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  • Categoria: Didattica

Le coordinate fondamentali dell'insegnamento della matematica nella scuola primaria

Tre sono le motivazioni di fondo che dovrebbero alimentare, oggi, il dibattito sull’insegnamento della matematica: l’evoluzione storica dei concetti verificatasi nell’universo di tale scienza a partire  soprattutto dalla seconda metà dell’800; l’elaborazione psicopedagogica dei problemi metodologici e didattici; i preoccupanti risultati negli apprendimenti matematici da parte degli studenti della scuola italiana, come mostrano le indagini comparative internazionali.
Matematica, prospettive pedagogiche, metodologia e didattica hanno le loro intime connessioni coi problemi generali della concezione dell’uomo e del suo ruolo in rapporto all’ordine e al mutamento sociale.

La tecnologia dell’educazione continua ad approntare strumenti di carattere eccezionale, senza che tutti coloro che si interessano di problemi educativi siano consapevoli dell’efficacia di tali strumenti e della inderogabile necessità di precisare gli obiettivi di carattere generale verso cui è da indirizzare l’utilizzazione di tali strumenti, ossia di precisare gli obiettivi cui deve mirare una “progressiva” strategia di riforma.
Certamente, gli strumenti tecnologici rendono più che mai notevole l’incidenza della varabile “educazione” nell’interazione dei fattori del progresso sociale: ma - come si sa -l’educazione è una variabile dipendente dagli obiettivi politici che una società si dà.
Il tema è di scottante attualità, se solo ci si soffermi a riflettere sulla crisi morale che investe da oltre un ventennio la società italiana.
Proprio per questo si ripropone con urgenza  “il problema dei problemi, e cioè la necessità di prendere coscienza in termini il più possibile non equivoci di quale sia la civiltà che d’ora in poi vogliamo costruire” (LISCIANI, G., Ragione e pedagogia, Roma, Armando ed., 1973, pag. 13).

È necessario, insomma, che gli educatori si rendano conto che non è sufficiente porsi obiettivi strategici a breve e medio termine – in senso efficientistico o “psicologistico” – ma che occorre inderogabilmente spingere alla enucleazione degli obiettivi di fondo dell’azione educativa.