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Replicare alla controparte in un dibattito regolamentato

gruppi-discussioneIl termine «replicare» copre un’ampia varietà di significati che vanno dalla semplice e piana risposta alla più bellicosa ritorsione. Sinonimo di ribattere, controbattere ed obiettare, replicare indica generalmente l’azione di opporre argomenti a tesi ed argomenti avversari. Tecnicamente si riferisce all’esecuzione di una o più tattiche volte a mostrare la debolezza della posizione antagonista che è poi il compito da svolgere nell’intervento di replica di un dibattito regolamentato: mostrare la debolezza degli argomenti della controparte avvalendosi delle tattiche più appropriate alla situazione.

Contestare tesi e argomenti è un compito centrale dell’impresa conoscitiva e sociale dell’uomo. Epistemologicamente, la replica permette di saggiare la solidità delle teorie scientifiche e dei risultati della ricerca scientifica. Cognitivamente, permette di elaborare opinioni oggettivamente più certe e decisioni più ragionevoli sostenendo l’autocritica e contenendo gli errori determinati dalle tendenze sistematiche della nostra facoltà di ragionamento. Socialmente, è esercizio della libertà d’espressione e si oppone alla censura e al totalitarismo.

Tuttavia, per essere in grado di svolgere con competenza questo compito in contesti dibattimentali regolamentati, oggetto di questi articoli, è fondamentale conoscere le modalità attraverso cui replicare. Individuare e impiegare le più appropriate tecniche permetterà infatti d’elaborare quei discorsi con cui mostrare le fragilità della posizione concorrente che costituiscono gli interventi denominati “di replica”.


Tecniche di replica

La letteratura specialistica presenta molteplici tecniche di replica. Non essendo possibile, né utile, presentarle tutte ne esporremo di seguito alcune, schematizzandole in riferimento al modello argomentativo di Toulmin presentato nei precedenti articoli.

Accettabilità delle premesse

  • Negare l'accettabilità delle premesse
  • Accettare le premesse, ridimensionandone la categoricità
  • Accettare le premesse, derivandone conseguenze contraddittorie o negative

Rilevanza delle ragioni o delle prove

  • Negare la rilevanza delle ragioni o delle prove
  • Accettare prove o ragioni, ridimensionandone la rilevanza per la tesi

Sufficienza delle prove o dei dati

  • Negare la sufficienza delle prove o dei dati
  • Negare la presenza di prove o dati

Contestare l’accettabilità delle premesse

  • Negare l'accettabilità delle premesse: questa tecnica consiste nel contestare la verità, o la probabilità, delle premesse dell’argomento avanzato dalla controparte. A questo riguardo è necessario riuscire ad individuare le premesse e valutare se esistano controesempi o dati che possano permettere di contestarle. 
«È inutile votare alle prossime elezioni poiché tutti i politici sono corrotti».
«Non è vero che i politici siano tutti corrotti poiché molti di essi non hanno mai compiuto reati né hanno mai ricevuto avvisi di garanzia».
  • Accettare le premesse, ridimensionandone la categoricità: in questo caso non si nega che le premesse siano vere o probabili bensì che esse non sono così veritiere o così probabili come le si vorrebbe far riconooscere.
«Le arance sono un frutto con tantissima vitamina C e per questo devono essere mangiate».
«Sebbene sia vero che le arance abbiamo vitamina C ci sono moltissimi altri frutti con un contenuto di vitamina C doppio o decisamente superiore come il kiwi o il piccolo frutto della rosa canina. Pertanto possiamo scegliere di mangiare altra frutta».
  • Accettare le premesse, derivarne conseguenze contraddittorie o negative: la presente tecnica è ben rappresentata dai principi di alcune discipline marziali che suggeriscono di sfruttare la forza del proprio avversario affinché si ritorca contro di esso. 
«L’Unione Europea controlla le nostre spese e i nostri investimenti. In tal modo possiamo essere sicuri che i nostri soldi non vengano sprecati».
«È vero che l’Unione Europea controlla le nostre spese ed investimenti, ma proprio per questo non siamo più liberi di investire secondo il nostro più diretto tornaconto».

