professionale lo studente è tenuto a elaborare una relazione scritta che verrà discussa con il docente di Metodi e tecniche e con il tutor del corso di Laurea in sede di esame e valutata tenendo conto del parere espresso dal supervisore

Funzione svolta dal Tutor

Marletta (1997) riporta che la funzione svolta dal tutor, deve consentire al tirocinante di effettuare connessioni ed integrazioni, individuando il punto di snodo tra le seguenti, diverse polarità:

- fra teoria e pratica, sapere formale e sapere agito,
- tra individuo e organizzazione, favorire l’integrazione fra la dimensione individuale e quella del ruolo professionale che si realizza attraverso una socializzazione al lavoro in forma anticipatoria,
- tra dimensione individuale del sapere e del saper fare e dimensione sociale ed organizzativa della soluzione dei problemi, avvicinando tattiche individuali a strategie organizzative,
- tra dimensione cognitiva e dimensione del vissuto emozionale.

Progettazione e Programmazione dell’intervento

Per approfondire la fase della progettazione e programmazione dell’intervento è opportuno analizzare gli strumenti che il tutor può utilizzare e individuare gli obiettivi formativi, generali e specifici, che sono alla base del percorso di tirocinio.

Strumenti Del Tirocinio

Schede del tirocinio sono lo strumento utilizzato dagli enti per attestare le presenze dei tirocinanti, per descrivere le attività svolte nel corso del tirocinio e per formulare il giudizio sull’esperienza compiuta dallo studente.

Diario giornaliero o relazione settimanale, suggerito dai tutor per annotare le proprie osservazioni e le proprie riflessioni. Tale strumento è utile per tenere memoria dei principali eventi accaduti durante l’esperienza e per maturare una riflessione e un’osservazione sul proprio agire. Il diario viene poi utilizzato in occasione delle sessioni di rielaborazione e si rivela una proficua fonte di discussione. Inoltre, nel produrre un resoconto del lavoro svolto saranno, così, verificate le capacità di utilizzo di terminologia professionale nel riferire la propria opinione.

Contratto formativo è lo strumento che permette il corretto avvio e un’adeguata conduzione del percorso. Esso contiene gli impegni che ciascuno dei tre attori si assume e sottoscrive: - il tutor svolge una funzione di monitoraggio e di verifica sull’andamento dell’esperienza formativa; il supervisore s’impegna a seguire lo studente nelle attività; lo studente s’impegna a svolgere in modo responsabile quanto individuato e sottoscritto.

La rielaborazione del tirocinio. All’interno delle singole realtà considerate sono previsti, in misura diversa, momenti dedicati alla rielaborazione dell’esperienza di tirocinio. L’attività di rielaborazione rappresenta, sotto il profilo formativo, un aspetto fondamentale del tirocinio. Fare esperienza di tirocinio significa per lo studente avere la possibilità di conoscere le realtà operative, potersi concretamente impegnare nelle attività individuate con i tutor e approdare a nuovi percorsi di conoscenza integrando criticamente il sapere e il saper fare e rivalutando i propri vissuti, il sapere essere.

Le sessioni dedicate alla rielaborazione rappresentano, quindi, occasioni di incontro fra il tutor e il tirocinante, che si svolgono in gruppo o individualmente. Esse sono tese a far emergere ciò che si sperimenta nella situazione operativa e mirano a far acquisire allo studente un’adeguata consapevolezza di sè, dei propri apprendimenti, dei propri atteggiamenti e dei valori che guidano l’azione. Non è escluso che in occasione delle sessioni di rielaborazione il tutor si trovi a fronteggiare l’ansia che gli studenti possono sperimentare in occasione dell’esperienza di apprendimento legata al tirocinio. L’apprendimento è un processo che tende al cambiamento e che contiene, quindi, "elementi destabilizzanti" (Demetrio, Fabbri, Gherardi, 1994). Il tutor deve quindi attrezzarsi per fronteggiare l’ansia che gli studenti possono sperimentare in occasione del tirocinio: l’ansia di esporsi, di non sapersi destreggiare, di essere valutati, di non corrispondere alle aspettative del tutor.