#emozioni

  • Alterazioni delle funzioni cognitive e psicopatologia

    imgUna caratteristica comune di molti stati psicopatologici, come le sindromi ansiose, le sindromi depressive, le sindromi psicotiche croniche, le dipendenze patologiche, è l’associazione con un deterioramento delle funzioni cognitive, che ha un’importanza notevole sia sull’insorgere della malattia che sul mantenimento della sintomatologia clinica. A sostenerlo è una ricerca belga (Libera Università di Bruxelles e Università Cattolica di Lovanio). Le funzioni cognitive possono essere intese come procedure che permettono all’individuo di elaborare le informazioni che provengono dal suo contesto di vita, di decodificarle e di ritenerle con la finalità di produrre dei comportamenti sintonici con queste informazioni ambientali. Esse sono sotto il controllo di diverse aree cerebrali.

  • Amore e dipendenza patologica: i risultati di una ricerca

    imgSecondo le classiche teorie comportamentiste, un comportamento può essere ripetuto e appreso a seconda delle conseguenze che esso produce (condizionamento operante). In altre parole, se la condotta incrementa il senso di benessere essa viene replicata. Nelle dipendenze patologiche si crea un meccanismo di questo genere. L’assunzione di sostanze tossiche o il ripetersi di certe condotte, come il gioco d’azzardo, crea inizialmente una sensazione fisica e psicologica estremamente positiva. Secondo gli studi basati sulle tecniche di risonanza magnetica, la dipendenza attiva, a livello cerebrale, le aree dopaminergiche, in particolar modo le aree mesencefaliche, ovvero quello che viene definito il sistema neurofisiologico delle ricompense e questo concorre a creare le basi biologiche della dipendenza stessa.

  • Come si cancellano i ricordi negativi

    emozioni e cervelloUn team di neuroscienziati americani è riuscito a invertire le associazioni emotive legate ai ricordi. In pratica, quelli brutti sono stati trasformati in piacevoli. L’eccezionale ricerca, condotta sugli animali e descritta su Nature dagli scienziati del Mit, «fotografa» il circuito cerebrale che controlla come i ricordi si legano a emozioni positive o negative.

  • Correlazione fra ansia da prestazione nei giovani sportivi e stile relazionale dell'allenatore

    imgGli allenatori hanno un ruolo determinante nell’ambito della motivazione e dell’emozioni provate dai giovani sportivi. L’ansia legata alla prestazione può essere definita come una caratteristica di personalità, che provoca uno stato di eccessiva attivazione emotiva sia prima che durante la gara. Tale disagio può interessare la dimensione somatica, e in questo caso si ha un’intensa attivazione della fisiologia del corpo (accelerazione del battito cardiaco, della respirazione, tensione muscolare, incremento della sudorazione ecc.), oppure esprimersi mentalmente con pensieri negativi relativi alla gara da disputare e ai risultati della propria performance. Le conseguenze dell’ansia da prestazione sono fortemente invalidanti, in quanto inficiano la prestazione sportiva, intervenendo pesantemente sulla concentrazione.

  • Emozioni e affettività: un percorso con i bambini della scuola primaria

    emozioniL’articolo presenta un percorso realizzato nella scuola primaria, con l’obiettivo di sviluppare quelle competenze socio-emotive sempre più necessarie per la vita di relazione ed il benessere individuale.

  • Emozioni e attività motorio - sportive

    imgCambiare stile di vita non è affatto facile, soprattutto quando si tratta di modificare delle abitudini inveterate. Uno dei problemi maggiori nei Paesi Occidentali è rappresentato dallo stile di vita sedentario. La sedentarietà è connessa con una serie di patologie, quali, ad esempio, malattie cardiovascolari e metaboliche, che inficiano la qualità della vita delle persone adulte. Frequentemente gli individui cominciano a cambiare le proprie abitudini di vita, dedicandosi ad un’attività motoria o sportiva, ma, passato l’entusiasmo iniziale, velocemente abbandonano la nuova strada intrapresa.

  • Eustress, distress e videogiochi

    videogiochiNumerose ricerche hanno evidenziato che i videogiochi producono un aumento dello stress, sia dell’eustress (stress positivo, che incentiva, migliorandole, le capacità di coping dell’individuo) che del distress (stress negativo). Il distress a lungo andare produce effetti negativi sul sistema cardiovascolare, metabolico ed immunitario. Infatti, sembra che alti livelli di distress nel corso del tempo (stress cronico) siano correlati con l’insorgenza di malattie coronariche (infarto del miocardio), ipertensione arteriosa, malattie autoimmunitarie e diabete.

