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L'educazione familiare rivolta a genitori di ragazzi adolescenti - Seconda parte

In cosa consiste un incontro di educazione familiare

Arricchire la persona, permettere di esprimere idee, condividere opinioni e confrontarsi con gli altri, prendersi cura di sé, conoscere in modo più approfondito le risorse e capacità personali utilizzarle nella vita quotidiana, rompere l’isolamento delle famiglie sono soltanto alcuni degli obiettivi generali degli incontri di educazione familiare.

Cosa può contribuire al raggiungimento di tali obiettivi ?

- Lavorare sulla comunicazione verbale e non verbale
- Potenziare le capacità di ascolto
- Favorire scambio e il confronto con altri genitori
- Permettere ai genitori di conoscere in modo più approfondito le tappe di sviluppo dei propri figli
- Permettere ai genitori di parlare dei modelli educativi ricevuti e confrontarli con quelli attuali
- Rivalorizzare l’importanza della cura di sé
- Riuscire a mettersi nei panni dell’altro
- Valorizzare la diversità all’interno del gruppo

Sono punti essenziali che dovrebbero essere toccati durante gli incontri cercando sempre di valorizzare le diversità individuali, culturali e relazionali del gruppo.


Progetti di educazione familiare

Nel 1990 a seguito del vertice mondiale per l’Infanza, che ha riunito 71 paesi, Vi è stata la firma della Dichiarazione Mondiale a favore della Sopravvivenza, della Tutela e dello sviluppo dei bambini.
Il governo canadese ha attivato il programma P.A.C.E (Programma per l’Azione Comunitaria a favore del Bambino); in questa occasione sono stati creati e coinvolti servizi-psico-socio-educativi destinati al bambini e a genitori.
In Quebéc sono stati attuati, con il coinvolgimento di organizzativi Comunitari e Servizi socio-sanitari Locali Pubblici, 244 progetti PACE-Q, alcuni dei quali rivolti all’educazione familiare.
Un equipe di ricercatori di diverse Università del Quebèc ha poi verificato il risultato ottenuto dai progetti attuati.
Ad esempio per verificare i risultati di un progetto, che prevedeva incontri rivolti sia genitori di bambini a rischio sia ai loro figli e che ha visto coinvolte circa 657 famiglie, sono stati somministrati pre-test e post test volti ad analizzare i seguenti aspetti:

Riguardo alla dimensione del bambino:
- problemi di comportamento
- problemi di competenza sociale

Riguardo alla relazione genitore-figlio:
- le punizioni utilizzate
- la frequenza delle interazioni negative
- la struttura educativa genitoriale

Riguardo alla dimensione relativa alla famiglia:
- lo stress del genitore
- sintomi depressivi
- i problemi di funzionamento familiare
- la soddisfazione genitoriale
- ilsenso di controllo
- la percezione dei genitori riguardo al miglioramento attribuibile alla loro partecipazione al progetto PACE-Q

Si sono verificati effetti positivi diretti e indiretti su diverse dimensioni del bambino, del genitore e della famiglia, inoltre si sono riscontrati maggiori progressi, riguardo al comportamento del figlio, quando genitori e figli partecipavano entrambi alle attività (Ercilia Palacio-Quintin e Remì Coderre,Milani P. 2001,188-190)


Chi si occupa dell’educazione familiare

In passato si sono improvvisati educatori familiari professionisti provenienti da facoltà completamente diverse con percorsi di studio non attinenti al compito che avrebbero dovuto svolgere.

Essendo l’educazione familiare un compito che prevede principalmente competenze pedagogiche ma anche psicologiche e comunicative un dottore laureato in materie pedagogiche, un pedagosista, meglio ancora un pedagogista clinico, che ha avuto un ulteriore formazione nel condurre gruppi e facilitare la comunicazione, potrebbe essere la figura più adatta a svolgere questo compito, meglio ancora se con una formazione specifica in materia. Un pedagogista, uno psicologo, un esperto in campo educativo che trova nel quotidiano, nel normale, nell’assenza di malattia il Focus del proprio lavoro.

 


Bibliografia

  • Vegetti Finzi S., Battistin A. M.: “L’età incerta”, Pedagogia, Oscar Saggi Mondadori, Milano, 2000
  • Milani P. (a cura di): “Manuale di Educazione Familiare Ricerca, intervento, formazione”, Erikson editore,Trento, 2001
  • Milani P.: “Progetto Genitori” itinerari educativi in piccolo e grande gruppo” Erikson editore, Trento, 1994
  • Pelanda E.: “Non lo riconosco più genitori e figli: per affrontare insieme i problemi dell’adolescenza", Franco Angeli – Le Comete, Milano,1998


copyright © Educare.it - Anno V, Numero 1, Dicembre 2004