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L’arte narrativa del disegno infantile - L'analisi tematica e simbolica

L’analisi tematica e simbolica

Alla metodologia degli studi formali che arricchisce, in particolarità e puntualizzazioni concrete ed obiettive, l’osservazione del disegno infantile va però accostata in completezza l’analisi tematica e simbolica delle raffigurazioni: un’analisi in termini più strettamente psicoanalitici che estenda l’indagine dalla forma al contenuto e al suo valore narrativo.

La scelta tematica della rappresentazione è l’esito di una concorrenza multifattoriale in cui influiscono situazioni contingenti, emotive, affettive, relazionali, in cui alla percezione visiva si affianca l’elaborazione immaginativa. Nulla accade per caso, nulla è privo di un significato che trascende l’apparenza.

Il desiderio di rappresentare un dato oggetto e il piacere di riprodurre schemi grafici abituali adattandosi a mutamenti deliberati o inaspettati, esprimono l’esigenza di rassicurasi sul proprio potere di significare qualcosa attraverso le immagini. Il disegno diventa un linguaggio espressivo, un racconto iconografico, la narrazione di sé.

Nell’universo simbolico del foglio e dei colori “gli oggetti non fanno parte soltanto di classi d’oggetti, ma si definiscono nei loro rapporti con gli altri oggetti secondo leggi che fanno del nostro universo un mondo di forze e di rapporti. Così il sole simboleggia il calore, la vita e la potenza fecondatrice. In ognuno di questi rapporti esso si trova in una situazione analogica con altri oggetti ugualmente simboli di calore o di vita o di fecondità. Per un verso esso si contrappone alla luna, astro notturno, ma per un altro si contrappone alla terra che illumina.(…) Il bambino può disegnare un leone perché ne ha appena visto uno. Ma per lui il leone è portatore di un significato che lo distingue dagli altri animali. Il bestiario infantile come quello delle favole, è simbolo di un mondo umano e ogni specie riflette questa o quella particolarità caratterologica. Questo campo fantastico che occupa una così larga parte della vita del fanciullo si esprime in modo del tutto naturale nel disegno” (Widlocher, 1965, p.89-90).

Con la prospettiva psicoanalitica non si può più parlare di valori narrativi senza essere coinvolti da storie in cui la dimensione inconscia gioca un ruolo di primo piano.
Le narrazioni si compongono e colorano di mondi da dedurre dalle immagini e dalle parole raccontate svelando la correlazione tra i processi che intervengono nel disegno e i meccanismi dell’attività psichica.

Le motivazioni, la scelta dei temi e le modalità che il bambino utilizza per disegnare sono infatti molto simili a quello che interviene in altri momenti espressivi della funzionalità psichica in particolare durante il gioco e il sogno.

Nel dare lettura interpretativa delle produzioni grafiche sarà fondamentale ragionare anche attraverso i meccanismi difensivi protagonisti dell’attività onirica: l’identificazione, la proiezione, la sublimazione, la condensazione e lo spostamento.
Così come nel gioco il bambino non esprime solamente un semplice divertimento ma offre un’occasione espressiva alla propria fantasia, nel disegno gli oggetti o i paesaggi iniziali per “errori casuali” o tratti sfuggiti al controllo motorio trasformano e modificano i loro destini in nuovi avvenimenti improvvisi e quasi magici che sembrano lontani dall’iniziale progettualità cosciente del piccolo artista.

Lo stupore alla possibile domanda: “Come mai hai scelto di disegnare queste cose?” e il successivo svelarsi di misteriosi intrecci narrativi, permette di scoprire per associazioni di ricordi e fantasie la complessa compresenza di significati proiettati nelle scene disegnate.