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L’importanza dell’errore nel processo di apprendimento

errore scuolaIn ogni ambito, da quello filosofico a quello pedagogico e scientifico, l’errore è stato sempre demonizzato, percepito come qualcosa di peccaminoso e assolutamente da punire o cancellare. Fin’oltre la metà del ‘900 sono state elaborate teorie, ampiamente adottate anche in ambito scolastico, volte a sanzionare l’errore e a recriminarlo. Considerazioni positive sulla funzione dell’errore sono invece rimaste minoritarie fino a quando i filosofi Bachelard e Popper hanno provveduto a destrutturare le vecchie tesi. Le più interessanti riflessioni sul ruolo educativo che l’errore riveste in ambito scolastico, nonché il suo uso per consolidare gli apprendimenti, si devono proprio alla scienza epistemologica. L’articolo presenta l’evoluzione pedagogica della considerazione dell’errore e le sue implicazioni nel processo di insegnamento-apprendimento.

La concezione dell’errore fino agli anni settanta

Nell'esperienza scolastica del passato e, in generale, nella storia della didattica fino agli anni ’70, l'errore veniva percepito come qualcosa di assolutamente negativo e considerato frutto di un’interferenza negativa soprattutto a causa del prevalere delle teorie del “condizionamento operante” di Skinner che a loro volta affondono le radici negli assunti filosofici di Agostino e Cartesio. Lo psicologo statunitense infatti evidenziò chiaramente come l'apprendimento non debba necessariamente avvenire seguendo una curva graduale, una “learning curve” secondo il paradigma dei tentativi ed errori descritto da Edward Lee Thorndike. In particolar modo, secondo Skinner, le metodologie di insegnamento non prevedevano che la persona dovesse passare attraverso una fase di errori per imparare qualcosa perché si riteneva che commettere un errore equivalesse automaticamente ad apprenderlo. Gli errori dunque potevano essere evitati con particolari tecniche che consistevano in un controllo severo della produzione dello studente ma, nel caso in cui fossero stati commessi, andavano corretti immediatamente.

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DOI: 10.4440/201601/castaldi


Autore: Antonella Castaldi, Docente abilitata di Diritto ed Economia presso la scuola secondaria di II grado, esperta di didattica in contesti multiculturali e cultore di Diritto Romano. Studiosa di lingue classiche, attualmente frequenta la scuola di Archivistica, Paleografia, Diplomatica presso l'Archivio di Stato di Bari.


copyright © Educare.it - Anno XVI, N. 1, gennaio 2016
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