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Comunicare con l'interfaccia cervello-computer

BCI“Le interfacce cervello-computer (BCI) stanno diventando sempre più popolari come strumento per migliorare la qualità della vita dei pazienti con disabilità”, quelli che sono incapaci di comunicare. Lo afferma Adrian Owen, neuroscienziato e professore di Neuroscienze cognitive e imaging presso l’Università dell’Ontario Occidentale, in Canada. Owen e il suo team di ricerca stanno usando interfacce cervello-computer con tecnologia avanzata. In uno studio recentemente pubblicato su Frontiers in Neuroscience ha divulgato i risultati delle sue ricerche.

Le BCI sono dispositivi che consentono al cervello di comunicare con un dispositivo esterno che “parla” per lui. Owen ha utilizzato un metodo non invasivo, misurando i cambiamenti della luce nel vicino infrarosso ed i segnali di risposta emodinamica o di aumento dei livelli di ossigeno nel sangue che si verificano quando più sangue scorre nella parte anteriore del cervello. La tecnica è stata sperimentata su soggetti sani ai quali venivano poste domande a cui rispondere. Per esempio, è stato detto di immaginare di giocare a tennis per dare una risposta “sì” e di rimanere rilassati per dare una risposta “no”. Le risposte positive comportano una serie di alterazioni che Owen ritiene molto chiare, tra cui un picco di ossiemoglobina e una leggera diminuzione della deossiemoglobina.

Fonte: Futuroprossimo.it, 28 febbraio 2020

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