- Categoria: Pratiche di inclusione
- Scritto da Carmine Afeltra, Anna Gonzato
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Moda e armonia: creatività e sostenibilità in passerella
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una condizione importante che può avere un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre. Quelli più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da binge eating. Tali disturbi possono alterare la percezione del proprio corpo e costituire una barriera per la strutturazione di relazioni, soprattutto in età adolescenziale, e avere conseguenze comportamentali e sulle abilità cognitive. Negli ultimi anni, l’età media di chi ne soffre è scesa sempre di più, con un esordio sempre più precoce e un aumento di casi soprattutto a seguito della pandemia da COVID-19. In questo panorama, la scuola deve quindi essere un punto di riferimento stabile per garantire il benessere psicofisico degli studenti con disturbi del comportamento alimentare e per rispondere in modo adeguato ai loro bisogni educativi e relazionali.
Relazioni difficili: una sfida educativa in rapporto ai disturbi del comportamento alimentare
Il percorso di seguito delineato, ha permesso di affrontare una condizione molto severa come quella dei DCA, mettendo in pratica una serie di attività inclusive che hanno avuto come fine quello di migliorare le relazioni e aumentare i livelli di autostima. Ciò è stato possibile attraverso attività laboratoriali mirate alla realizzazione di un capo d’abbigliamento mediante un lavoro cooperativo e il supporto delle tecnologie informatiche. Si è convenuto che i principi di armonia, equilibrio e sostenibilità potessero conferire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. Sia il concetto di sostenibilità che quello di armonia, si basano sull’idea di equilibrio che ha rappresentato una parte fondamentale alla base della visione del progetto poiché la severità del disturbo dell’alunna porta a un’alterazione della percezione del proprio corpo.
Strutturare attività didattiche incentrate sui concetti di armonia, equilibrio e sostenibilità può rappresentare quindi una sfida molto significativa se in classe vi è una studentessa con disturbi del comportamento alimentare. Sfida che può essere affrontata solo con sensibilità, resilienza e dialogo tra consiglio di classe, specialisti e famiglia. La situazione della studentessa risulta particolarmente delicata in quanto affetta da anoressia nervosa. La progettazione di un percorso di apprendimento che valorizzasse le competenze dell'alunna, rinforzando l'autostima, la percezione del proprio corpo e favorendo relazioni più positive tese a spezzare i momenti di isolamento, ha richiesto un confronto costante con i docenti del consiglio di classe al fine di promuovere momenti di didattica cooperativa e laboratoriale.
Conoscere, osservare e costruire
Il presente progetto nasce dall'osservazione sistematica di una classe seconda di un Istituto a indirizzo "Industria e Artigianato per il Made in Italy". Classe composta da venti studentesse di cui sette con bisogni educativi speciali. All'interno della classe, Paola, una studentessa con PEI, descritta come una ragazza determinata, sensibile, con notevoli capacità negli apprendimenti e nel disegno di figurini e capi di abbigliamento.
Dalle osservazioni e dal suo profilo di funzionamento, sono emerse criticità nell'autostima, nella capacità di relazionarsi con estranei e di stabilire semplici interazioni interpersonali.
Mostra riluttanza ad accettare nuove amicizie e tende ad isolarsi durante i momenti di socializzazione, come la ricreazione. Ha difficoltà nel controllo dell’emotività, nella gestione dello stress e dell’ansia.
Il progetto si è dunque concentrato sul potenziamento di queste dimensioni principali del PEI: l’autoregolazione emotiva in relazione alla percezione del proprio corpo e la capacità di stabilire e mantenere relazioni con i docenti del consiglio di classe e con le figure professionali presenti nella scuola.
L'inclusione attraverso l'armonia e l'equilibrio del corpo
Il progetto, intitolato "Moda e armonia: creatività e sostenibilità in passerella", si è agganciato ai concetti di armonia, equilibrio e sostenibilità che costituiscono i pilastri essenziali nell’articolazione del percorso di studi della classe.
Questi principi sono stati considerati fondamentali per conferire a Paola maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni.
Uno degli obiettivi è stato promuovere la creatività, il lavoro collaborativo e la strutturazione di relazioni positive attraverso la progettazione e realizzazione di un accessorio ispirato alla salute, all'armonia del corpo e alla sostenibilità ambientale.
La metodologia adottata ha posto particolare attenzione alla valorizzazione dei punti di forza di Paola, in particolare le sue spiccate capacità nel disegno e negli apprendimenti in materie come Tecnologie, Disegno e Progettazione Moda. L'approccio collaborativo tra docenti e studenti ha permesso nel corso dell’esperienza di tirocinio di superare le barriere relazionali, creando un ambiente di apprendimento stimolante e inclusivo.
Le pratiche didattiche hanno avuto un approccio talvolta autorevole e talvolta più democratico, con un buon equilibrio tra lezioni frontali e pratiche collaborative, promuovendo un apprendimento attivo e lo sviluppo di capacità di problem solving. A tal proposito la scuola ha messo a disposizione risorse come laboratori e aule informatiche che hanno favorito anche lo sviluppo di una maggiore interdipendenza positiva.
