- Categoria: Disegno ed espressioni artistiche
- Scritto da Elisabetta Galuppi
L’arte narrativa del disegno infantile - Diverse rappresentazioni del corpo
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Diverse rappresentazioni del corpo
Con la progressiva conoscenza strutturale del corpo (prima fase statica), la proiezione della propria raffigurazione nello spazio (seconda fase dinamica), la percezione e la consapevolezza del movimento, l’immagine del corpo si completa.
“Il proprio corpo è il punto di riferimento più intimo di ogni persona. Un punto di riferimento che guida in qualche modo colui che disegna verso quella che risulterà essere per lui una rappresentazione obiettiva, la più soddisfacente, di una persona. Rappresentazione nella quale intervengono fondamentali meccanismi di difesa (quelli dell’identificazione, della proiezione e della introiezione certamente). Per questi motivi il disegno della figura umana diventa, per il soggetto, la naturale occasione per esprimere la propria immagine corporea e proiettare conflitti e bisogni" (Crocetti, 2001, p.83).
Questo schema evolutivo-strutturale, ha orientato gli studi verso il tentativo di collegare l’evoluzione della figura umana alla maturazione cronologico-intellettuale del bambino e di formulare scale di valutazione standardizzata ma, forti perplessità relative ad una multifattorialità di variabili poco controllabili (motivazione, abilità grafica, esercizio o interesse del momento) ha mantenuto la formulazione del reattivo sostanzialmente fedele alla prima versione se non meno esigente nella lettura statistica dei risultati.
A. Oliverio Ferrarsi (1973) scrive a questo proposito che senza avere la pretesa di ottenere un punteggio preciso è tuttavia possibile rendersi conto del livello di maturazione osservando il riproporsi, in più disegni dello stesso bambino, di parti del corpo sempre uguali o più valorizzate, la loro posizione reciproca, il dinamismo della figura, l’ambientazione e i dettagli.
Non è inoltre da sottovalutare l’importanza indicativa degli stadi evolutivi da considerare con dovuta plasticità tenendo conto della compresenza di progressioni e regressioni frequenti nell’età infantile: in un unico foglio può esservi la possibilità di rilevare differenti momenti di sviluppo.
Il Drowing-a-person test propone tre aspetti proiettivi fondamentali (Crocetti, 2001):
- può essere la rappresentazione che il bambino fa di sé stesso, il suo autoritratto;
- può essere la proiezione del suo ideale dell’Io, proiezione di bisogni e desideri compensatori;
- può essere la rappresentazione di una figura significativa per il bambino.
Nella sua ultima formulazione il test è stato utilizzato non solo per valutare la maturità intellettuale del bambino ma anche per scoprire eventuali alterazioni legate alla sua emotività. In continuo mutamento l’immagine del corpo sembra sensibile alle influenze che disturbano la vita emotiva e se la figura umana è la proiezione dell’immagine del corpo acquisita con l’esperienza, sarà anche l’espressione inconscia e simbolica del dolore che consente al bambino di essere consapevole dei propri sentimenti.
Il disegno diventa ancora una volta la dichiarazione personale dei pensieri inesprimibili.
In rapporto all’intensità dell’alterazione la rappresentazione del corpo umano assume tipiche connotazioni: il disordine e lo sparpagliamento delle varie parti del corpo, incongruenze evidenti, lo sfregio della figura umana appena disegnata e figure rigide e statiche.
Infine sembra esservi una stretta corrispondenza grafica anche tra il comportamento nevrotico ed i sentimenti d’inadeguatezza: figure piccole, instabili, in fondo al foglio, generalmente a sinistra o all’opposto, dimensioni esagerate di una figura parentale dominante, ombreggiature, accentazione od omissione di braccia e mani, confusione del ruolo sessuale.
Avvalendosi degli apporti teorici e di un atteggiamento interpretativo rivolto innanzitutto all’osservazione e alla riflessione correlata di particolari, modalità esecutive, visioni d’insieme e dialogo con i piccoli autori, i disegni si rivelano ancora una volta importanti strumenti espressivi per la comunicazione non verbale.

