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Debate 4.0: come l’AI trasforma la didattica

debate4.0Il Debate è una metodologia didattica regolamentata e innovativa, adottata a livello scolastico e universitario per sviluppare competenze trasversali e favorire l’apprendimento attivo. In questo contributo si esamina il rapporto storico tra questa metodologia e le tecnologie digitali, tracciando un percorso che ha visto il passaggio dall’oralità a un progressivo utilizzo di strumenti informatici e digitali a supporto della preparazione e della diffusione del dibattito. Successivamente, si esplora il valore formativo dell’IA come risorsa per la didattica e per la valutazione, offrendo una panoramica delle modalità e degli applicativi di IA per il Debate.

Introduzione

Il Debate, o dibattito regolamentato, è una metodologia didattica innovativa, applicabile trasversalmente a tutti i livelli di istruzione. Questa pratica è sostenuta non solo dal movimento di trasformazione della scuola Avanguardie Educative (INDIRE), ma anche dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso i Campionati Nazionali di Debate, una competizione nazionale per la valorizzazione delle eccellenze. Inoltre, viene promossa dalla Società Nazionale Debate Italia APS tramite il Campionato Italiano Giovanile di Debate e dall’associazione ASDUNI, che si occupa della promozione e dello sviluppo della didattica, dell’apprendimento e dell’insegnamento a livello universitario.

Il Debate consiste in un confronto regolamentato e argomentato tra due squadre su un tema controverso, giudicato da una giuria, e viene utilizzato per favorire l’apprendimento attivo e significativo, oltre allo sviluppo di competenze trasversali (De Conti e Giangrande, 2017).

A partire dagli anni ‘80, la ricerca accademica sul Debate ha ridefinito più volte i suoi obiettivi. Inizialmente, gli studi si concentravano sullo sviluppo di abilità tecniche, in particolare capacità comunicative e di ragionamento critico (Allen et al., 1999). Successivamente, l’attenzione si è spostata sulle competenze sociali e civiche, oltre che sul successo scolastico (Rogers et al., 2017; Ko & Mezuk, 2021). Attualmente, gli obiettivi sono di valutare la coerenza e l’efficacia del Debate nella misurazione delle competenze didattiche – sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado, e nel contesto dell’esame di Stato, sia nell’università (Russo & Refrigeri, 2023) –, di evidenziare la rilevanza del Debate per il faculty development (De Conti e Manzini, 2024), e di impiegare questa metodologia nella didattica dell’Intelligenza artificiale (Zulkarnain & Mansor, 2023).

Debate, tecnologie e tecnologie digitali

Storicamente, l’uso delle tecnologie non è mai stato indispensabile per la pratica del Debate. Forme analoghe di confronto dialettico esistevano già prima dello sviluppo della scrittura, e ancora oggi esistono circuiti in cui i giudici non prendono nota dei discorsi, basando le loro analisi su ciò che risulta memorabile e strutturato retoricamente. È il caso del formato Public Forum Debate, in quanto coinvolge nella valutazione anche persone non esperte, e che non richiede loro alcuna formazione specifica o di prendere appunti durante i discorsi (AUDL, 2024; Hannan et al., 2012). Tuttavia, nel corso dei secoli sono state sviluppate sofisticate tecniche legate all’oralità e alla dialettica. Si pensi, ad esempio, ai topoi (Aristotele, Trad. Colli, 1990), ai luoghi comuni (Quintiliano, Trad. Calcante e Corsi, 1997) o alle mnemotecniche (Comenio, 1993; Lullo, 2002).

A partire dagli anni ‘80, con la diffusione dei personal computer, le tecnologie digitali hanno iniziato a svolgere un ruolo sempre più rilevante anche nell’ambito di questa metodologia didattica. Narahiko Inoue, professore emerito presso la Facoltà di Lingue e Culture dell’Università di Kyushu, racconta della sua prima esperienza di ricerca in banche dati commerciali avvenuta durante la stagione dibattimentale 1985-1986. Al tempo studente presso l’Università di Tsukuba, in Giappone, Inoue testimonia che l’accesso privato ai database commerciali avveniva tramite Delphi e CompuServe, due servizi online commerciali anteriori a Internet, tramite un “modem acustico”, ossia un dispositivo per la trasmissione di dati su linee telefoniche standard (Inoue, 2023).

In ambito statunitense si attesta la condivisione, attraverso e-mail o supporti fisici come floppy disk, di materiali informativi e formativi per alcuni dei circuiti di dibattito più frequentati. Tra questi, rientravano le riviste online delle principali organizzazioni dibattimentali, gli archivi di evidenze e i casi delle mozioni, (mensili, semestrali e annuali) che le squadre dovevano affrontare (NS&DA, 1999). Tali documenti (briefs) fungevano da guide per aiutare i partecipanti a presentare le idee in modo chiaro e conciso, includendo informazioni specifiche quali: il tema del dibattito, gli argomenti principali, le prove a sostegno delle tesi e le strategie di esposizione (Fryar et al., 1995). Ma già prima del 1996 c’era chi aveva iniziato ad impiegare applicativi informatici nelle competizioni e a regolamentarne l’uso (Wisdom, 1996). Con la diffusione di Internet e l’introduzione dei primi motori di ricerca a metà degli anni ‘90, le tecnologie informatiche iniziarono ad essere impiegate nel Debate, a poco a poco, direttamente per la ricerca di informazioni.

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Autore: Manuele De Conti, docente di Storia e teoria dell'educazione presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e di Etica presso l'Università Cattaneo LIUC. Da circa vent’anni si occupa di metodologie didattiche innovative, con particolare attenzione alla pratica del Debate, promuovendo l’apprendimento attivo e lo sviluppo delle competenze trasversali


copyright © Educare.it - Anno XXV, N. 3, Marzo 2025