- Scritto da Iris Arioli e Simona Agostini
- Categoria: Pratiche di inclusione
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L’arte della comunicazione in tutte le sue forme
L’inserimento all’interno di una nuova scuola, che accoglierà giovani preadolescenti per un intero triennio, è un passaggio delicato e denso di emozioni. Una fase che risulta essere ancor più delicata per una studentessa proveniente da un contesto migratorio e appena trasferita in una nuova città. La ragazza, infatti, utilizza la LIS come unica modalità comunicativa acquisita nel Nuovo Paese, una lingua completamente estranea al nuovo gruppo classe. La sfida messa in campo durante un’esperienza di tirocinio nella scuola secondaria di I grado, narrata all’interno dell’articolo, è stata sviluppata come progetto di tirocinio di didattica inclusiva. Il progetto, “Mantova InSegni!” è un percorso educativo che unisce musica, arte, Lingua Italiana dei Segni e conoscenza del territorio. Le esperienze hanno fornito la possibilità di vivere l’esplorazione, che ha assunto una forma di linguaggio speciale e, allo stesso tempo, ha avvicinato gli alunni della classe alla comunità locale, in particolare alla città di Mantova.
Ogni progetto educativo nasce da un'osservazione. Spesso nasce da un ragazzo che smette, anche solo per un momento, di essere invisibile. Erasmo è un adolescente con diagnosi di Disturbo da deficit di attenzione e Disturbo oppositivo provocatorio. La sua storia scolastica parla di note disciplinari, espulsioni, una bocciatura. Da sempre etichettato come "il problema della classe", Erasmo aveva costruito intorno a sé un'identità fatta di sfide, parolacce, provocazioni. Ma dentro quell'armatura, c'era un ragazzo che aspettava di essere guardato con fiducia. Il punto di svolta è arrivato durante una lezione di storia sulla Prima Guerra Mondiale. La docente curricolare stava parlando dei giovanissimi soldati italiani, strappati alle famiglie e gettati nell'orrore delle trincee, quando Erasmo ha cominciato a fare domande. Una dopo l'altra. Con una curiosità inedita. Quella piccola scintilla è diventata il punto di partenza di un intero percorso. 
L'articolo descrive un progetto multimediale realizzato in una classe terza di un Liceo delle Scienze Umane, incentrato sulla figura di Gino Bartali, Giusto dell'Umanità. Il progetto ha avuto come obiettivo principale il superamento degli individualismi e la costruzione di un gruppo classe coeso e inclusivo, attraverso l'utilizzo di metodologie didattiche attive e strumenti digitali innovativi. La realizzazione di un cortometraggio, frutto del lavoro collaborativo degli studenti, ha costituito il cuore del percorso, portando alla luce talenti inaspettati e favorendo la piena partecipazione di tutti, compreso uno studente con disabilità. Il progetto dimostra come l'intreccio tra tecnologia, narrazione storica ed educazione emotiva possa trasformare una classe in una vera comunità di apprendimento.