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Le regole, un abbraccio che continua - Le regole costruiscono la personalità
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Le regole costruiscono la personalità
La funzione delle regole non è tanto quella di spiegare ciò che bene e ciò che è male, di insegnare le modalità della correttezza e del “bon ton”: esse sono utili e fondamentali in una personalità che si sviluppa per le stesse identiche ragioni che abbiamo descritto sopra.
Hanno la funzione di creare un filtro tra “Io” e ambiente. Soprattutto oggi, infatti, l’ambiente è entropico, caotico, iperstimolante, disorientante. Il genitore ha il compito di regolare gli stimoli in entrata e in uscita perché questi siano appunto accrescitivi e non confusivi (Carver, Sheier, 2004).
Se si determina il tempo di utilizzo dei videogiochi, se si decide quando e quanto può essere visto in TV, se si fissano i tempi di gioco in rapporto con i tempi per lo svolgimento dei compiti, se si chiede di ordinare le proprie cose, se si contratta ciò che si può chiedere e ottenere (e a che prezzo), se si forniscono indicazioni esplicite su contesti e modalità comportamentali corrette, si sta assolvendo a questo compito. E, soprattutto, si sta esplicitando un reale atteggiamento affettuoso. Il ruolo affettivo, il ruolo dell’accudimento è proprio quello di evitare sofferenze inutili e di promuovere crescita.
Chi ha esperienza professionale (ma anche i genitori attenti) può vedere gli effetti destabilizzanti e perniciosi conseguenti a esposizioni prolungate verso atteggiamenti educativi incapaci di porre limiti. Stare senza confini nel momento nel quale si deve dare uno spazio definito al mondo non consente di dimensionare il proprio mondo interno. Non appaia banale l’affermazione che senza queste operazioni regolative esterne e determinate dall’altro significativo, il genitore, non sia possibile fondare credenze, attribuzioni, convinzioni sull’efficacia personale positive. Senza regole il bambino, paradossalmente, sarà letteralmente in balia delle cose, senza possibilità di controllo e di conduzione consapevole della propria esistenza e esposto a quantità maggiori di sofferenza e di dolore che potranno portarlo a vivere condizioni di patologia sociale e\o psicologica.
Ecco perché porre regole ottempera pienamente alla funzione educativa che è quella di promuovere crescita (Fabio, 2003). Un bambino sviluppa i livelli cognitivi, sociali, emotivi, morali se è messo nelle condizioni di esplorare il mondo partendo da una base sicura, da modalità coerenti e certe, sennò lo sviluppo diviene disarmonico, devia dal suo alveo naturale (Bowlbly, 1989).
Riaffermare l’importanza delle regole come funzione di esposizione graduata alle frustrazioni, così come fa una neomamma nell’esercizio della tenerezza e del calore affettivo, consente di fornire ai nostri figli strumenti che li rendano forti e capaci di far fronte alle difficoltà della vita.
Bibliografia:
· Blandino G., Granieri B., 1995, La disponibilità ad apprendere, Raffaello Cortina, Milano
· Bowlby J., 1989, Una base sicura, Raffaello Cortina, Milano
· Fabio R. A., 2003, Genitori positivi, figli forti, Erickson, Trento
· Farci G., 2005, Per un’educazione speciale dell’alunno con disturbo pervasivo dello sviluppo, in “Autismo e disturbi dello sviluppo”, vol. 3, n. 1, pp. 9-22
· Carver C. S., Scheier M. F., 2004, Autoregolazione del comportamento, Erickson, Trento
· Gottman J., 1997, Intelligenza emotiva per un figlio, Rizzoli, Milano
· Jesper J., 2003, Il bambino è competente, Feltrinelli, Milano
· Lorenzini R., Sassaroli S., 1995, Attaccamento, conoscenza e disturbi di personalità, Raffaello Cortina, Milano
· Maiolo G., 2000, L’occhio del genitore, Ercikson, Trento
· Marcoli A., 1999, Il bambino perduto e ritrovato, Mondadori, Milano
· Mastromarino R., 1995, Prendersi cura di sé per prendersi cura dei figli, Elle Di Ci, Torino
· Miller A, 1987, La persecuzione del bambino, Bollati Boringhieri, Torino
· Phillips A., 1999, I no che aiutano a crescere, Feltrinelli, Milano
· Scaparro F., 1996, Talis pater: padri, figli e altro ancora, Rizzoli, Milano
· Stern D., 1987, Il mondo interpersonale del bambino, Bollati Boringhieri, Torino
· Winnicott D. W., 1957, Il bambino e la famiglia, Giunti Barbera, Firenze
Autore: Giuseppe Farci è laureato in Pedagogia, opera come psicopedagogista nella scuola di base e come consulente per le varie problematiche dell’età evolutiva e dell’handicap. Svolge inoltre attività di formazione degli adulti e di supervisione pedagogica.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 10, Settembre 2005

