- Categoria: Bambini
- Scritto da Vincenzo Amendolagine
I trattamenti psicofarmacologici in psichiatria infantile
L'articolo illustra, in maniera semplificata, i principali trattamenti psicofarmacologici, suddivisi per patologia, che possono essere utilizzati nell’età evolutiva in ambito psichiatrico. Saranno presi in considerazione i quadri psicopatologici più frequenti nella pratica clinica, ossia il disturbo depressivo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i disturbi dello spettro ossessivo - compulsivo, i disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta.
I contesti educativi odierni sono arricchiti dalla presenza di alunni - fruitori che presentano dei bisogni educativi speciali e fra loro un posto di rilievo è occupato dai soggetti affetti da una psicopatologia, che in talune circostanze richiede l’ausilio di una psicofarmacoterapia, accanto ai trattamenti psicoeducativi e psicoterapeutici da effettuarsi in prima istanza. Per i docenti e per gli educatori è importante conoscere anche la terapia farmacologica eventualmente assunta dai propri allievi e dagli utenti dei servizi educativi per evitare di essere impreparati di fronte a manifestazioni ascrivili al trattamento farmacologico.
Il disturbo depressivo
Sintomatologia. Il disturbo depressivo nell’età evolutiva ha una sintomatologia differenziata, a seconda dell’età del bambino. In ambito scolastico, solitamente, i bambini depressi possono presentare una socializzazione problematica con il gruppo dei coetanei, perciò tendono facilmente ad isolarsi, hanno un atteggiamento rinunciatario di fronte agli ostacoli che si presentano sul loro percorso evolutivo e sovente manifestano dei disturbi comportamentali, che si evidenziano con forme marcate di aggressività.
Terapia farmacologica. Nella depressione dell’età evolutiva si utilizza una classe di farmaci definita con l’acronimo SSRI, ovvero farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina, che incrementano la quantità e l’attività della serotonina nell’organismo. Fra essi, secondo le indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il farmaco di prima scelta è rappresentato dalla fluoxetina, da utilizzare con bambini con un’età superiore a 8 anni, quando il piccolo non risponde ad un ciclo di psicoterapia di almeno 6 sedute. L’utilizzo di questo farmaco in alcuni casi può determinare un rallentamento della crescita fisiologica.
Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività
Sintomatologia. Nei piccoli pazienti affetti da disturbo da deficit di attenzione e iperattività si notano delle manifestazioni sintomatologiche rapportabili alla disattenzione, all’impulsività, all’iperattività, che inficiano il percorso scolastico del minore, in quanto questa patologia ha dei riflessi notevoli sui processi di apprendimento e sulle interazioni sociali, rendendole problematiche sia con i coetanei e sia con gli adulti.
Terapia farmacologica. Nel disturbo sono utilizzati essenzialmente due farmaci, il metilfenidato (MPH) e l’atomoxetina. Entrambi i farmaci agiscono su alcuni neurotrasmettitori, nello specifico il metilfenidato incrementa l’attività della dopamina e l’atomoxetina implementa l’attività della noradrenalina. Secondo le indicazioni dell’AIFA, il metilfenidato deve essere utilizzato con minori che hanno un’età compresa fra 6 e 18 anni e che presentano questo disturbo in forma grave. La somministrazione del farmaco deve essere fatta in maniera graduale. I principali effetti collaterali sono rappresentati dall’insonnia, discinesie (movimenti involontari), irritabilità, perdita dell’appetito, variazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Anche l’atomoxetina è da utilizzare nella fascia di età di 6 - 18 anni, con gradualità e laddove necessario. L’atomoxetina presenta degli effetti collaterali, quali incremento dell’appetito, sonnolenza diurna, cefalea, alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.
