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Il disagio scolastico - La prevenzione


LA PREVENZIONE
1. Alcune considerazioni

Con il termine prevenzione mi riferisco all’insieme di azioni riguardanti sia l’individuo che il suo ambiente, volte a impedire la comparsa di uno stato di disagio o di uno stato patologico successivo o di ridurne le conseguenze. Marcelli e Braconnier individuano tre livelli preventivi (Marcelli, Braconnier, 1999):

  • prevenzione primaria, cioè un’azione a livello dell’ambiente e/o dell’individuo per impedire la comparsa di disagi/disturbi;
  • prevenzione secondaria, cioè un’azione mirata in risposta ad un precoce riconoscimento di disagi/disturbi;
  • prevenzione terziaria, cioè intervento specifico e specialistico a livello dei disturbi/disagi conclamati o comparsa di elementi complicanti.

Relativamente al disagio scolastico possiamo allora individuare tre livelli di intervento (Regoliosi, 1993):

  • prevenzione aspecifica rispetto fattori alla normale condizione evolutiva adolescenziale per impedire la comparsa di forme di disagio specifiche;
  • prevenzione specifica primaria rispetto all’emergere di situazioni di disagio scolastico relazionale e didattico;
  • prevenzione specifica secondaria rispetto all’acutizzarsi del disagio scolastico nelle forme di ripetuti insuccessi (ripetenze) e drop out, devianza.

Da quanto detto nei capitoli precedenti emergono alcuni fattori di rischio sui quali è necessario andare ad agire per attuare una efficace prevenzione del disagio ai vari livelli di intervento.

Abbiamo visto che si possono rilevare situazioni di disagio aspecifico che investe anche l’area scolastica e che è strettamente collegato alla condizione evolutiva adolescenziale, dunque del tutto “normale”, e situazioni di disadattamento scolastico, dove appunto è presente una oggettiva difficoltà nel conseguire un corretto equilibrio tra allievo e contesto scolastico, a livello relazionale o didattico. Abbiamo inoltre visto come il disagio si manifesti non solo nelle forme esplicite ed eclatanti di una particolare condotta problematica o trasgressiva ma anche nelle forme più sommerse e invisibili di sofferenza interiore, di assenze, di silenzi e scarso coinvolgimento.
Il primo passo di una prevenzione deve essere allora una attenta osservazione: saper riconoscere il disagio e saper riconoscere le situazioni a rischio di disagio.

La continuità educativa è un altro aspetto a mio avviso fondamentale per un’ azione preventiva che voglia essere realmente efficace. Se riflettiamo sul momento del passaggio da un ciclo di sudi all’altro è evidente come comporti un certo grado di problematicità, soprattutto relativamente alla fascia d’età qui presa in esame. In un momento particolare quale la preadolescenza/adolescenza un tale passaggio si configura come esperienza di ristrutturazione del proprio ruolo, delle proprie competenze e abilità.

Alcune ricerche compiute in Italia evidenziano come le difficoltà che i ragazzi incontrano in questo passaggio siano in primo luogo legate alla relazione con gli insegnanti, poi al metodo di studio, al cambiamento del gruppo classe, dell’ambiente e delle regole della nuova organizzazione scolastica (Catarsi, 2004) La transizione fra cicli scolastici costituisce quindi una prova importante per il ragazzo, che può trarne rassicurazioni e buona autostima così come il contrario. La continuità educativa e scolastica ci permette inoltre di gestire in maniera coordinata e coerente eventuali situazioni di disagio emergenti.

Altri momenti fondamentali per una efficace strategia preventiva sono poi lo sviluppo di un sistema di rete tra famiglia, scuola servizi e territorio per un coerente e integrato intervento rispetto alle problematiche giovanili generali e specifiche, e lo sviluppo di un servizio psicopedagogico presente nella scuola.

 

Conclusioni

Sono dunque molteplici le linee di intervento per prevenire e far fronte al disagio scolastico, così come molteplice è la natura stessa del fenomeno, come ho avuto modo di esporre in questo mio lavoro. L’ottica in cui porsi è a mio avviso sicuramente di tipo sistemico, un’ottica che tenga conto della complessità delle variabili che si vengono ad attivare e alle modalità sempre specifiche e soggettive con cui si intersecano, influenzano e manifestano e che consideri non solo il disagio come un problema del singolo individuo, bensì una condizione che appartiene all’intero sistema di vita in cui il ragazzo è inserito: gruppo classe, scuola, famiglia, extrascuola. E’ l’intero sistema, allora, che deve essere preso in considerazione se si vogliono portare avanti interventi di prevenzione, rilevazione e recupero che siano efficaci.

 

 


 

Bibliografia:

  • Carugati, F. in Morgagni E. (a cura di), Adolescenza e dispersione scolastica, Carocci Ed. 1998
  • Catarsi, E., Mariani, C., “La dispersione scolastica nelle scuole superiori dell'Empolese Valdelsa: primo rapporto dell'Osservatorio del processo formativo”, Edizioni del Cerro, 2003
  • Cornoldi, “Le difficoltà di apprendimento a scuola”, Il Mulino
  • Finn, 1989, in Review of Educational Research, 59, 2
  • Gentile, M. (1998). Motivare ad apprendere. “ISRE”, n. 5
  • Le Compte, Dworkin, Giving up on school, Corwin Press 1991
  • Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina Ed. 1999
  • Mancini G. e Gabrielli G. (1998) TVD Test di valutazione del disagio e della dispersione scolastica, Trento, Erickson
  • Marcelli, D., Braconnier, A., Adolescenza e psicopatologia, trad. it., Masson, Paris, 1999
  • Marini, F., Attribuzioni causali e motivazione scolastica, in Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina Ed. 1999
  • Palmonari, A. (a cura di), Psicologia dell’adolescenza, Il mulino 1993
  • Passolunghi, M. C., De Beni, R., I test per la scuola, Il Mulino2001
  • Pelanda, E., Il dolore psichico: una chiave di lettura dell’abbandono scolastico, in Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina Ed. 1999
  • Regoliosi, L., in Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina Ed. 1999


Autore: Pamela Grazzini, Educatrice e Psicopedagogista laureata in Scienze dell'Educazione con una tesi di Psicologia Generale e Dinamica dal titolo "Etnopsichiatria e migrazione. Il sostegno psico-sociale a soggetti migranti", specializzata in Pedagogia Clinica. Opera da anni nel sociale, in particolare nel settore minori, famiglie, migranti.

 


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 5, Aprile 2005