Stop the genocide poster

Capricci e mancanza di rispetto - Replica

Buongiorno,
Ringrazio la dott.ssa Marchionne per la risposta inviatami. Vorrei chiederle altri consigli.

Cara Dott.ssa,
Dopo la sua risposta ho capito che bisogna dare una bella ripassata a tutti i libri che abbiamo letto prima della nascita dei nostri due bambini. Certo che mettere in pratica la teoria che libri come I no che fanno crescere non è per niente facile.
Per prima cosa vorrei sapere da lei come ci si deve comportare quando si dà un "ordine" e il bambino si oppone e vuole sempre avere l'ultima parola non riconoscendo a nessuno l'autorità, senza nessuna deferenza.

Come secondo quesito il sonno: quando mi sono accorta di essere incinta di Ornella ho deciso di educare Edoardo a dormire in modo più sano e ho applicato il metodo dei due medici spagnoli del libro "Fate la nanna" ottenendo un certo successo. Dopo la nascita di Ornella, Edoardo che aveva 22 mesi, ha continuato a dormire bene fino all'inizio della scuola materna che lo ha sconvolto. Da allora ha ricominciato a svegliarsi ma senza incubi. Gli incubi sono iniziati la scorsa estate. La situazione è degenerata e adesso i due , come le ho già detto, vengono nel nostro letto tutte le sere.

Quale metodo adottare per risolvere la situazione? Varrebbe ancora, vista l'età, il metodo spagnolo? Il problema è anche che dormono in letti senza sbarre quindi escono dal letto a loro piacimento. Mio marito dice, scherzosamente, che bisognerebbe mettere dei cavalli di frisia lungo le scale che portano alla nostra camera ma non credo che sia il caso. Secondo lei il fatto che la loro camera è al piano inferione rispetto alla nostra, rappresenta un problema? Dovremmo trasferirci anche noi al loro piano?

Terzo quesito è la scuola materna. Lei mi chiede se il bambino ha problemi: sì, ne ha perché non accetta l'autorità della maestra che in questo caso è abbastanza rigida ma di certo non cattiva, come sostiene lui. Per quanto riguarda i compagni non credo abbia incontrato nessuno di particolarmente interessante, infatti non ha legato con nessuno in particolare. E' un bambino che vive in un suo mondo fantastico, ha molta fantasia e molto interessato ad argomenti che vanno oltre la sua età. A 18 mesi conosceva già le lettere dell'alfabeto. Con questo non voglio dire che mio figlio sia un genio ma che forse ha bisogno di altri stimoli. Infatti dice che l'asilo non gli piace perché si annoia.

E' tutto. Spero che lei mi possa dare delle risposte che mi diano un indirizzo da seguire. Grazie.

 

Carissima Signora,

sono davvero felice di dare seguito alla consulenza che lei ci ha chiesto. Infatti, questo non accade di frequente, e noi consulenti rimaniamo sempre con la curiosità su "come sarà andata a finire" e se il nostro lavoro è stato veramente utile.

Carissima mamma, dunque, io credo che nella sua esigenza ci sia un solo errore di fondo, che "vizia" tutto il resto e spero che lei mi permetta di esprimerglielo: il problema è che lei cerca altrove la soluzione per i suoi figli, mentre la deve cercare esclusivamente all'interno di sè stessa come persona, donna e mamma, e insieme a suo marito, persona, uomo e papà, quindi all'interno della coppia genitoriale, e nemmeno, primariamente, all'interno dei suoi figli, dei loro caratteri e delle loro personalità.
Perché? Perché per questo sono ancora troppo piccoli.
Il passo, all'inizio, dovete darlo voi genitori e loro, a mano a mano, risponderanno coi loro modi e con le loro caratteristiche, esprimendoli e così facendosi conoscere. Di rimando, però, voi non dovete cambiare strada, se siete convinti delle vostre scelte, solo perché loro dimostrano di non volere seguirvi, a meno che non vi dimostrino che state sbagliando di grosso, e dovete tenere duro. Loro vi ringrazieranno solo fra tanto tempo, o magari il loro ringraziamento sarà un giorno la loro intelligenza e la loro apertura, la loro adattabilità.

Ma tornando a lei: prima pensa di dover fare un "ripassone" dei libri che ha letto per prepararsi a crescere i suoi figli, poi si rifà al metodo spagnolo per mettere i bimbi a nanna, poi chiede e richiede a me; anche nella simpaticissima soluzione, suggerita da suo marito, rispetto ai Cavalli di Frisia c'è nuovamente lo spostamento altrove della soluzione del problema; ancora, asserisce che è suo figlio a non riconoscere autorità a nessuno, senza nessuna deferenza.

Invece io, insisto, che la soluzione è in voi, mamma e papà, e l'autorità dovrebbe trasudarvi di dosso perché siete intimamente convinti di doverne avere e di averne; al contrario, se vi sentite insicuri o se sognate di poter crescere i vostri figli senza mai dovervi imporre, l'autorità non traspare e il bambino se ne approfitta.
Così, se la mamma è incerta e la maestra non è stimolante, Edoardo sgattaiola via e si impone lui con i suoi capricci e forse anche con i suoi incubi, ma vive male, nel disordine e in una inquietudine che lo consuma.

Gli esperti, come, indegnamente, posso esserlo io e tutti quelli dei libri che ha letto, servono da ispirazione e non da metodo o da soluzione. Anzi, mi permetta ancora, diffidi da tutti quelli che le danno ricettine risolutive, perché non esistono!! Ogni cosa va adattata ad ogni persona e situazione, ad ogni tipo di forza e debolezza, ad ogni convinzione.
Anche io, nel mio lavoro con i genitori e con piccoli e ragazzi, leggo una quantità smisurata di libri, per aggiornarmi e migliorarmi, ma propongo esclusivamente quello che mi convince, perché solo questo mi rende a mia volta convincente ed efficace.
Così potrei dirle come ho fatto io a risolvere i suoi stessi problemi con i miei figli che, fra l'altro, hanno lo stesso sesso dei suoi e la stessa differenza di età: ma loro sono loro, io sono io e il padre è il loro padre!
Posso quindi dirle solo che ho fatto e faccio tuttora una gran fatica perché certe volte avrei tanta voglia di cedere e mollare, di andarmene al cinema con le amiche invece di pensare sempre e solo esclusivamente a loro e, fra l'altro, quando ci vado per esasperazione, loro sono pure contenti perché per un paio d'ore non rompo le scatole!!....

Posso dirle che, se mi chiede se io sia convinta della necessità di regole e guida, nell'esistenza dei più piccoli, le rispondo sicuramente di sì.
Sul come, però, la mia risposta deve essere necessariamente individualizzata e qui la mia "competenza on – line" viene a terminare.

Posso suggerirvi di rivolgervi ad un esperto pedagogista, quindi del ramo dell'educazione, oppure ad un bravo psicologo sistemico o della famiglia che, attenzione, vi supporti nelle vostre scelte educative e non per dirvi cosa dovete fare.
La soluzione nasce da dentro di voi, dalle vostre convinzioni, dal vostro conforto e dalla vostra unione, dalle vostre speranze sul futuro dei vostri bambini e da come pensate si possano realizzare, lungo un cammino che parte da ora.

Le rinnovo i miei auguri e, se nuovamente mi permette, le invio un caloroso abbraccio da genitore a genitore.

 


Educare.it - Anno VII, Numero 4, Marzo 2007