Immagine corporea e alimentazione disturbata negli adolescenti: indagine preliminare in Friuli Venezia Giulia - Risultati

Risultati

Valutate le tabelle pediatriche corrispondenti alla fascia d’età 15/17 anni, si è evinto che il campione dei 90 ragazzi presi in esame corrisponde alla norma per altezza e peso.
I soggetti di sesso femminile in lieve sottopeso risultano essere 9 (nove), nessuno di essi ha presentato però un marcato sottopeso.

mian_fig1Figura 1: Peso, Altezza e BMI del campione

 

B.M.I (Indice di Massa Corporea) [9] e peso correlano positivamente con la percezione del proprio corpo: più alto è il peso quindi e maggiore risulta essere la percezione del proprio corpo.
Stesso risultato, seppur rilevato con forza minore, si evidenzia per quanto riguarda la correlazione fra insoddisfazione corporea e B.M.I.
In sintesi, indistintamente per ragazzi e ragazze, tanto maggiore è il peso, tanto minore è il grado di soddisfazione corporea: la piacevolezza del proprio corpo è quindi vincolata al peso e non alle forme di esso.
Relativamente alla percezione del proprio corpo (molto magro, magro, normale, grasso, molto grasso), ci sono state differenze statisticamente significative fra il campione maschile e quello femminile.
Molti ragazzi del campione maschile infatti si percepiscono magri (38 soggetti cioè il 43%) pur non essendo in sottopeso ed il 52% di essi (46 soggetti) percepisce il suo corpo come normopeso.
Questo potrebbe rappresentare un fattore protettivo verso episodi di digiuno che portano al pattern digiuno - abbuffata - perdita di controllo, tipico dei Disturbi del Comportamento Alimentare nelle femmine.
Nei maschi vi è una correlazione inversa fra la scala del controllo orale [10] dell’EAT12 e la percezione corporea: ciò significa che minore è il controllo sull’assunzione di cibo, maggiore risulta essere il peso percepito.
A seguito del dibattito svoltosi in classe dopo l’avvenuta compilazione dei questionari, si è evidenziato che i maschi percepiscono l’esilità del proprio corpo come magrezza [11] quindi non positivamente come lo percepiscono le ragazze, rifuggendola in ogni modo.
Il 36% delle ragazze si percepisce da grassa (24 soggetti) a molto grassa (2 soggetti) pur non essendo in sovrappeso, solamente il 10% delle ragazze si percepisce magra (7 soggetti) e nessuna ragazza si percepisce molto magra.
Questo sia nelle femmine che nei maschi, correla (r = .47 p < 0.01) con la soddisfazione del proprio aspetto fisico: ciò significa, che maggiore è l’insoddisfazione corporea, maggiore è il peso percepito [12].

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Figura 2: Confronto fra maschi e femmine su grado di soddisfazione corporea

In merito alla percezione corporea, permangono differenze statisticamente rilevanti fra il campione femminile e quello maschile, indicate in Fig.2 per un confronto fra i due sessi.
Come anche precedenti indagini in studi analoghi hanno dimostrato (Pokrajac-Bulian, Zivcic-Becirevic, Calugi, & Dalle Grave, 2006), anche qui le ragazze mostrano una marcata insoddisfazione corporea che si evince isolando il dato femminile visibile in Fig.3.


mian_fig3Figura 3: Percezione del proprio corpo nel campione femminile

 

Relativamente all'autostima [13] sembra che gli uomini abbiano più consapevolezza di delle proprie qualità, il che risulta essere un ulteriore fattore protettivo verso un disturbo del comportamento alimentare, problematica che come è noto, si inserisce in un quadro di scarsa stima di sé nucleare (Berger, Weitkamp, & Strauss, 2008).
Le ragazze infatti, diversamente dai compagni maschi, asseriscono di avere poco di cui andare fiere e ciò correla con il grado di insoddisfazione corporea [14].
Le differenze fra i maschi e le femmine in relazione al quesito in Fig.4 sono statisticamente rilevanti e vedono i ragazzi abbuffarsi in maniera preoccupante da ogni giorno (4 soggetti), a qualche volta alla settimana/mese (14 soggetti); sono almeno in 18 ad ammettere quindi di non riuscire a controllare l’alimentazione e questo correla sia nelle femmine che nei maschi (r = .51 ; p < 0.01), con la scala "Bulimia" dell’EAT12, garantendoci la possibilità di valutare che la risposta sia stata data con cognizione di tale comportamento verso il cibo [15].


mian_fig4 Figura 4: Grafico della frequenza di episodi di binge eating

 

Differenze significative sono state rilevate fra maschi e femmine relativamente al controllo del proprio peso e ad aver intrapreso una dieta nell'ultimo anno.
I maschi dichiarano di pesarsi molto meno rispetto alle proprie compagne di classe e di non aver mai seguito una dieta.
Anche questo dato rappresenta un fattore protettivo verso l’insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare nei maschi e rappresenterebbe un fattore da tenere sempre sotto controllo nelle ragazze in preadolescenza ed adolescenza.
Ognuna delle ragazze delle classi oggetto dell'intervento ha ammesso di aver intrapreso almeno una dieta, solitamente autogestita, almeno una volta durante l'ultimo anno: ciò correla positivamente con il consumo di alcoolici.
Cio' significa che le ragazze che fanno uso quasi giornaliero o per più di 2 volte a settimana di alcolici, sono state più spesso a dieta durante lo scorso anno di quelle che lo sono state meno.
La storia pregressa di dieta, correla inoltre in maniera elevata (r = .76 ; p < 0,0001) con la scala dell’EAT12 relativa al desiderio di perdere peso.