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  • Categoria: Dibattito a scuola

Organizzare i discorsi per il dibattito regolamentato - Il Patavina Libertas

Il Patavina Libertas

Il prologo, essendo l’intervento introduttivo del dibattito, richiede: (a) una presentazione sintetica della problematicità, o dell’importanza, della questione affrontata. Questo obiettivo, solitamente, si raggiunge tematizzando i princìpi alla base delle proprie argomentazioni in modo da far risaltare i valori o le istanze che si desidera difendere durante l’incontro; (b) l’enunciazione della posizione assunta, ossia l’asserzione della tesi che nel dibattito viene sostenuta e difesa e che è assegnata d’ufficio da chi organizza il dibattito; (c) la definizione dei termini chiave impiegati dalla squadra nel corso del dibattito. Questo aspetto ha differenti funzioni. La prima, di rendere chiaro fin dall’esordio sia alla squadra concorrente sia ai giudici il modo in cui è interpretata la questione del dibattito. La seconda, di evitare che le squadre realizzino solo dopo l’incontro d’aver dato definizioni inadeguate ad un dibattito fruttuoso. Infine, il prologo richiede (d) l'anticipazione degli argomenti che la squadra svilupperà nei successivi interventi di argomentazione.

La prima e la seconda argomentazione prevedono invece l’esposizione delle ragioni, delle prove, dei dati e degli esempi nonché delle teorie o dei valori a sostegno della validità della tesi da sostenere. Tali elementi sono quelli presentati in alcune precedenti contributi di questa serie e dal titolo Sostenere una posizione: gli elementi delle argomentazioni e La logica delle argomentazioni.

La fase di pausa è caratterizzata dalla sospensione dell’attività di disputa per dieci minuti, ed è preparatoria alla fase di replica. In questi dieci minuti i dibattenti dovranno pensare sia a quali critiche avanzare alla posizione della controparte, al fine di contestarne la validità e metterne in evidenza le debolezze, sia a come difendersi dalle critiche che la controparte muoverà loro.

L’intervento di replica prevede due minuti per esporre le ragioni individuate con tutta la squadra durante la fase di pausa per contestare la validità della posizione antagonista. Durante questo intervento è fondamentale mettere in discussione la verità o la probabilità degli elementi, o la validità del legame tra gli elementi, che compongono le argomentazioni della controparte, facendone in tal modo risaltare la debolezza. L’individuazione di fallacie come le generalizzazioni indebite, l’appello ad autorità irrilevanti, le conclusioni che non seguono dalle premesse, le petizioni di principio, etc., è un’ulteriore strategia da tenere in considerazione. Anche contestare la controparte indicando le conseguenze negative che deriverebbero se concedessimo quanto da loro sostenuto è un’efficace strategia.

Tra le diverse e altre strategie si possono annoverare anche il confronto della posizione avversaria con altre teorie alternative più valide, e possibilmente vicine alla nostra, o la contestazione del modo in cui è stata interpretata la questione del dibattito, qualora effettivamente tale interpretazione sia scarsamente giustificabile.

All’intervento di replica segue la difesa da parte della controparte. In questo intervento dovranno essere contestate le critiche avanzate alle proprie argomentazioni cercando di ristabilire la loro credibilità o validità.

Intervento conclusivo del dibattito è l’epilogo. In esso viene richiesto di riproporre in sintesi la posizione esposta dalla propria squadra durante il dibattito. Tuttavia, essendo anche l’ultimo intervento prima della valutazione dei giudici, risulta importante includere nella sintesi sia i punti deboli della posizione antagonista, ossia quelle obiezioni a cui la controparte non è riuscita a dare un’efficace risposta, sia i punti forti della propria posizione, ossia quelle ragioni che sono resistite alle repliche della controparte. Tale intervento, infatti, si realizza al meglio offrendo ai giudici una lettura comparativa, e nei limiti del possibile favorevole alla propria tesi, del contraddittorio per cui il dibattito si caratterizza.