- Categoria: Ricerche nell'ambito delle scienze umane
Immagine corporea e alimentazione disturbata negli adolescenti: indagine preliminare in Friuli Venezia Giulia - Discussione e conclusioni
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Discussione e conclusioni
Questo lavoro mira ad illustrare i risultati dei rilevamenti delle otto classi alla base-line, cioè all'ingresso in classe.
Abbiamo rilevato che circa il 94,4% dei ragazzi oggetto del nostro studio, risulta insoddisfatto del proprio corpo: ciò evidenzia l’importanza di una corretta prevenzione, (sin dalla fase pre-adolescenziale), al fine di rendere i giovani maggiormente obiettivi e critici verso l’ideale di magrezza e bellezza proposto dai media.
I risultati danno la conferma di quanto sia elevata la preoccupazione dei giovani ed il loro senso di inadeguatezza rispetto agli attuali modelli di bellezza proposti in gran parte dai media; si è rilevato inoltre quanto questo influisca negativamente sulla stima che hanno di sé e soprattutto nel caso delle ragazze, di quanto porti alla quasi certezza di non avere doti personali di rilievo.
I dati concernenti le abitudini alimentari denotano una scarsa conoscenza da parte dei ragazzi delle corrette norme per un’alimentazione da considerarsi sana ed equilibrata.
Il rapporto con la bilancia e la dieta e la correlazione di quest'ultima con l'uso di alcolici nelle donne è indice di un disagio come sembrano esserlo gli episodi di alimentazione incontrollata nel gruppo dei maschi.
Questo meriterà ulteriori investigazioni con campioni provenienti da diversi istituti, età e classi.
Al contrario di quanto si è attuato fino ad oggi ai fini della prevenzione, si è ritenuto necessario porre gli studenti davanti ad una realtà che non sono soliti vedere: l’utilizzo di immagini e filmati “forti” è stato valutato positivamente come strumento atto a far comprendere che malattie quali l’Anoressia Nervosa, portano a conseguenze gravissime ed irreversibili ed in taluni casi la morte.
Siamo dell’opinione che sia sbagliato raccontare le storie di ragazze che hanno superato il problema, perché di queste non vengono mai evidenziati gli strascichi conseguenti al periodo di malattia. Inoltre, si pensa che dare la parola ad ex malate, che dichiarano di essere completamente guarite, (piuttosto che a personale specializzato), sia come affermare che è possibile usare strategie quali il vomito auto indotto e l’uso di diuretici e lassativi per dimagrire, senza correre troppi rischi. E’ stato più volte fatto presente che ciò non corrisponde a realtà, e che inoltre, il vomito non porta a perdere peso in quanto non elimina in toto le calorie od i macronutrienti contenuti nei cibi. L'intervento inoltre ha favorito un atteggiamento meno discriminante e di apertura nei confronti dei malati di un disturbo del comportamento alimentare e dei soggetti affetti da obesità.
Per verificare la “bontà” del lavoro intrapreso, i ragazzi verranno nuovamente testati attraverso gli stessi questionari proposti durante il primo incontro a cadenza semestrale per almeno 24 mesi: ciò permetterà di valutare quanto e cosa è rimasto del lungo lavoro svolto.
Note:
[1] provenienti cioè da diversi centri di diagnosi e cura
[2] definiti come binge o abbuffate
[3] definiti come "purge" relativi a vomito auto-indotto o abuso di lassativi e\o diuretici indistintamente fra adolescenti ed adulti
[4] definibili anche come casi "subclinici o sottosoglia" e clinicamente come Disturbi Alimentari Non Altrimenti
[5] Specificati (NAS)
[6] Liceo Galileo Galilei di Trieste[7] Sono state coinvolte 4 classi seconde nel 2006 ed altrettante nel 2007, con somministrazione della medesima batteria di test a 6, 12 e 18 mesi dal termine dell'intervento.[8] sono stati somministrati anche l'Eating Disorders Inventory-2 (Gardner, Taylor, & Polivy, 1983) e l'Interview for the Screening of Eating Disorders (Santonastaso, et al., 1996) ma per brevità tratteremo in separata sede correlazioni e risultati.[9] è un dato biometrico, espresso come rapporto tra massa e altezza di un individuo ed è utilizzato come indicatore dello stato di peso forma: sotto il 18,5 connota un sottopeso, sopra il 24,9 un sovrappeso.
[10] che valuta l’eccesso di controllo nell’assunzione di cibo
[11]cioe' percepiscono il proprio corpo come privo di muscoli, o con muscoli ipotrofici
[12] e viceversa
[13] Ho tante buone qualità? / Ci sono poche cose di me di cui vado fiero?” item del questionario ad-hoc creato dal gruppo di ricerca.
[14] In sintesi meno si è fiere di sé, più cresce l’insoddisfazione verso il proprio corpo.
[15] questo relativamente al significato di "perdere il controllo" e di "abbuffarsi"
Autori: Emanuel Mian Psicologo perfezionato in diagnosi e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Giudice Onorario della Corte d'Appello sezione minorile del Tribunale di Trieste. Responsabile di numerosi progetti di ricerca e pubblicazioni sulla diagnosi e prevenzione dei disturbi alimentari.
Cinzia Lacalamita: Scrittrice, addetto stampa del Gruppo di Ricerca Body Image, editorialista di AffarItaliani.it. Segue numerosi progetti di prevenzione rivolti ai giovani relativamente ai Disturbi del Comportamento Alimentare ed alla Comunicazione Interpersonale.
copyright © Educare.it - Anno VIII, Numero 12, Novembre 2008
