- Categoria: Dibattito a scuola
Sostenere una posizione: gli elementi delle argomentazioni - Seconda parte
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A queste componenti delle argomentazioni potremmo affiancare anche i qualificatori, i quantificatori e le eccezioni.
Qualificatori e quantificatori sono termini o espressioni che esprimono il grado di certezza e di generalizzazione delle nostre ragioni o conclusioni. Esempi di qualificatori sono «probabilmente», «certamente», «necessariamente», etc.
Dire che «È possibile che gli artisti feriranno ancora la sensibilità religiosa di particolari gruppi religiosi» è differente da dire «È certo che gli artisti feriranno ancora la sensibilità religiosa di particolari gruppi religiosi» e richiede, per essere supportata, ragioni diverse e meno categoriche della seconda.
Esempi di quantificatori sono invece «a volte», «sempre», «tutti», etc.
Dire «A volte gli artisti violano i diritti degli animali» necessita di minori prove, per essere supportata, dell'affermazione «Spesso gli artisti violano i diritti degli animali».
Le eccezioni, invece, sono circostanze straordinarie o eccezionali che, qualora non esplicitate, o qualora non considerate ma verificantesi, potrebbero minare la forza delle ragioni o delle conclusioni avanzate (Toulmin, Rieke e Janik, 1979, p. 95). L'affermazione «Tutti i cittadini italiani possono votare» è infatti molto più controversa della relativa affermazione integrata dalle opportune eccezioni «Tutti i cittadini italiani possono votare, a meno che non siano minorenni, incapaci d'intendere e volere o condannati penalmente».
Gli elementi qui introdotti, ossia le ragioni, le prove, i principi, i qualificatori, i quantificatori e le eccezioni, sono indispensabili per formulare argomentazioni solide e complete. Tuttavia, così come sono stati qui esposti, tali elementi rappresentano una lettura personalizzata e una semplificazione degli elementi che compongono le argomentazioni presentati in Gli usi dell'argomentazione dal filosofo americano Stephen Toulmin (1975).
Non sarà riproposto qui il modello di Toulmin per la comprensione del quale si rimanda invece ai suoi testi presenti in bibliografia. Le evenutali divergenze dal modello e le lacune che tale presentazione finora include saranno in parte colmate quando verrà trattata la forma degli argomenti.
Ciononostante, quanto tratteggiato finora permetterà agli studenti di avviare una proficua ricerca e soprattutto di iniziare a comprendere in modo chiaro, semplice e graduale l'argomentazione intesa sia come prodotto, sia come processo, sia come procedura (Wenzel, 1992).
Esercizi utili
1. Avvalendovi degli editoriali di diversi quotidiani individuate in essi i vari elementi che ne compongono le argomentazioni.
2. (Per formatori) Scegliete una questione e la posizione pro o contro da sostenere. Alcuni esempi di questioni potranno essere: «I graffiti sono forme d'arte?», «È giusto che l'uomo si ponga nei confronti dell'ambiente come un saggio amministratore?», «È giusto trattare l'acqua come un bene economico?», «Gli animali non devono essere rinchiusi negli zoo?». Dopo aver scelto questione e posizione, dividete gli studenti in tre gruppi e assegnate a ciascuno il compito di individuare ragioni, prove o principi a sostegno della posizione da sostenere. Dopo una decina di minuti fate esporre a ciascun gruppo gli elementi elaborati e, al termine, fate raggruppare loro quelle ragioni, prove e principi tra loro rilevanti.
3. (Per formatori) Eseguite il precedente esercizio facendo preparare a metà studenti gli elementi per sostenere la posizione pro e a metà quelli per sostenere la posizione contro della questione scelta.
Note
1) I termini con cui è qui descritta l'attività dibattimentale potrebbero indurre a ritenere il dibattito una pratica in cui l'esercizio critico è marginale. A questo riguardo non è corretto negare che la natura del dibattito e il tempo ridotto che le squadre hanno per preparare gli incontri, dati gli impegni scolastici e la difficoltà del compito da svolgere, conducano a concentrarsi più sull'aspetto argomentativo che su quello critico. Ciononostante ritenere che quest'ultimo sia marginale o che il dibattito non offra una valevole opportunità per promuovere un approccio critico al sapere, sarebbe altrettano erroneo. Il primo numero di questa serie di articoli dedicati alla preparazione dei dibattiti e intitolato Dibattere a scuola: guida alla formazione al dibattito regolamentato, nonché alcuni dei numeri successivi al presente, riguardano il ruolo dell'approccio critico nel dibattito regolamentato e forniscono indicazioni per promuoverlo.
Bibliografia di riferimento
- Toulmin S., Gli usi dell'argomentazione, Rosenberg & Sellier, Torino, 1975, (ed. orig. The Uses of Argument, 1958)
- Toulmin S., Rieke R. e Janik A., An Introduction to Reasoning, Macmillan Publishing, New York, 1979.
- Wenzel J. W., Perspectives on Argument, in Benoit . L., Hample D. e Benoit P. J. (a cura di), Readings in Argumentation, Walter de Gruyter & Co., Berlino, 1992, pp.121-143.
Film: The Great Debaters - Il potere della parola
Autore: Manuele De Conti. Laureato in filosofia nel 2009 presso l'Università di Padova con la tesi "Disaccordi e disaccordo di fondo: una risposta etica e pratica", si occupa dal 2004 dello studio e della promozione del dibattito regolamentato con l'iniziativa Incontri di Disputa Filosofica. Collabora al progetto di dibattito dell'Università di Padova Palestra di Botta e Risposta in qualità di organizzatore, coordinatore, formatore e giudice, e svolge attività di formazione al dibattito e di giudice, riconosciuto dal World Debate Institute, Università del Vermont (U.S.A). Attualmente è dottorando in Scienze Pedagogiche, della Formazione e dell'Educazione presso l'Università di Padova.
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 12, dicembre 2013

