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Pratiche di inclusione

La rubrica riporta alcuni dei buoni esempi di progettazione didattica inclusiva realizzati nell'ambito del Corso di specializzazione sul sostegno dell'Università di Verona. Ogni articolo, oltre a illustrare il progetto realizzato durante il tirocinio, riporta anche un link che rinvia al prodotto multimediale elaborato a supporto del progetto.

  • Scritto da Deborah Mollo, Katia Giovanelli, Elisa Garieri
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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FARE: un percorso di inclusione attraverso la parità di genere

fareIl progetto "FARE per gli altri e con gli altri" nasce dalla convinzione che l'apprendimento significativo si realizzi attraverso la partecipazione attiva e la responsabilità sociale condivisa. L'esperienza si è sviluppata in una classe seconda della scuola secondaria di II° grado, con particolare attenzione a un'alunna, che chiameremo A., seguita per un disturbo del linguaggio. L'approccio progettuale ha privilegiato la flessibilità: molte delle idee iniziali hanno subito modifiche in itinere per rispondere più efficacemente alle esigenze del gruppo classe. 

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  • Scritto da Anna Maria Favale, Bina Madeo
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Tra silenzi e parole: dalla frammentazione dadaista al racconto condiviso

“La magia, la necessità di credere nei sogni e il valore dell’Amicizia sono al centro di tutti i racconti. I brani raccontano con efficacia, semplicità, fantasia e proprietà di linguaggio il tema che era stato assegnato, senza perdere di vista la realtà della vita quotidiana”. In questa citazione è racchiusa l'essenza del progetto educativo realizzato presso un Liceo Musicale di Verona, incentrato sull'inclusione scolastica attraverso la scrittura creativa collaborativa.
L'iniziativa, che ha coinvolto una classe prima di 28 studenti di cui uno con disabilità, si è articolata attorno alla partecipazione al concorso letterario "Con Ali di carta, la narrazione che cura" dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. Il progetto ha integrato metodologie didattiche innovative - dal caviardage al dadaismo letterario, dallo storytelling collaborativo alle tecnologie digitali - con l'obiettivo di promuovere l'inclusione, sviluppare competenze comunicative e favorire la collaborazione tra pari. 

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  • Scritto da Claudia Depaoli, Monica Astuto, Isabella Bergamini
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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Un viaggio nelle arti per conoscerci e riconoscerci: metodologie inclusive nella scuola secondaria

È possibile imparare a conoscere e riconoscere le emozioni attraverso le arti e il proprio corpo?
Il progetto Emozioni: istruzioni per l’uso, ha avuto l'obiettivo di promuovere l’inclusione scolastica e la valorizzazione del singolo, trasformando l’aula in uno spazio di ascolto, rispetto e consapevolezza. L’esperienza educativa ha intrecciato saperi scolastici, attività creative e modalità di lavoro collaborativo, dando vita a un percorso ricco e stimolante. Gli alunni hanno avuto l’opportunità di esplorare e dare voce al proprio mondo interiore, potenziando le competenze cognitive e metacognitive, le abilità relazionali e la capacità di regolare le proprie emozioni. L’utilizzo mirato di tecnologie digitali ha dato nuova forza ai concetti e alle riflessioni maturate durante il percorso, rendendo le esperienze vissute più fruibili e coinvolgenti. 

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  • Scritto da Tyrone Fabiano Bertolo, Roberta Diolosà
  • Categoria: Pratiche di inclusione
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La Progettazione Universale nella formazione della classe inclusiva

UDL_TFAL'articolo documenta un'esperienza di ricerca-azione condotta presso un liceo scientifico, finalizzata alla promozione di pratiche inclusive attraverso il superamento delle tradizionali barriere didattiche e relazionali tra studenti con differenti profili di funzionamento. L'intervento si propone di evidenziare come l'interazione autentica tra pari possa costituire un fattore di sviluppo delle competenze sociali e di cittadinanza attiva per l'intera comunità scolastica. Il progetto è stato realizzato in un contesto istituzionale caratterizzato da elevati standard e da una cultura organizzativa tradizionalmente orientata alla selezione, elementi che hanno determinato una limitata presenza di studenti con Bisogni Educativi Speciali e una certa resistenza verso l'adattamento dei percorsi curricolari. In risposta a tali criticità, l'approccio metodologico adottato si è fondato sui principi della Progettazione Universale per l'Apprendimento (Universal Design for Learning), con l'obiettivo di promuovere un cambiamento sistemico nelle pratiche educative e favorire lo sviluppo di una cultura dell'inclusione condivisa da tutti gli attori del processo formativo.

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