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Disabilità al nido e alla scuola dell’infanzia: per definire i termini del discorso

disabile piccoloLe educatrici di nido e le insegnanti di scuola dell’infanzia hanno bisogno di rafforzare quelle competenze pedagogiche in grado di sostenere bambini e famiglie con bisogni speciali a conseguire il miglior adattamento possibile al contesto. Con i bambini e le bambine dagli 0 ai 6 anni si può sperimentare efficacemente il passaggio dal “sostegno” al “contesto competente” in quanto il potenziale inclusivo non è solamente nelle relazioni con gli adulti ma, più in generale, nel contesto. L’articolo focalizza le questioni più importanti che la ricerca e la formazione in questo ambito dovrebbero affrontare: i termini del discorso in merito alla disabilità nei servizi 0-6 e le ricadute sulla formazione professionale e sulla definizione di metodologie didattiche inclusive.

L’importanza dei servizi 0-6 anni

Il nido e la scuola dell’infanzia rappresentano un’occasione fondamentale sia per il riconoscimento di problematiche legate allo sviluppo individuale, sia per la prevenzione delle disabilità e degli handicap: un servizio educativo 0-6 che funziona bene è in grado di intercettare precocemente i bisogni educativi speciali. Questa competenza è propria di educatori e insegnanti ben formati, soprattutto in termini di capacità osservative: la grande opportunità che hanno gli operatori in questi contesti è quella di poter organizzare uno sguardo comparativo sui bambini, sul loro percorso evolutivo, così da riconoscere situazioni di difficoltà, di normale differenza, di a-tipica diversità. Nel momento in cui educatrici ed insegnanti riconoscono il bisogno speciale, inizia la fase di attivazione. Il percorso di crescita di un/a bambino/a con bisogni educativi speciali è un percorso complesso ma irrinunciabile, dove si mettono in gioco risorse, aspettative e dinamiche complesse tra famiglia, servizi educativi e servizi sanitari. Il nido e la scuola dell’infanzia sono, quindi, chiamati a individuare strategie articolate e differenti per i bambini che manifestano bisogni speciali, siano essi transitori o stabili. In tale ottica, il nido e la scuola dell’infanzia si presentano come luoghi competenti nella costruzione della rete tra famiglie e istituzioni, agendo un ruolo di primo piano nel creare una comunità indirizzata verso l’integrazione, l’inclusione e la collaborazione. Ambienti pre-scolastici che sappiano rispondere adeguatamente a tutte le difficoltà dei bambini e delle bambine, o in grado di prevenirle, ove possibile, possono diventare ambienti inclusivi dove si eliminano le barriere all’apprendimento e alla partecipazione di ciascuno.

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Autore: Luca Ghirotto, ricercatore qualitativo in scienze educative e della salute, lavora come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Verona e metodologo presso la Direzione Scientifica dell'Azienda USL - IRCCS di Reggio Emilia.


copyright © Educare.it - Anno XVIII, N. 10, ottobre 2018
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