  • Eventi precoci stressanti e salute nell'adultità: le correlazioni

    eventi stressantiGli eventi precoci stressanti, che includono le diverse forme di abuso (fisico, sessuale, emotivo) e la trascuratezza genitoriale, sono frequentemente associati a riverberi psicologici nell’adultità. Inoltre, questi eventi producono delle ripercussioni anche sulla salute fisica dei soggetti che li hanno subiti. A questo riguardo, lo stress connesso a tali episodi sembra attivare in maniera abnorme differenti sistemi dell’organismo, quali il sistema nervoso simpatico, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema delle citochine infiammatorie.

  • Il pianto degli adulti: correlazione fra attaccamento e tendenza al pianto

    imgUna manifestazione emotiva che caratterizza l’uomo è il pianto. Esso compare precocemente nelle prime fasi della vita e accompagna l’individuo nel corso della sua esistenza. Chiaramente si nota una differenza nella frequenza del pianto fra bambini e adulti. Una certa variabilità si osserva anche fra gli adulti, ovvero ci sono persone che piangono più facilmente rispetto ad altre che lo fanno più raramente.

  • Ipertensione e attaccamento insicuro

    imgL’ipertensione è uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare nell’età adulta. Frequentemente, i pazienti affetti da ipertensione mostrano una scarsa tolleranza allo stress, connesso alle attività quotidiane. Inoltre, gli individui che presentano un attaccamento insicuro, durante l’infanzia, hanno un’alta reattività allo stress.

  • L'autocontrollo emotivo del bambino come predittore di benessere nell'adultità

    emozioniPossiamo definire l’emozione come uno stato mentale che viene elicitato da un input che può essere interiore o ambientale e che ha i suoi riverberi sulla psicofisiologia corporea, modificandone il funzionamento. L’emozione è un costrutto multidimensionale: infatti, nell’emozione possiamo riconoscere una dimensione psicofisiologica, una cognitiva, una motivazionale, una espressivo - comunicativa e una sociale. A livello fisiologico, l’emozione, come detto, dà origine a delle variazioni corporee, che sono la conseguenza dell’attivazione del sistema nervoso centrale e periferico. Dal punto di vista cognitivo, l’emozione elicita la nascita di pensieri che sono sintonici con l’emozione provata. L’emozione, inoltre, ha un polo motivazionale, che è legato alle cognizioni prodotte. In pratica, allorquando l’emozione provata fa nascere una serie di pensieri che inducono uno stato di benessere, l’individuo è motivato a farla persistere. L’emozione ha una componente espressivo - comunicativa, che solitamente viene espressa con il linguaggio del corpo: difatti, le nostre espressioni facciali e la gestualità corporea assumono, a esempio, modalità differenti a seconda di quale emozione proviamo (gioia, tristezza ecc.). L’emozione ha una dimensione sociale, in quanto sovente l’input ambientale che l’ha determinata risiede proprio nelle interazioni sociali e al contempo l’emozione provata si riflette sulla relazionalità sociale.

  • L'origine delle espressioni facciali

    imgLe espressioni facciali sono state sempre considerate come prodotte dalla contrazione dei muscoli facciali. Alle espressioni facciali è stata data una connotazione interpretativa a seconda del contesto sociale e culturale di appartenenza. Di fronte ad una sollecitazione ambientale che giunge all’individuo, secondo le conoscenze fino ad adesso note, si produce un movimento dei muscoli facciali. Questo movimento diviene un input che viene decodificato a livello cerebrale, dando un’interpretazione ad esso e associandolo cognitivamente ad un’emozione. In altre parole, di fronte ad una situazione di pericolo, il viso dell’individuo mediante una contrazione dei muscoli facciali invia un messaggio al cervello. A tale messaggio viene data, a livello cognitivo – emozionale, una certa valenza interpretativa. Il soggetto vive quella contrazione dei muscoli del proprio viso come un’espressione facciale che corrisponde alla paura. Con il tempo, in base agli apprendimenti, si crea una corrispondenza fra espressioni del viso ed emozioni. In altri termini, alla paura corrisponde una certa espressione facciale, allo stupore un’ulteriore espressione facciale, così come alla gioia etc.

  • La bussola emotiva in classe: una micro-pratica per il benessere e l’apprendimento

    check emotivoEntrare in classe non significa automaticamente essere pronti ad apprendere. Ogni studente porta con sé un carico invisibile, fatto di stanchezza, agitazione, distrazioni e pensieri non risolti. E lo stesso accade spesso anche a noi docenti. Eppure, nella quotidianità scolastica, questo passaggio viene ignorato: si inizia la lezione, si apre il libro, si spiega, si lavora, con l'obiettivo di coinvolgere e incuriosire i tuoi studenti per tutto ciò che spieghi e vuoi fargli apprendere.