Contestare la rilevanza delle ragioni o delle prove

  • Negare la rilevanza delle ragioni o delle prove: spesso capita che argomentando si avanzino ragioni o prove irrilevanti per la tesi da difendere. La frequenza con cui tale errore occorre ci induce a dover tenere sempre a mente questa efficace tecnica che consiste nel mostrare come quanto addotto dalla controparte non rafforza la tesi ventilata, bensì una diversa.
«È giusto che la provocatorietà dell’arte sia limitata per legge poiché spesso gli artisti feriscono la sensibilità di minoranze o gruppi religiosi. È il caso di Jan Fabre, artista belga la cui performance consistente nel lancio di gatti ha condotto a ferire questi animali».
«Il riferimento a Jan Fabre al più mostra che qualche artista abbia violato dei diritti degli animali e non che abbia ferito la sensibilità di minoranze o gruppi religiosi».
  • Accettare prove o ragioni, ridimensionando la rilevanza per la tesi: a differenza della precedente tecnica, che suggeriva di valutare ed eventualmente criticare l’irrilevanza di prove o ragioni, in questo caso viene suggerito d’analizzare, e se opportuno dichiarare poco rilevanti, i dati, gli esempi o quanto addotto a conferma della tesi.
«È giusto che alle donne siano destinati un maggior numero di posti in Parlamento. Infatti ciò permetterebbe la discussione di problemi importanti per le donne e spesso trascurati. Barbara Burell, docente di Scienze Politiche alla Northwestern University, in uno studio longitudinale che copre gli anni dal 1968 al 1992, mostra che i politici donne si occupano più degli uomini di argomenti quali l’eguaglianza di genere, la cura degli anziani ed i sussidi per i figli».
«Lo studio di Barbara Burrel permette di concludere solo limitatamente che un maggior numero di posti in Parlamento per le donne permetterebbe la discussione di problemi per loro importanti e spesso trascurati. Infatti tale studio non solo si riferisce ad un contesto differente da quello italiano ma è stato condotto in un periodo in cui gli stessi uomini non erano sensibilizzati a tali questioni quanto oggi ».

Contestare la sufficienza delle prove o dei dati

  • Negare la sufficienza delle prove o dei dati: questa tecnica richiede di mettere in evidenza che sebbene le prove siano vere o probabili, e al tempo stesso rilevanti, sarebbero insufficienti per derivere le conclusioni sostenute. 
«Tutti i cigni sono bianchi. Infatti i cigni visti finora sul nostro territorio erano di questo colore».
«Non è corretto concludere categoricamente che tutti i cigni sono bianchi sulla base di pochi o limitati casi. Altrove potrebbero infatti esistere cigni di altro colore».
  • Negare la presenza di prove o dati: questa tecnica, sebbene non confuti definitivamente gli argomenti della controparte, può promuovere nei riceventi la sospensione del giudizio, se non un atteggiamento scettico. Infatti, evidenziando che gli argomenti non sono supportati da prove o dati, si riduce la loro carica persuasiva fino a quando tali elementi non siano presentati. 
«Nel nostro quartiere c’è un tasso di criminalità superiore a quello degli altri quartieri della città»
«Questa è solo un’affermazione. Quali sarebbero i dati che dimostrano che in questo quartiere c’è più criminalità che in altri?».

Conclusione

Replicare è un compito tanto difficile quanto importante e non va frainteso con un impulsivo atteggiamento critico a cui oggi molti programmi televisivi abituano. Anzi, replicare in modo efficace alla controparte richiede sviluppate capacità d’ascolto, poiché non solo è bene sintetizzare l’argomento verso cui indirizziamo l’obiezione prima di esporla, ma soprattutto perché se non ascoltiamo attentamente la controparte rischiamo di rispondere a ciò che non ha mai detto. Le tecniche qui presentate aiutano proprio in questo delicato compito indirizzando l’attenzione sugli elementi che compongono le argomentazioni e sulla loro relazione, e non sull’interlocutore. Seguendo questi spunti sarà possibile individuare le debolezze delle posizioni concorrenti e costruire così un efficace intervento di replica per l’incontro di dibattito regolamentato.

Tuttavia, come accennato in precedenza, le tecniche presentate in questo articolo sono solamente alcune tra quelle codificate dagli studiosi della disciplica. Pertanto, per approfondire o avere altre prospettive sull’argomento, in Botta e risposta. L’arte della replica Adelino Cattani dedica due ampi capitoli sulle tecniche e le modalità di replica, e nel suo 50 discorsi ingannevoli presenta una sistematica esposizione di ragionamenti fallaci che può essere assunta come punto di partenza, vuoi anche privilegiato, per imparare a replicare, contestare, obiettare.

Esercizi

  1. Su dei fogli di carta fate scrivere a ciscun studente la posizione che vuole difendere. Successivamente fate circolare i fogli in classe in modo che ciascun studente scriva un’obiezione sui fogli dei compagni. Una volta che i fogli sono tornati agli studenti originari invitate a turno a rispondere alle obiezioni elencate.
  2. Dividete la classe in gruppi di tre e presentate loro un argomentazione. Fate elaborare a ciascun gruppo un’obiezione. Per enfatizzare i passi in cui un’obiezione deve essere esposta, al primo fate ripetere l’argomento verso cui l’obiezione è diretta; al secondo, l’asserzione in cui è sintetizzabile l’obiezione; al terzo il supporto per l’affermazione fatta.

 


Bibliografia

  • Cattani A., Botta e risposta. L’arte della replica, Il Mulino, Bologna, 2001.
  • Cattani A., 50 discorsi ingannevoli, Edizioni GB, Padova, 2011.
  • Groarke L. A. e Tindale C. W., Good Reasoning Matters!, Oxford University Press, Ontario, 2008.

copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 8, agosto 2014