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  • Categoria: Vivere di Scuola

In cattedra, di nuovo

docentiNon si insegna quello che si sa o si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. (Jean Jaurès)

Gli studenti ritornano sui banchi di scuola con sentimenti contrastanti: timore, curiosità, timidezza, sfida, indolenza e, talvolta, anche una sorta di provocazione. Nella mia carriera ho visto ognuno di loro affrontare il nuovo anno in modo diverso manifestando emozioni, atteggiamenti e comportamenti tesi spesso a nascondere insicurezze e intime fragilità, segnali di un mondo interiore ancora tutto da scoprire e rivelarsi. Ho cercato sempre di sostenere il loro sguardo in modo aperto e accogliente, nelle mie lezioni non c'è mai stato spazio per un totale silenzio, forse più opprimente e pesante delle parole, ho ascoltato mille domande che sorgevano spontanee cercando di accompagnarle e sostenerle, inquadrarle e comprenderne la motivazione. Sì, perchè le domande degli alunni sono forse più importanti di tante risposte, riescono sempre ad esprimere il desiderio di conoscere, comprendere e andare a fondo di un contesto già definito e stigmatizzato.

Nel silenzio della lezione tradizionale l'insegnante rappresenta soltanto un un mezzo di trasferimento di informazioni e gli alunni spesso accolgono meccanicamente informazioni destinate quasi sempre ad essere in breve tempo dimenticate e accumulate nella mente come ingombranti e ostiche. In cattedra l'insegnante non riveste più il ruolo autoritario e repressivo di un tempo, è a tuttigli effetti un mediatore di conoscenze che sperimenta ogni giorno le strategie più appropriate per stimolare interesse, curiosità, desiderio di andare oltre le apparenti strutture che i contenuti disciplinari conservano come marchio di indiscussa verità. Per questo mi sembra importante ricordare che il valore umano e sociale dell'insegnamento è qualcosa che va oltre le competenze specifiche acquisite negli studi, è un lungo percorso di continuo e puntuale modellamento di azioni, gesti, parole che hanno il solo scopo di far emergere in ciascun alunno potenzialità, interessi, attitudini destinate a far sì che l'educazione e l'orientamento diventino una vera occasione di crescita e integrazione. In cattedra ogni giorno l'insegnante può scoprire e riscoprire se stesso, guardando negli occhi degli alunni quel tacito consenso per iniziare insieme una nuova avventura.