- Categoria: Genitorialità
- Scritto da Fulvio Matteucci
Il rapporto affettivo genitore-figlio. Un viaggio alla scoperta del legame familiare - Il legame familiare
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Il legame familiare e la pedagogia degli affetti
Alla luce di quanto sopra detto, cosa mancava allora alla teoria bowlbiana per essere esaustiva?
La risposta risiede ancora una volta nell’enfasi responsiva che tali teorici continuavano ad attribuire alla sola madre. Per Bowlby infatti, il sano sviluppo del bambino dipenderà solo ed esclusivamente dalla disponibilità e dalla sicurezza della madre, unica artefice del destino del bambino. Tale impostazione entrò in crisi grazie ad alcuni studiosi del secondo Novecento: Alice Miller e Bettelheim, su tutti, sostennero l’importanza di entrambi i genitori nell’educazione dei figli. Alice Miller fu straordinaria nell’affermare che «ogni bambino piccolo ha bisogno della compagnia di una persona (non ha importanza se si tratti del padre o della madre) che capisca i suoi sentimenti e che non sia autoritaria nei suoi confronti (8)», così come appaiono emblematiche le parole di Bettelheim in Un genitore quasi perfetto dove sostenne che pari responsabilità dovevano essere attribuite a madre e padre, poiché entrambi importanti pr lo sviluppo del bambino (9). Su questa scia, i seguaci contemporanei della teoria dell’Attaccamento, Ainsowrth e Fonagy, coniarono la felice definizione di Caregiver, per definire l’importanza di una figura di riferimento per il bambino, a prescindere dalla naturalità o meno dei genitori (10).
Ad un interpretazione prettamente psicoanalitica si sovrappose felicemente uno sguardo pedagogico, che colmò in parte le lacune della psicoanalisi affermando l’importanza non tanto del legame genitore-figlio, ma dell’insorgere del cosiddetto “Legame familiare”. Le differenze rispetto al legame di attaccamento sono evidenti poiché nel legame familiare entrano in gioco fattori affettivi ed emotivi prima non considerati. Cigoli e Scabini, studiosi appunto di legami familiari, sostennero l’importanza di quella fiducia tra i due partner che sta alla base di ogni sano sviluppo del figlio e della coppia come famiglia. Il legame familiare è intriso di affiatamento, amore e disponibilità verso il figlio, ed è temporalmente antecedente alla nascita del bambino. Ogni volta che quindi il bambino si troverà in situazioni di stress o pericolo, non chiamerà in causa l’idea di una madre sicura in situazioni di stress, di bowlbiana memoria, bensì quel legame familiare infinitamente più complesso e potente, capace di mitigare l’ansia del figlio. Non solo, se nelle teorie psicoanalitiche è il bambino a ri-chiamare rappresentazioni mentali più o meno sicure del genitore, nella teoria pedagogica del legame familiare, quest’ultimo viene chiamato in causa ogni volta che il nucleo famigliare affronta un periodo di crisi e cambiamento: è un legame dunque che muta ad ogni cambiamento e che chiama in causa la storia dei partner ed i legami con i figli (11).
1) deMause LL., Storia dell'infanzia, Emme Edizioni, Milano 1974, p. 11.
2) Trisciuzzi L., Il mito dell’infanzia, Liguori Editore, Napoli 1990, p. 15.
3) Cfr. Mitchel S. A., Black M. J., L’esperienza della psicoanalisi. Storia del pensiero psicoanalitico moderno, Bollati Boringhieri, Torino 2002, p 163.
4) A tal proposito Cfr. Mitchel S. A., Black M. J., Op. cit., Bollati Boringhieri, Torino 2002, p.140.
5) Il lettore interessato può consultare il lavoro bowlbiano per eccellenza suddiviso in due lavori: Bowlby J., Attaccamento e perdita, 1. L’attaccamento alla madre, Bollati Boringhieri, Torino 1976; Bowlby J., Attaccamento e perdita, 2. La separazione dalla madre, Bollati Boringhieri, Torino 1995.
6) Boffo V., Attaccamento e formazione. Studio su John Bowlby, Unicopli, Milano 2005, p. 26
7) Fonagy P., Psicoanalisi e teoria dell’attaccamento, Cortina, Milano 2002, p 32.
8) Miller A., La persecuzione del bambino, Op. cit., p. 18.
9) Bettelheim B., Un genitore quasi perfetto, Op. cit., p. 9.
10) A tal proposito cfr. Ainsworth M. D. S., Attachment Retrospect and Prospect, in Parkes C. M., Stevenson-Hinde J., The place of Attachment in Human Behaviour, Tavistok, London 1982.
11) In realtà sono molteplici gli studiosi che si sono occupati dei legami psicologici tra bambino e madre, pensiamo all’inglese Winnicott e la sua definizione di oggetto transizionale che medi il graduale distacco dalla madre, o ancora a Stern e alla sua definizione di schema materno per il quale il bambino richiama a se il modo di essere con la madre in situazioni di stress o gioia.

