- Categoria: Dibattito a scuola
Sostenere una posizione: gli elementi delle argomentazioni
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Nel precedente articolo sono state fornite indicazioni su come elaborare e interpretare la questione del dibattito. Per chiarezza ricordiamo che con «questione» si intende la proposizione posta in forma interrogativa su cui le due squadre partecipanti al dibattito regolamentato, una schierata per la posizione pro e l'altra per quella contro, sono tenute a confrontarsi.
Un simpatico esempio, suggerito dalla raccolta di saggi curata da William Irwin, Mark Conrad e Aeon Skoble e intitolata I Simpson e la filosofia, è il seguente: «Si può imparare la filosofia attraverso i Simpson?».
Dopo aver compreso il tema sul quale il dibattito richiede di esprimersi, ma prima di intraprendere la ricerca, è opportuno che i componenti delle due squadre comprendano cosa è necessario reperire per sostenere al meglio la posizione loro assegnata.
Indicare distintamente gli elementi fondamentali da reperire, obiettivo del presente articolo, permetterà di orientare proficuamente la ricerca e di ottimizzarne i tempi.
Il primo gruppo di elementi che le squadre dovranno elaborare o reperire per sostenere la posizione assegnata è l'insieme costituito dalle ragioni.
Per ragioni si intendono i motivi di carattere logico, psicologico, etico, naturale, etc., che supportano la plausibilità o la verità della conclusione da sostenere nel dibattito regolamentato.
In termini logico-formali esse possono essere identificate con le premesse che permettono di derivare la conclusione da sostenere nel dibattito.
Facciamo alcuni esempi.
Poniamo che il dibattito riguardi la questione «È giusto limitare la provocatorietà dell'arte?» e la posizione da sostenere sia quella pro, ossia che sia giusto limitarla. Una delle ragioni che potranno essere avanzate a sostegno di tale conclusione potrà essere tratta da posizioni animaliste e cioè che a volte gli artisti violano i diritti degli animali. L'argomento si struttura nel seguente modo: siccome a volte gli artisti violano i diritti degli animali, allora è giusto limitare la provocatorietà dell'arte. Altra ragione potrebbe essere la seguente: spesso gli artisti feriscono la sensibilità di specifici gruppi culturali. In questo caso l'argomento prende la seguente forma: siccome spesso gli artisti feriscono la sensibilità di specifici gruppi culturali, allora è giusto limitare la provocatorietà dell'arte.
Un altro e fondamentale elemento da ricercare per sostenere con efficacia la posizione da sostenere in un dibattito è quello costituito dalle prove.
Per prove si intendono i fatti, gli esempi, i dati o le fonti che permettono di mostrare la concretezza delle nostre ragioni. Infatti, che senso avrebbe concludere che sia giusto limitare la provocatorietà dell'arte menzionando la violazione dei diritti degli animali compiuta dagli artisti, se non esistessero casi in cui gli artisti avessero commesso tali offese? E anche quando questo fosse avvenuto, come potremmo rendere credibile la nostra posizione se alla domanda di provare la veridicità di quanto diciamo non fossimo in grado di presentare alcun esempio?
Le prove sono un elemento fondamentale per rendere credibile ed evidente la plausibilità di quanto sosteniamo.
Riprendendo gli esempi introdotti, a favore della ragione tratta dalle posizioni animaliste potremmo citare l'esperienza artistica del coreografo e regista belga Jan Fabre che sulle scale del comune di Anversa lancia in aria dei gatti che finiscono per cadere malamente. Oppure potremmo riferirci al caso di Guillermo Vargas che durante la biennale nicaraguense del 2007, come propria installazione, lega un cane randagio e denutrito al fine di rendere il pubblico consapevole della propria incuira verso gli animali.
A sostegno invece della seconda ragione, potranno essere riportati i casi dell'artista italiano Cattelan che ferisce la sensibilità di ebrei prima, e cristiani poi, con le opere Him e La Nona Ora. La prima raffigura Hitler in ginocchio nell'atto di chiedere perdono, mentre la seconda il Papa Giovanni Paolo II colpito da un asteroide.
Presentare ragioni e prove a favore della posizione da sostenere non è tutto. Esiste almeno un altro elemento di grandissima importanza e di cui si deve essere consapevoli quando si difende una tesi. Tale elemento è costituito dai principi alla base delle ragioni avanzate.
Per principio si intende il valore, la nozione, la regola o il criterio che rende ciascuna ragione addotta rilevante per la conclusione da sostenere nel dibattito. Infatti quando si afferma che è giusto limitare la provocatorietà dell'arte perché a volte gli artisti violano i diritti degli animali, implicitamente si afferma anche che i diritti degli animali sono importanti e che violarli non è giusto. Similarmente, quando si sostiene che è giusto limitare la provocatorietà dell'arte perché gli artisti feriscono la sensibilità di specifici gruppi culturali, si implica che la sensibilità di specifici gruppi culturali è importante e ferirla è ingiusto. Poiché i principi sono spesso l'elemento su cui i dibattiti si focalizzano è opportuno esserne consapevoli e predisporre ragioni e prove anche a favore della loro rilevanza e della loro preminenza rispetto ad altri principi [1].
A queste componenti delle argomentazioni potremmo affiancare anche i qualificatori, i quantificatori e le eccezioni.
Qualificatori e quantificatori sono termini o espressioni che esprimono il grado di certezza e di generalizzazione delle nostre ragioni o conclusioni. Esempi di qualificatori sono «probabilmente», «certamente», «necessariamente», etc.
