- Categoria: Esperienze e progetti con la disabilità
Comunicare DIVERSAMENTE un ABILE linguaggio - Terza parte
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4)Attività di tipo creativo-occupazionale
Questo tipo di attività vengono svolte solo in certi periodi dell’anno poiché sono legate soprattutto alla realizzazione di oggetti, addobbi, manufatti, in prossimità delle feste del calendario, dei compleanni, delle ricorrenze, dei mercatini e delle mostre di beneficenza organizzate dal Comitato dei genitori. Gli OBIETTIVI che ci siamo posti per questo tipo di attività sono:
1) Far comprendere al ragazzo la sequenzialità delle varie fasi che portano alla realizzazione degli oggetti.
2) Ricercare e sostenere l’abilità manuale(fino-motorie, grosso-motorie) e di coordinazione oculo-manuale.
3) Sviluppare e stimolare il potenziale attentivo
4) Incentivare la capacità creativa
5) Potenziare l’autostima dell’utente in quanto, la creazione di un oggetto, lo farà sentire soggetto attivo e artefice del prodotto da lui realizzato.
5)Attività di Educazione motoria e ludica
Le attività d’Educazione motoria oltre a consentire di mantenere strategie motorie già acquisite e di evitare che nel tempo insorgano o si aggravino problemi motori, permettono anche di migliorare le condizioni anatomo-funzionali personali ed il perfezionamento dei requisiti motori relativi all’orientamento spazio-temporale, all’equilibrio, alla lateralizzazione, alla coordinazione segmentaria e dinamica generale, ad una maggiore padronanza del corpo, ad una più chiara percezione della posizione e del movimento nello spazio e ad una più corretta definizione dello schema corporeo. L’attività di Educazione motoria è finalizzata al benessere generale dei ragazzi, ed è importante che siano presenti interesse e motivazione, così da poter guidare l’utente a trovare, nel movimento, oltre che un momento piacevole, anche strategie più idonee a raggiungere uno scopo.
Tali attività vengono organizzate all’esterno del Centro e sono: la Palestra, la Piscina ed il Trekking.
In Palestra vengono proposti: la corsa, gli esercizi di coordinazione mano-piede, esercizi sul tappetino per il rafforzamento degli arti inferiori e superiori, esercizi per gli addominali e il gioco. Il gioco è molto importante poiché, attraverso il piacere ludico si attiva la motivazione al movimento, alla conoscenza e alla ricerca di un rapporto significativo e funzionale con l’ambiente (inteso come spazio, oggetto, persona: movimento, conoscenza, relazione). Il gioco, se svolto con piacere ed in relazione con gli altri, aiuta il ragazzo a conoscere se stesso, i propri limiti, ad affrontare i propri conflitti interni o le proprie paure. Il ragazzo che ha “voglia di giocare” significa che si rende disponibile a misurarsi con se stesso, con gli altri e con le regole del gioco.
La Piscina: le attività in acqua si prefiggono come obiettivo primario l’approfondimento ed il perfezionamento delle esperienze motorie, per giungere gradualmente alla definizione ed all’acquisizione di schemi motori specifici. Attraverso il nuoto puntiamo su:
- educazione finalizzata alla padronanza consapevole del proprio corpo, prima fuori e poi in acqua
- formazione ed arricchimento delle abilità motorie
- autonomia e sicurezza personale
- acquisizione di capacità di espressione e comunicazione motoria
Il tutto è riconducibile, in termini pratici, alla presa di coscienza ed al processo di familiarizzazione con il nuovo elemento; allo sviluppo ed al potenziamento della coordinazione segmentaria e globale in acqua; all’acquisizione e/o potenziamento dei nuovi atti respiratori; alla percezione, alla conoscenza e alla presa di coscienza del proprio corpo in rapporto con il nuovo elemento, alle esercitazioni propedeutiche ai diversi stili natatori. Il raggiungimento di tali obiettivi impone un’attività natatoria proposta in forma ludica, variata, partecipativa e motivante.
Il trekking: tra i primi benefici che possiamo riconoscere al trekking ci sono quelli che riguardano la salute del nostro corpo. Tutti i muscoli, ogni articolazione, il cuore, i polmoni, il sistema vasale, insomma, ogni angolo del nostro corpo dopo qualche ora di cammino inizia a subire una trasformazione ed ogni parte viene raggiunta dal movimento e dall’ossigeno. Aumenta il ricambio e tutte le scorie cominciano ad essere allontanate da ogni cellula ed eliminate attraverso il sudore.
Il trekking non è una competizione, anzi il ritmo del gruppo deve adattarsi a quello del più lento. In questa attività rientra anche la capacità dei ragazzi di adattarsi alle situazioni, ai compagni, all’ambiente. L’ambiente svolge un ruolo molto importante: ogni ragazzo verrà sollecitato a guardarsi intorno, c’è sempre un fiore nuovo, un paesaggio diverso, un insetto, un animale, un colore che ci stupiranno.
Durante il cammino i ragazzi scopriranno anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il proprio respiro, i suoni della natura.