  • La percezione del corpo nell'adolescenza. Una ricerca tedesca

    imgAvere coscienza del proprio corpo è un fattore importante per la costruzione del Sé e, quindi, per percepirsi come una persona con una propria identità personale e sociale. Questo processo avviene nel periodo adolescenziale, durante il quale le notevoli trasformazioni che si manifestano a livello corporeo richiedono dei continui aggiustamenti della propria immagine corporea e delle sensazioni che provengono dalla propria corporeità.

  • La psicologia dell'infortunio nello sport

    imgGli infortuni sono considerati un inevitabile prodotto della partecipazione alle competizioni sportive. Sono stati proposti diversi modelli concettuali che spiegano le reazioni psicologiche degli atleti ai loro infortuni. Fra di essi, è da menzionare la teoria del lutto, secondo la quale l’infortunio, a livello emotivo, è assimilabile ad un vissuto di perdita della propria immagine di atleta efficiente.

  • La salute mentale dello sportivo: il ruolo psicoeducativo dell'allenatore

    imgGli sportivi che hanno raggiunto delle notevoli performance, sia negli sport individuali che in quelli di squadra, sono sottoposti ad una serie di sollecitazioni psichiche che, sovente, incrementano il livello di stress e ciò può determinare la comparsa di disturbi psicologici. Nonostante questo, gli allenatori, nella maggior parte dei casi, posseggono una scarsa conoscenza della salute mentale nello sport. Nello specifico, non conoscono le strategie utili per prevenire l’insorgenza di tali patologie e, soprattutto, hanno un’inadeguata competenza nell’individuare i primi segni di una malattia psicologica in un atleta.

  • Leggere per dare parole alle emozioni: un progetto nella scuola primaria

    lettura emozioniLa scuola primaria non è soltanto il luogo in cui si apprendono competenze fondamentali come leggere, scrivere e calcolare. È anche il contesto in cui i bambini iniziano a conoscere meglio se stessi, a dare un nome a ciò che provano, a confrontarsi con i compagni e a costruire una prima consapevolezza del proprio mondo interiore. In questo cammino la lettura occupa un posto speciale, perché un libro ben scelto non trasmette soltanto contenuti, ma apre domande, suscita identificazione, alimenta la fantasia e offre parole per interpretare l’esperienza.

  • Life skills e benessere nella senescenza: le correlazioni

    imgLe life skills o competenze per la vita sono un gruppo di abilità, che possono essere apprese indirettamente attraverso l'educazione oppure direttamente mediante le esperienze di vita. Esse sono rapportabili all'ambito cognitivo, emotivo e relazionale e hanno la finalità di aiutare la persona a risolvere i problemi che si presentano nella quotidianità. Che ruolo svolgono le life skills nel promuovere il benessere economico, la salute e il benessere psicologico nelle fasi avanzate della vita?

  • Quel difetto di empatia, specchio dei tempi

    empatiaNumerosi studi hanno messo in risalto il ruolo dei neuroni specchio nello sviluppo del sistema nervoso e in particolare nell’evoluzione dell’intersoggettività delle relazioni primarie tra la mamma e il bambino. Le emozioni, i sentimenti rappresentano le basi per una presa di coscienza del proprio “io” che apprende, oltre le funzioni esecutive, il significato di un contesto relazionale. Il bambino si rispecchia nelle diverse tipologie espressive della madre prendendo possesso gradualmente di quanto e in quale misura le situazioni in cui si trova abbiano un risvolto positivo o negativo (gioia, dolore, rabbia, tristezza ecc.).

  • Respirazione e ritmo per la gestione dell’aggressività in età evolutiva

    body percussionLe pratiche corporee centrate sulla consapevolezza corporea e sulla regolazione della respirazione, se integrate sistematicamente nei contesti scolastici, possono costituire strumenti pedagogici e psicologici efficaci nella prevenzione dell'aggressività giovanile. Questo studio esplora il potenziale dell’applicazione del metodo Sincrony e dell'attività percussiva-ritmica Body Percussion nel sostenere la regolazione emotiva durante la preadolescenza. I risultati suggeriscono che approcci educativi integrati e basati sul corpo possano favorire la regolazione emotiva, ponendo il corpo come mediatore tra emozione, cognizione e comportamento sociale.

    This study investigates the role of body-centered practices, specifically those focused on bodily awareness and breath regulation, as preventive strategies against youth aggression when systematically integrated into educational settings. The research examines the application of the Sincrony method and rhythmic-percussive Body Percussion in supporting emotional regulation during preadolescence. Findings indicate that integrated, body-based educational approaches can enhance emotional regulation and position the body as a mediator between emotion, cognition, and social behavior.

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