Un percorso di creatività, consapevolezza e sostenibilità
Il progetto è stato articolato in quattro fasi principali.
1.Tecnologie, Disegno e Progettazione: Le alunne, suddivise in piccoli gruppi, hanno prodotto disegni spiegando la nascita di un capo dalla fase iniziale e progettuale fino alla sua realizzazione grafica. L’attitudine di Paola nel disegno è stata uno stimolo per le compagne. Sono state svolte attività di brainstorming e produzione di presentazioni con Canva, chiarendo le regole tecniche per rappresentare la figura umana in modo proporzionato.
Le studentesse hanno utilizzato fogli, matite e colori per disegnare figurini, capi e accessori, selezionando palette di colori ispirate alle tendenze del momento con l’ausilio del sito pantone.com. L'obiettivo era saper ideare e realizzare disegni, rendere riconoscibili, visivamente, materiali e fibre tessili ed esprimere idee e concetti attraverso le immagini.
2. Laboratorio di Moda: Nel laboratorio di moda della scuola, la classe ha lavorato scegliendo fibre tessili da riciclare (abiti dismessi e scarti industriali), pulendole manualmente e assemblandole tramite cucitura per creare nuovi accessori. I capi sono stati lavorati con la pressa per dare forma e resistenza. La classe è stata organizzata in gruppi con ruoli specifici (scelta delle fibre e pulitura, assemblaggio/cucitura, lavorazioni alla pressa), sotto la supervisione di docenti ed esperti esterni. Questa fase ha promosso creatività, lavoro collaborativo, relazioni positive, autostima, ascolto e rispetto reciproco.
3. Educazione Civica: Durante questa fase, sono stati analizzati i diritti dei lavoratori nel mondo della moda attraverso la lettura di un articolo sul crollo di un palazzo, il Rana Plaza, in Bangladesh, adibito impropriamente a fabbrica tessile, che ha causato la morte di 1100 lavoratori. Questa attività ci ha permesso di discutere sul significato dei diritti dei lavoratori e sullo sfruttamento minorile in questo settore. La fase finale di condivisione delle impressioni è stata supportata dalle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. L'articolo è stato semplificato e reso fruibile agli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) attraverso Google Documenti (sintesi iniziale, caratteri ingranditi, interlinea aumentata, materiale fotografico). Per la comprensione e l'autovalutazione, è stato usato Wooclap con un breve testo a completamento, mentre Mentimeter ha permesso agli studenti di esprimere opinioni con una nuvola di parole. È stato inoltre proposto il video documentario “Closing the Loop” sull’economia circolare e il ciclo di vita delle fibre tessili, preceduto da una discussione sui concetti di sostenibilità e riciclo. L'obiettivo era comprendere in modo critico le problematiche dei diritti dei lavoratori, sviluppare senso critico verso il consumo sostenibile e conoscere l'impatto ambientale dell'industria tessile.
4.Curiosità statistiche: In questa fase sono state raccolte delle curiosità statistiche sul mondo della moda, in Italia e nel mondo; è stato chiesto alla classe di raccogliere dati percentuali sulla diffusione della fast fashion, ovvero l’acquisto e il consumo veloce di vestiti a basso costo. Ciò ha consentito di affrontare un dibattito su un fenomeno diffuso fra gli adolescenti. La presentazione finale è avvenuta mediante l'utilizzo di diverse applicazioni digitali (Genially, Wooclap, Canva, Mentimeter, Learning Apps, Google Documenti e Prezi), condivisa poi su Smart TV per l'analisi e le conclusioni. Si sono andate così ad analizzare tabelle, grafici e infografiche sul mercato della moda e calcolare semplici percentuali.
Una didattica per tutti
Nonostante alcune criticità iniziali, come la formazione di sottogruppi che a volte hanno generato conflitti e la mancata consegna puntuale di alcuni materiali, il progetto ha superato le aspettative, rivelando un impatto significativo sull'intero gruppo classe. L'entusiasmo di Paola e il coinvolgimento attivo della maggioranza dei compagni hanno confermato l'efficacia dell'approccio metodologico scelto.
Il carattere inclusivo del progetto è stato il suo fulcro, in particolare nelle fasi progettuali e di condivisione, anche grazie all'utilizzo delle TIC. La collaborazione e la cooperazione hanno favorito lo sviluppo di una maggiore rete di relazioni all’interno della classe.
Per Paola, l'obiettivo principale è stato creare diversi momenti di interazione, specialmente nelle attività laboratoriali, per evitare l'isolamento cui tendeva e permetterle di portare a termine le attività proposte. Nonostante il suo disturbo comporti fasi delicate, legate all'ansia per la percezione del proprio corpo e la paura del giudizio altrui, queste attività le hanno permesso di interagire in un clima sereno, favorevole e stimolante.
