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  • Categoria: Dibattito a scuola

La logica delle argomentazioni - Seconda parte

Infine rimane da discutere il criterio della rilevanza. Affinché un’argomentazione sia considerata solida, buona o plausibile non solo gli elementi devono essere accettabili e in quantità sufficiente, ma la tesi sostenuta deve seguire anche dagli elementi posti. Ad esempio, se si deve sostenere che sia giusto destinare alle donne un maggior numero di posti in parlamento, avanzare dati che mostrano come le scelte del governo non abbiano prodotto risultati positivi non è rilevante per la nostra tesi. Diverso, invece, sarebbe presentare gli studi che mettono in evidenza che la presenza di donne in politica favorisce la discussione di problemi quali la solidarietà, la cura degli anziani e la qualità della vita, altrimenti poco considerati. La rilevanza, a differenza dell’accettabilità e della sufficienza, non riguarda gli elementi delle argomentazioni ma la loro relazione.

Pertanto, quando si preparano argomentazioni per sostenere le tesi assegnate per un dibattito regolamentato, non solo è fondamentale reperire ragioni, motivi, dati, esempi, princìpi o teorie, ma è altrettanto importante che tali elementi siano accettabili per un uditorio composto da persone ragionevoli, che siano in quantità sufficiente per consolidare le tesi sostenute e che tali elementi intrattengano una relazione che permetta, a partire da essi, di concludere validamente le tesi difese.

Esercizi utili

1. Trovate un tema di interesse per gli studenti come, ad esempio, se sia giusto scaricare da internet materiale protetto da copyright. Assegnate poi il compito di trovare delle ragioni a favore o contro di esso stimolando ad individuare argomenti che possano essere accettabili per le varie parti in causa come, ad esempio, per gli autori, per i fruitori, per il legislatore, per i finanziatori, ed altri. 

2. Fornite ai dibattenti una serie di semplici affermazioni variamente quantificate (Cfr. Sostenere una posizione: gli elementi delle argomentazioni) come «A tutti piace la cioccolata», «Ad alcuni non piace stare in luoghi affollati», «I pesci non sono mammiferi», «Molto spesso i programmi televisivi non sono educativi», etc. Successivamente fate riflettere su quante prove, o casi, devono essere presentati per ciascuna affermazione affinché possa essere riconosciuta come plausibile.

3. Ritagliate una ventina di cartoncini della dimensione di 10 x 7 cm. Su tre di questi scrivete, per ciascuno, una tesi diversa. Su altri  tre scrivete, per ciascuna tesi, un argomento a suo favore, mentre per ogni ragione individuata compilate due cartoncini con dati, esempi o prove a suo sostegno. Su altri tre cartoncini scrivete i princìpi o le teorie che stanno alla base di ciascuna ragione individuata seguendo le indicazioni di questo e dei precedenti articoli di questa serie.  Infine, sui cinque cartoncini rimasti, scrivete ragioni, prove o princìpi che nulla hanno a che vedere con le tesi da voi scelte per l’esercizio. Mescolate il tutto e date i cartoncini così mischiati al gruppo dei dibattenti con la consegna di ricostruire le argomentazioni.

 


Bibliografia di riferimento

Groarke, A. L., e Tindale, C. W., Good Reasoning Matters! A Constructive Approach to Critical Thinking, Oxford University Press, Oxford, 2008.


copyright © Educare.it - Anno XIV, N. 5, maggio 2014