Questa attività è stata da noi proposta ormai da diversi anni ma ad un livello molto basso, che poteva così permettere a tutti i ragazzi del Centro di partecipare. Si trattava più che di un “trekking” vero e proprio, di passeggiate in cui si percorrevano dei tratti di strade di campagna, parchi, boschi con poco dislivello e di breve lunghezza cosicchè la camminata aveva una durata di circa due ore. Adesso invece, è nostra intenzione sperimentare un allenamento più impegnativo, sia per quanto riguarda la lunghezza che la pendenza del suolo, dei tratti da percorrere, fino ad arrivare al “vero” trekking con itinerari che impegneranno i ragazzi per mezza giornata fino ad arrivare all’intero giorno.
6) Gite giornaliere, soggiorni estivi
L’obiettivo principale delle gite e di un soggiorno è l’integrazione sociale e la stimolazione delle potenzialità del ragazzo in un contesto diverso da quello normale d’ appartenenza. I prerequisiti necessari al raggiungimento dell’obiettivo generale sono:
1) Sviluppo/mantenimento dell’autonomia personale. Partecipare ad un soggiorno è per il ragazzo un’esperienza importantissima per l’apprendimento od il mantenimento delle abilità di autonomia personale. Tutte quelle azioni che si configurano quindi come momento di vita materiale, assumono all’interno del soggiorno un’importanza fondamentale.
2) Sviluppo delle potenzialità ludico-espressive.
3) Sviluppo della socializzazione. Verrà utilizzato il contesto sociale per sperimentare nuove competenze relative alle interazioni con l’ambiente e con nuove persone che verranno conosciute ed incontrate. Tutto ciò porta al riconoscimento ed al rispetto delle regole ed al rafforzamento dell’autostima per l’esperienza di interazioni.
Dal punto di vista educativo uno degli aspetti importanti dei soggiorni è la definizione degli obiettivi individuali. I soggiorni sono, infatti, un momento privilegiato per la strutturazione e il perseguimento di obiettivi specifici per ogni singolo ragazzo, soprattutto legati all’autonomia personale, poiché la residenzialità offre una buona opportunità per condurre in modo sistematico e continuativo le sedute.
7) Attività individualizzate
Le attività individualizzate vengono effettuate dagli Educatori ogni qualvolta che l’utente manifesta difficoltà nello svolgere i programmi delle attività previsti all’interno della mattinata. Ogni utente ha in cartella un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I) in cui sono costruiti obiettivi, attività didattiche e atteggiamenti educativi “su misura” per la singola e specifica difficoltà che manifesta quel ragazzo in particolare.
8)Attività di routine
Nelle attività di routine rientrano:
- Igiene e cura della persona;
- Preparazione mensa e sala pranzo con riordino, dopo il pranzo, delle stesse;
- Assistenza ai pasti;
- Somministrazione terapie;
Attività di socializzazione/ludiche spontanee; - Svolgimento delle normali pratiche di segreteria;
- Osservazione partecipata e a distanza sia sui singoli utenti che su tutto il gruppo;
- Riunioni e colloqui individualizzati con i genitori degli utenti.
9)Rilassamento:”allentare la tensione”
Non sempre gli utenti sono disponibili a partecipare alle attività proposte, sia per eventi successi che li possono aver turbati e da cui non riescono a distogliere l’attenzione, sia di fronte a novità che “fanno paura”. Abbiamo allora pensato di proporre in questi momenti al singolo utente, il rilassamento. Questa tecnica è consigliabile, oltre che in questo caso, anche dopo attività che energizzano gli utenti, poiché il rilassamento può ripristinare l’equilibrio psicofisico abituale (gruppo).
Data la carenza di spazio che in questo momento disponiamo all’interno del Centro ci limiteremo ad interventi individuali. Per quanto riguarda il rilassamento di gruppo post-attività, verrà effettuato quando avremo a disposizione una stanza adeguata e corredata di appositi materassini.
La tecnica di rilassamento che noi usiamo, si fonda sulle conoscenze dell’operatore, sia di se stesso che dell’utente, e non implica un intervento terapeutico. Quindi tale tecnica non può assolutamente portare un danno al paziente perché questo, nel momento in cui accetta di essere rilassato, sa già quello che succederà. Abbiamo già potuto notare a musicoterapia come una tecnica molto semplice e non invasiva, abbia effetti positivi sull’utente, senza ripercussioni negative sul suo umore.
Autrici: Denise Bucalossi, psicopedagogista. Laureata in Scienze dell'Educazione con una tesi in Psicologia sociale dal titolo "PER LE VIE DEL MONDO. Migrazione e disagio psichico". Attualmente specializzanda in pedagogia clinica. Lavoro, come psicopedagogista, presso il Centro socio-riabilitativo dell'Azienda USL 11 di Empoli. Elisabetta Procopio, Educatore Professionale, lavora da oltre 20 anni all'interno del Centro Socio-Educativo di Certaldo (FI) dell'Az. Usl 11 di Empoli.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 12, Novembre 2005

