- Scritto da Damiano Brunello
- Categoria: Pratiche di inclusione
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L'osservazione sistematica a fondamento della didattica inclusiva
Il contributo presenta un progetto inclusivo sviluppato in una classe prima di un Istituto Tecnico a indirizzo economico, nato dall’osservazione di un gruppo classe eterogeneo e, in particolare, dei bisogni e delle potenzialità di D., uno studente con disabilità intellettiva lieve. Il progetto ha preso spunto da un oggetto iconico, di uso quotidiano e vicino agli interessi degli studenti come la scarpa sportiva, meglio chiamata sneakers. A partire da questo elemento è stato costruito un percorso interdisciplinare tra Economia, Geografia e Diritto, nel quale il tema delle sneakers è diventato occasione per affrontare temi come la creazione del prezzo di vendita, la filiera produttiva, la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa. Le sneakers sono state, oltre che un espediente per aumentare la motivazione e la curiosità degli studenti, anche la base per costruire un percorso nel quale obiettivi disciplinari potessero intrecciarsi con quelli inclusivi. L’esperienza ha mostrato come l’osservazione del contesto, la gradualità delle richieste e la costruzione di condizioni di partecipazione possano trasformare un’attività didattica in un’esperienza autenticamente inclusiva.
«Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo, è mai sprecato» (Esopo). Da questa frase nasce, in una scuola media, un progetto sulla pace ispirato alla Marcia dei Bruchi, la manifestazione nata a Bressanone da cui prendono vita, ogni maggio, eventi analoghi sul territorio: in Trentino si tiene a Trento, in Piazza Dante. Come il bruco diventa farfalla, la pace si raggiunge camminando lenti: l'obiettivo è trasformare la fragilità di uno nella forza di tutti.
L'ambiente scolastico dovrebbe rappresentare un contesto privilegiato di crescita e inclusione. Per alcuni studenti, tuttavia, può trasformarsi in uno spazio di profondo isolamento. Questa solitudine esistenziale, diffusa tra molti giovani, assume per gli alunni con disabilità un peso ulteriore, potendo compromettere la costruzione di un solido Progetto di Vita. Il contributo presenta una proposta formativa realizzata con gli studenti di una classe terza di scuola secondaria di primo grado attraverso un percorso metaforico ispirato all'immaginario della miniera. L'intervento ha intrecciato metodologie cooperative, game based learning e didattica laboratoriale, con l'obiettivo di favorire lo sblocco emotivo e relazionale di Elsa e di promuoverne la socializzazione all'interno del gruppo classe.
Riconoscere l’altro da sé nella propria identità, al dì là di stereotipi e pregiudizi e al contempo comprendere e costruire il proprio Sé nel confronto con gli altri, è un passaggio fondamentale nel percorso formativo di ogni persona e la scuola diventa il luogo privilegiato dove portare avanti questo percorso esistenziale.