Il lavoro svolto a scuola ha registrato un miglioramento della sua autonomia anche in ambito domestico, poiché le competenze relazionali e sociali sviluppate in classe sono state trasferite nella vita quotidiana. L'utilizzo di rinforzi verbali e strategie per migliorare l'autostima ha portato a una maggiore autonomia e un notevole miglioramento delle sue capacità decisionali. La restituzione e la condivisione in plenaria, attraverso un unico contenitore multimediale, hanno rafforzato positivamente il lavoro della studentessa e della classe.
Il progetto ha contribuito a far maturare negli studenti competenze critiche, maggiore assunzione di responsabilità e sviluppo delle autonomie. L'interdipendenza positiva tra i gruppi ha richiesto l'acquisizione di competenze di comunicazione efficace non giudicante, gestione dei conflitti e ascolto attivo.
Il prodotto multimediale: un aggregatore di apprendimento e inclusione
L'integrazione delle tecnologie digitali è stata determinante per il raggiungimento degli obiettivi inclusivi. La scelta delle TIC è stata guidata dall'idea di sviluppare e migliorare i concetti di autostima, creatività, armonia ed equilibrio. L'applicativo Genially è stato scelto come contenitore multimediale per integrare altre applicazioni che esprimessero al meglio il potenziale della classe.
È stato realizzato un tour virtuale navigabile contenente: una slide con il titolo del progetto, una con pulsanti per collegamenti alle materie e tematiche trattate, una con un'idea di lezione riutilizzabile anche per i futuri apprendimenti e un quiz di autovalutazione finale. Ciò ha permesso agli alunni di esplorare risorse didattiche e di valorizzare il lavoro svolto, favorendo relazioni corrette, collaborative e proficue.
La strutturazione sequenziale delle sezioni ha permesso alle alunne di sperimentare il riconoscimento delle proprie qualità, l'incoraggiamento delle espressioni personali e la visualizzazione dei progressi in ottica collaborativa.
Il materiale fotografico dei lavori laboratoriali è stato organizzato in brevi video, realizzati con Genially, che mostrano le fasi di progettazione e creazione di capi d'abbigliamento o accessori. Un’area dedicata ha valorizzato la creatività di Paola, includendo una Moodboard, ovvero una scheda con immagini ritagliate da giornali e riviste di moda che esprime le sue idee per una collezione ispirata agli anni '90. Questa è stata inserita in una Flashcard interattiva collegata a un articolo online.
Inoltre, è stato inserito un gioco interattivo mediante le Learning Apps per imparare le caratteristiche delle fibre tessili, promuovendo autovalutazione e fiducia in sé stessi.
La valutazione è stata integrata nel contenitore multimediale, concepita in tre stadi: osservazione iniziale delle interazioni di Paola, valutazione del processo in itinere per adattare materiali e attività, e un quiz di autovalutazione di gruppo finale con Genially ispirato al famoso programma televisivo "Chi vuol essere milionario". Questo quiz ha promosso la metacognizione e la riflessione sui punti di forza e le aree di miglioramento, con l'ausilio di griglie di autovalutazione di dipartimento.
Dalle analisi alle prospettive: verso una scuola inclusiva e trasformativa
Seppure i DCA appartengano alle malattie neuro-psichiatriche, come abbiamo constatato, sono patologie multifattoriali che hanno la necessità di interventi multidisciplinari.
In questo percorso la scuola ha un ruolo fondamentale e sia i compagni sia il consiglio di classe possono davvero rappresentare una bussola e un punto di riferimento stabile per chi vive con un disturbo del comportamento alimentare.
È importante approntare strategie personalizzate, mirate alla valorizzazione dei punti di forza di ciascuno, delle quali si sono analizzati i vari aspetti. Tuttavia, questo approccio non può prescindere da un’azione fondatamente inclusiva, capace di sviluppare e affinare le abilità e le sensibilità individuali, all’interno di una dimensione collettiva. Un ambiente formativo efficace, infatti, è quello in cui ogni persona si sente vista, accolta senza giudizio, ascoltata e valorizzata.
Solo in un ambiente in cui si tenda ad un’armoniosa coralità, le fragilità potranno essere abbracciate e trasformate in percorsi condivisi.
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Carmine Afeltra, docente specializzato per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado presso l’Università degli Studi di Verona, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, ha perfezionato il proprio percorso attraverso diverse esperienze di ricerca post lauream in Grecia, Austria e Germania. Ha collaborato con il prestigioso Ashmolean Museum dell’Università di Oxford per il quale ha ideato percorsi di visita artistici nei siti archeologici di Pompei ed Ercolano. Negli anni ha maturato un approccio didattico centrato sull’esperienza artisico-visiva per stimolare la creatività, il pensiero critico e la sensibilità estetica degli studenti.
Anna Gonzato, lavora come docente di sostegno nella suola secondaria di secondo grado. Tutor di tirocinio indiretto e docente nei laboratori di educazione linguistica nei corsi di specializzazione per la formazione post-universitaria dei docenti di sostegno dell’Università di Verona. Esperta in metodologie e didattiche per studenti con bisogni educativi speciali e italiano L2.
copyright © Educare.it - Anno XXV - N. 6, giugno 2025
