- Categoria: Aggressività e bullismo
L'aggressività del bambino come possibilità di apprendimento/insegnamento nella relazione educativa
Article Index
Ognuno di noi in diversi momenti della propria vita ha fatto esperienza di relazioni aggressive: come aggressore o come aggredito o come osservatore. E chissà quante altre esperienze di questo genere ci aspettano. Quando si è genitori o fanciulli, quest'esperienza è all'ordine del giorno perché quotidiano è l'imperativo del vivere insieme, dell'insegnare e dell'imparare a vivere.
Il comportamento aggressivo, dunque, è parte integrante della nostra esistenza come amare, respirare, pensare. Ciò che fa la differenza, quello cioè che porta genitori e educatori a rappresentarsi quest'aspetto come un problema sono la percezione della frequenza dei comportamenti aggressivi, l'interpretazione che si attribuisce a quei comportamenti, la gestione dell'esperienza di relazione conflittuale, le sue conseguenze.
Se il primo passo è quello di capire i motivi per i quali i bambini mettono in atto comportamenti che chiaramente evocano il desiderio di "togliere di mezzo" l'ostacolo (genitore, amici, difficoltà, cose) il secondo, ma non in ordine di tempo, è quello di comprendere come "gestire le situazioni difficili".
Inoltre la contemporaneità dei livelli (pensiero e azione / capire e agire) è ciò che complessifica ulteriormente questo aspetto.
Non si può cioè prendere del tempo per pensare e poi del tempo per agire. Pensiero e azione s'intrecciano ineluttabilmente e anche quando si pensa di non agire in realtà si agisce la non azione. Quante volte si è desiderato che un dato momento si fermasse, così da avere un po' di tempo per capire cosa fare. Ma non è possibile e questo è un vincolo da tenere in considerazione, pena il perpetuarsi dell'inefficacia educativa; allenarsi alla gestione della contemporaneità dei livelli è richiesto insistentemente dalle relazioni quotidiane. Analogamente ci è chiesto di imparare ad imparare dalle esperienze di relazione che reputiamo fallimentari per poter insegnare poi ai nostri ragazzi ad imparare dalle proprie.
Tentare di capire cosa significhi, in termini di comunicazione, comprendere l'aggressività del bambino, non permette di differire la gestione del comportamento e dei significati esso introduce nella relazione.
Il bambino che rifiuta un brutto voto, che non accetta di perdere nel gioco, che s'inalbera davanti alle limitazioni, che insulta il compagno o l'adulto racconta della sua gran fatica ad accettare che il desiderio di essere adeguato in quella situazione venga "deluso", ma racconta anche l'interpretazione di quello che significa, per lui, essere adeguato nella relazione con l'altro e con se stesso.
I livelli di lettura del comportamento aggressivo possono essere molteplici:
- Cosa significa che il bambino agisce questo tipo di comportamento dal punto di vista relazionale.
- Quali sono le interpretazioni che l'adulto dà di quest'episodio
- Quali sono le risposte relazionali che il genitore/educatore mette in campo per rispondere alla richiesta di significazione della relazione portata dal bambino
Si tratta di domande che richiedono di essere mantenute aperte prima, durante e dopo la situazione che si è venuta a creare.