Dire che «È possibile che gli artisti feriranno ancora la sensibilità religiosa di particolari gruppi religiosi» è differente da dire «È certo che gli artisti feriranno ancora la sensibilità religiosa di particolari gruppi religiosi» e richiede, per essere supportata, ragioni diverse e meno categoriche della seconda.
Esempi di quantificatori sono invece «a volte», «sempre», «tutti», etc.
Dire «A volte gli artisti violano i diritti degli animali» necessita di minori prove, per essere supportata, dell'affermazione «Spesso gli artisti violano i diritti degli animali».
Le eccezioni, invece, sono circostanze straordinarie o eccezionali che, qualora non esplicitate, o qualora non considerate ma verificantesi, potrebbero minare la forza delle ragioni o delle conclusioni avanzate (Toulmin, Rieke e Janik, 1979, p. 95). L'affermazione «Tutti i cittadini italiani possono votare» è infatti molto più controversa della relativa affermazione integrata dalle opportune eccezioni «Tutti i cittadini italiani possono votare, a meno che non siano minorenni, incapaci d'intendere e volere o condannati penalmente».
Gli elementi qui introdotti, ossia le ragioni, le prove, i principi, i qualificatori, i quantificatori e le eccezioni, sono indispensabili per formulare argomentazioni solide e complete. Tuttavia, così come sono stati qui esposti, tali elementi rappresentano una lettura personalizzata e una semplificazione degli elementi che compongono le argomentazioni presentati in Gli usi dell'argomentazione dal filosofo americano Stephen Toulmin (1975).
Non sarà riproposto qui il modello di Toulmin per la comprensione del quale si rimanda invece ai suoi testi presenti in bibliografia. Le evenutali divergenze dal modello e le lacune che tale presentazione finora include saranno in parte colmate quando verrà trattata la forma degli argomenti.
Ciononostante, quanto tratteggiato finora permetterà agli studenti di avviare una proficua ricerca e soprattutto di iniziare a comprendere in modo chiaro, semplice e graduale l'argomentazione intesa sia come prodotto, sia come processo, sia come procedura (Wenzel, 1992).
Esercizi utili
1. Avvalendovi degli editoriali di diversi quotidiani individuate in essi i vari elementi che ne compongono le argomentazioni.
2. (Per formatori) Scegliete una questione e la posizione pro o contro da sostenere. Alcuni esempi di questioni potranno essere: «I graffiti sono forme d'arte?», «È giusto che l'uomo si ponga nei confronti dell'ambiente come un saggio amministratore?», «È giusto trattare l'acqua come un bene economico?», «Gli animali non devono essere rinchiusi negli zoo?». Dopo aver scelto questione e posizione, dividete gli studenti in tre gruppi e assegnate a ciascuno il compito di individuare ragioni, prove o principi a sostegno della posizione da sostenere. Dopo una decina di minuti fate esporre a ciascun gruppo gli elementi elaborati e, al termine, fate raggruppare loro quelle ragioni, prove e principi tra loro rilevanti.
3. (Per formatori) Eseguite il precedente esercizio facendo preparare a metà studenti gli elementi per sostenere la posizione pro e a metà quelli per sostenere la posizione contro della questione scelta.
Note
1) I termini con cui è qui descritta l'attività dibattimentale potrebbero indurre a ritenere il dibattito una pratica in cui l'esercizio critico è marginale. A questo riguardo non è corretto negare che la natura del dibattito e il tempo ridotto che le squadre hanno per preparare gli incontri, dati gli impegni scolastici e la difficoltà del compito da svolgere, conducano a concentrarsi più sull'aspetto argomentativo che su quello critico. Ciononostante ritenere che quest'ultimo sia marginale o che il dibattito non offra una valevole opportunità per promuovere un approccio critico al sapere, sarebbe altrettano erroneo. Il primo numero di questa serie di articoli dedicati alla preparazione dei dibattiti e intitolato Dibattere a scuola: guida alla formazione al dibattito regolamentato, nonché alcuni dei numeri successivi al presente, riguardano il ruolo dell'approccio critico nel dibattito regolamentato e forniscono indicazioni per promuoverlo.
Bibliografia di riferimento
- Toulmin S., Gli usi dell'argomentazione, Rosenberg & Sellier, Torino, 1975, (ed. orig. The Uses of Argument, 1958)
- Toulmin S., Rieke R. e Janik A., An Introduction to Reasoning, Macmillan Publishing, New York, 1979.
- Wenzel J. W., Perspectives on Argument, in Benoit . L., Hample D. e Benoit P. J. (a cura di), Readings in Argumentation, Walter de Gruyter & Co., Berlino, 1992, pp.121-143.
Film: The Great Debaters - Il potere della parola
Autore: Manuele De Conti. Laureato in filosofia nel 2009 presso l'Università di Padova con la tesi "Disaccordi e disaccordo di fondo: una risposta etica e pratica", si occupa dal 2004 dello studio e della promozione del dibattito regolamentato con l'iniziativa Incontri di Disputa Filosofica. Collabora al progetto di dibattito dell'Università di Padova Palestra di Botta e Risposta in qualità di organizzatore, coordinatore, formatore e giudice, e svolge attività di formazione al dibattito e di giudice, riconosciuto dal World Debate Institute, Università del Vermont (U.S.A). Attualmente è dottorando in Scienze Pedagogiche, della Formazione e dell'Educazione presso l'Università di Padova.
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 12, dicembre 2013

