- Categoria: Bambini
- Scritto da Maurizio Bertollo
L'attenzione in età evolutiva
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La letteratura su questo argomento (Akhtar, Enns, 89; Enns, 90; Guadagni, Rossi, 90; Lane, Pearson, 82; Pascual-Leone, 78; Rossi, Zani, Pesce, 89) sottolinea una differenza tra adulto e bambino, relativamente al rendimento elaborativo, che risulta inferiore in quest'ultimo sia per gli aspetti temporali che di precisione nella prestazione.
Sostanzialmente si possono ipotizzare limiti quantitativi (meno risorse disponibili) e qualitativi (strategie elaborative meno efficaci nel percepire ed organizzare le informazioni). Nella fascia di età scolare (5-14 anni), l'attività elaborativa volontaria (Vigotskij, 73) non è ancora ben strutturata per motivi di ordine maturazionale (Perecman, 87) e per l'emergere graduale di forme di organizzazione cognitive che dipendono dall'interazione sempre più complessa ed efficiente con l'ambiente (Inhelder, Piaget, 64; Bruner, 66).
Per tutto l'arco della scuola primaria l'orientamento automatico sugli stimoli ambientali è particolarmente forte nei bambini. La loro capacità di focalizzarvi risorse è funzione non tanto della rilevanza effettiva del segnale per il compito, ma dei cambiamenti in assoluto che si producono nell'ambiente percettivo (Rossi, Zani, Pesce, 91).
La capacità di utilizzare l'attenzione selettiva nei bambini è infatti ancora scarsa e la loro distraibilità molto elevata, come hanno messo in luce i lavori sperimentali che hanno affrontato lo studio di questo aspetto elaborativo specifico (Lane, Pearson,82).
L'Attenzione Selettiva (Enns, 1990) può essere suddivisa in quattro sottoprocessi (Fig.1):
- l'integrazione,
- il filtraggio,
- la ricerca,
- il priming
Figura 1. L'attenzione selettiva secondo Enns
La capacità di raggruppare in insiemi più complessi le informazioni per codificarle, memorizzarle e trattarle più agevolmente è il processo di integrazione.
Il filtraggio invece si riferisce a quelle operazioni compiute per ignorare alcuni stimoli e trattarne più efficacemente altri.
La ricerca è quel processo mediante il quale ricerchiamo attivamente nell'ambiente un'informazione non ben localizzata spazialmente attraverso movimenti del capo o dei recettori sensoriali verso la fonte di stimolazione (orienting di tipo overt), oppure spostando solo l'attenzione e non lo sguardo (orienting di tipo covert).
Per priming si intende quel processo mediante cui si può spostare l'attenzione pur mantenendo la preparazione a rispondere sull'obiettivo prestabilito.
I processi di integrazione si diversificano in termini evolutivi soprattutto in relazione all'importanza della memoria nelle operazioni percettive e decisionali che variano tra adulto e bambino. Le differenze tra adulto e bambino si svelano soprattutto nello span di memoria a lungo termine e nella quantità di dati in essa contenuti.
In particolare secondo Chi (1976), la MLT è caratterizzata nei bambini dall'assenza di raggruppamenti di informazione (chunk) che è meno ampia e meno accessibile. Essi sono meno abili nel trasferire le informazioni nella memoria di lavoro (Thomas, 80). Poiché la memoria di lavoro è costante, la minor efficacia dei bambini dipende dalla immaturità dei processi di controllo che servono ad eseguire operazioni elaborative sui dati della memoria a breve termine.
Chi ha individuato quattro processi di controllo:
- Richiamo alla mente di informazioni;
- Attribuzione di nome;
- Assemblaggio;
- Ricodifica
Il primo compare dopo i cinque anni e si sviluppa a pieno verso gli 11. Esso va sollecitato dall'adulto per tutto l'arco della scuola primaria.
Il secondo processo consiste nell'attribuire un'etichetta agli stimoli in entrata; è anch'esso carente nei giovanissimi.
L'integrazione propriamente detta o chunking, cioè assemblare secondo una logica più informazioni tra loro creando unità più ampie, ha lo scopo di superare i limiti della MBT e viene utilizzata con una certa efficacia non prima dei 7 anni.
L'ultimo processo rappresenta una forma di elaborazione più profonda ed ha effetti notevoli sulla ritenzione e sull'efficacia dell'uso della MLT. Questo processo si sviluppa enormemente solo tra i 9 e 14 anni.
Per quanto riguarda i processi di filtraggio, i giovani sono meno abili nell'inibire l'elaborazione delle informazioni irrilevanti così come nel resistere a potenziali distrattori (Pearson Lane, 91).
Altro processo che mostra un netto trend evolutivo è il ri-orientamento dell'attenzione. La capacità di rivolgere il focus attentivo ad un altro è limitata. A 8 anni infatti i bambini non sono in grado di operare in tale direzione, in quanto sono in una fase di transizione tra una strategia di attenzione divisa e di spostamento sul segnale rilevante.
L'attribuzione sulla probabilità che si verifichi un evento è strettamente legata allo sviluppo di aspettative corrette (Posner, 1980)
Si possono in particolare distinguere due tipi di aspettative:
- Uno schema generale che riguarda le aspettative concernenti la normale struttura della scena visiva o uditiva;
- Un secondo più specifico delle intenzioni momentanee che l'individuo costruisce di momento in momento in funzione del compito e dei fini che si pone.
La velocità di categorizzazione dello stimolo e di reset della memoria a breve termine, dagli studi elettrofisiologici, sembra che a partire dall'età di 10 anni, avvenga come per l'adulto.
Bibliografia
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- Geffen G., Sexton M (1978), The development of auditory strategies of attention, Developmental Psychology, 14.
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- Kahneman D. (1973), Attention and Effort, Prentince-hall, Englewood Cliffs, NJ
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- Rossi B,. Zani A., Pesce C. (1989), Correlati psicofisiologici dei processi di attenzione sostenuta in età evolutiva, Monografia presentata al Coni, Divisione ricerca e sperimentazione
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno 2001

