- Categoria: Riforme della scuola
Le sezioni primavera - Le caratteristiche delle SP
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Vediamo ora quali sono le caratteristiche delle SP.
1- si tratta di un'offerta complementare e non alternativa ai nidi d'infanzia comunali. Complementare per la carenza di cui sopra si diceva (10%) ma complementare anche perché si affianca e entra nella scuola dell'infanzia grazie all'art. 11 del DPR 275/99 sull'autonomia
2- si attua la regolazione delle SP tramite potestà concorrente, previsione che avvicina lo Stato (solitamente distante dalle politiche per l'infanzia, agli EELL), rafforzando così l'idea del legislatore per cui il pluralismo istituzionale sia caratterizzante del settore e valorizzi il principio di sussidiarietà sia per quanto riguarda la parte economico-finanziaria, a carico di Ministero e Regione, sia per la parte logistica, a carico del Comune, sia per la parte educativo-didattica, ricoperta dalle scuole e dal Ministero.
3- attenzione all'infanzia: come anche i più autorevoli pedagogisti sottolineano, questa sperimentazione pone un particolare accento al tema della cura e dell'educazione dei bambini e delle bambine. Affermava la Bastico in un'intervista sulle SP: <<Non condividiamo la cultura dell'anticipo, e per questo abbiamo superato la norma che lo prevede, in quanto snatura il rispetto che si deve alle diverse età dei bambini e l'idea della scuola dell'Infanzia come scuola, supportata da un chiaro e qualificato progetto educativo>>
4- come ho già avuto modo di dire, non si parte dal nulla. Le SP hanno modelli decennali cui far riferimento (comunali e privati ma anche la FISM), esperienze da cui partire per cercare un miglioramento e rafforzamento.
Gli esperti hanno avuto modo di analizzare allora, nel 2007, l'impatto che avrebbe potuto avere una simile sperimentazione. Devo aggiungere che oggi c'è poco da leggere di nomi famosi e autorevoli, ma le analisi fatte allora sono ancora ben valide visto anche che dal 2007 al 2010 ben pochi sono stati i cambiamenti relativi alla prima sperimentazione.
L'intento con cui sono nate è stato però solo in parte raggiunto e forse proprio per questo nel DPR 89/2009 si torna a parlare di nuovo di anticipo a fianco di tali nuove ipotesi educative. Del resto ancora persiste la contrattazione Stato-regioni da rinnovarsi di anno in anno, lasciando nell'insicurezza e nello sconforto le migliaia di famiglie interessate alla proposta educativa delle Sezioni primavera. Siamo oggi a circa 1300 classi avviate per circa 20 mila bambini. La risposta sociale è stata quindi favorevole ma l'incertezza degli accordi sempre più tardivi e sottoposti alle correnti politiche e ideologiche del momento, nonché la prospettiva di assistere a un crescente taglio di fondi destinato a queste Sezioni sperimentali (siamo a meno 19% rispetto allo scorso anno), lascia docenti, dirigenti, amministratori e genitori, ancora un po' perplessi.
Buon quindi l'idea, buone le best practices cui fare riferimento (Emilia Romagna in primis), buona la risposta dell'utenza, buono il principio di sussidiarietà alla base dell'avvio e della gestione delle classi.
Necessario e urgente invece la previsione di un progetto unitario educativo didattico per la fascia 0-6 anni, auspicabile la armonizzazione normativa di un simile progetto che non sia quindi più lasciato all'estemporaneo accordo di Stato ed Enti locali, ma che definisca a priori standard qualitativi di funzionamento e gestione, nonché strutturali e di formazione per il personale.
Il Dirigente scolastico, in quanto responsabile della gestione unitaria della scuola e del raggiungimento delle mete formative di ciascuno degli allievi all'interno dell'istituzione, decidendo di avviare le Sezioni sperimentali, allarga il suo raggio di responsabilità. Più “problemi” forse ma anche diversi indubbi vantaggi.
Autore: Serena Gregorini. Si laurea in Giurisprudenza ma coltiva la passione per gli studi sociali e pedagogici, frequentando corsi di aggiornamento e master in Didattica delle lingue straniere, sui Disturbi specifici di apprendimento, sui Diritti dei minori. Partecipa a un gruppo esperienziale regionale sul Maltrattamento e abuso a danno di minori. È attualmente insegnante di scuola dell'infanzia.
copyright © Educare.it - Anno XI, N. 6, Maggio 2011

