- Categoria: Esperienze e progetti con la disabilità
Comunicare DIVERSAMENTE un ABILE linguaggio
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Questo progetto nasce all’interno di un Centro Socio-Educativo dove la tipologia degli utenti disabili è molto diversa per gravità, età e percorsi fatti.
Dopo anni passati a proporre attività di tipo occupazionale e prelavorative abbiamo sentito l’esigenza di un cambiamento che portasse a “nuovi concetti educativi”. Questi ci hanno indotti a promuovere attività che potessero soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive degli utenti e quindi migliorare le loro competenze quotidiane, allo scopo di evolvere la “qualità della vita”.
Nelle attività che abbiamo programmato, seguendo questa nuova visione, noi cerchiamo e ci proponiamo di far acquisire (talvolta mantenere), quelle abilità che sono davvero importanti e significative per la persona: il linguaggio, la percezione, l'attenzione, la memoria, la motricità, la relazione, l’affettività, l’organizzazione, la creatività, l’autonomia personale ed altre ancora. All’interno di ogni singola attività abbiamo elaborato dei progetti di gruppo molto ampi che verranno proposti fino a che non si arriverà al fine/prodotto finale che ci siamo prefissati. I nostri progetti vogliono, inoltre, essere il più piacevole ed interessante possibile per gli utenti, e assolutamente non ripetitivi, salvo eccezione in cui la ripetitività è fondamentale all’acquisizione di un determinato comportamento.
Ma qual’è la vera novità del nostro lavoro? E’ che ogni progetto deve lasciare spazio soprattutto alla libera espressione del singolo utente. Questa si compie attraverso due nodi cruciali: la flessibilità e l’osservazione costante degli utenti da parte degli educatori.
La flessibilità dei progetti di gruppo risiede nel fatto che si adattano alle diverse esigenze o necessità dell’utente, per cui il progetto diventa un mezzo a disposizione della persona: può essere modificato, variato e gestito dal singolo in base alle sue capacità, abilità ed espressività. Per cui il fine/prodotto finale a cui tendere, anche se prefissato all’inizio del progetto dagli educatori, non sarà mai fedele alle aspettative, sarà al contrario un fine/prodotto finale “nuovo”, inedito ed in continua evoluzione ma soprattutto, poiché è quello che ci interessa, esprimerà la vera essenza di ognuno di loro.
L’osservazione è un pilastro importante per quanto riguarda il lavoro educativo, e soprattutto in questo caso lo è ancora di più e diventa per noi un punto fondamentale ed inscindibile dal lavoro che facciamo. Si tratta di osservazioni non strutturate che sono condotte dagli operatori per attingere informazioni direttamente dalle modalità e dai comportamenti che l’utente mette in atto nello svolgere le attività: servono per determinare le abilità o le non capacità che gli utenti possono riscontrare nello svolgere i progetti proposti. In ogni caso l’educatore interviene fornendo agli utenti vari aiuti che possono essere di tipo fisico (“guida fisica”), verbale o gestuale.
L’osservazione ci può mostrare anche la non appropriatezza della modalità educativa che in quel momento stiamo attuando portandoci a correggere e aggiustare il nostro intervento, ma nei casi in cui anche questo non serve, l’educatore modificherà gli obiettivi prefissati.
Questo progetto non ha la pretesa di essere condiviso da tutti coloro che operano nel nostro settore, anzi, sicuramente molti troveranno nel nostro modo di lavorare, degli aspetti che si discostano dalle normali prassi dei Centri Socio-Educativi. Il nostro intento è quello sia di rendere visibile un modo di lavorare che a noi è risultato, nell’insieme, molto utile e positivo, ma anche di suggerire delle riflessioni intorno alla disabilità e al suo trattamento.
Adesso passeremo ad illustrarvi l’intero progetto, già in fase d’attuazione nel nostro Centro da circa un anno.