I disturbi dello spettro ossessivo - compulsivo
Sintomatologia. I disturbi dello spettro ossessivo - compulsivo si manifestano con idee ossessive, ricorrenti e persistenti, che possono riguardare diverse tematiche, e comportamenti compulsivi, ovvero ritualità comportamentali ripetitive e non finalizzate ad un’azione produttiva dai quali il soggetto non può sottrarsi dall’eseguirli. Nell’età evolutiva sono diffuse alcune forme di patologie dello spettro ossessivo - compulsivo, come la tricotillomania, cioè lo strapparsi i capelli o la peluria presente sul corpo, il disturbo di dimorfismo corporeo, nel quale il minore vive con ossessività delle piccole imperfezioni eventualmente presenti nel proprio corpo, e il disturbo da escoriazione, nel cui decorso il piccolo si provoca delle escoriazioni sul viso, sulle braccia e sulle mani.
Terapia farmacologica. Per il trattamento dei disturbi dello spettro ossessivo - compulsivo si utilizzano gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), come, secondo le indicazioni dell’AIFA, la fluvoxamina e la sertralina. Questi farmaci presentano degli effetti collaterali minimi, che si evidenziano nei primi giorni di trattamento (aumento dell’irritabilità e del nervosismo, secchezza della bocca ecc.).
I disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta
Sintomatologia. I disturbi del comportamento rappresentano un’entità morbosa molto diffusa nell’età evolutiva. Essi comprendono il disturbo oppositivo - provocatorio, il disturbo esplosivo intermittente, il disturbo della condotta con esordio nell’infanzia e nell’adolescenza. Quello che accomuna questi disturbi è l’esplicitarsi di comportamenti che si rivelano violenti e aggressivi nei confronti dell’alterità, lo scarso rispetto delle regole del vivere sociale, la continua provocazione nei confronti degli adulti. Questo crea un clima di forte tensione nei contesti educativi.
Terapia farmacologica. La terapia di questi disturbi è fatta utilizzando farmaci antipsicotici, sia di prima sia di seconda generazione (definiti anche antipsicotici tipici i primi e atipici i secondi). Nello specifico, si utilizzano l’aloperidolo, la clorpromazina e il risperidone. Tutti e tre sono indicati per il trattamento a breve termine dell’aggressività, dei disturbi comportamentali, dell’impulsività marcata e dei comportamenti autolesivi in minori con età compresa fra 5 e 18 anni. Relativamente agli effetti collaterali, gli antipsicotici di prima generazione come l’aloperidolo e la clorpromazina possiedono effetti collaterali, che laddove si evidenziano, possono essere più marcati. Essi possono, infatti, dare disturbi extrapiramidali, disturbi a carico del sistema nervoso autonomo, disturbi cardiaci, disturbi endocrinologici, disturbi cutanei e disturbi oculari. Gli antipsicotici di seconda generazione, come il risperidone, hanno meno effetti collaterali, specificatamente si può evidenziare un incremento del peso corporeo, vertigini, tachicardia, sintomi extrapiramidali e crisi convulsive, manifestazioni che sono comunque transitorie ed episodiche.
In conclusione, gli insegnanti e gli educatori nelle cui contestualità educative sono inseriti minori che, affetti da una psicopatologia, assumono psicofarmaci devono essere edotti sull’eventuale comparsa di effetti collaterali rapportabili a tale terapia, che possono evidenziarsi nella quotidianità educativa.
Riferimenti bibliografici
- Amendolagine, V. (2019). Manuale di psichiatria dell’età evolutiva per educatori. Lecce: Libellula Edizioni Universitarie.
- Amendolagine, V. (2020). Compendio di neuropsichiatria infantile per educatori. Lecce: Libellula Edizioni Universitarie.
- American Psychiatric Association (APA) (2014). DSM - 5 (trad. it.). Milano: Raffaello Cortina Editore.
- Bonati, M. (2015). Psicofarmaci nell’età evolutiva. Guida pratica basata sulle evidenze. Il Pensiero Scientifico Editore.
- Guidetti, V. (a cura) (2016). Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Bologna: Il Mulino.
- Militerni, R. (2015). Neuropsichiatria infantile. Napoli: Idelson - Gnocchi.
- Ponzini, L., Bianchi, S. (2017). Farmaci in neuropsichiatria infantile, in Bressi, C., Invernizzi, G., Manuale di Psichiatria e Psicologia Clinica, Milano: McGraw - Hill Education.
copyright © Educare.it - Anno XXI, N. 5, Giugno 2021

