- Categoria: Problemi al Nido/Scuola dell'Infanzia
Problemi di inserimento al nido
Sono la mamma di una bimba di due anni e mezzo. Dai sei mesi ai suoi primi due anni mia figlia è cresciuta con sua zia e non aveva problemi ad allontanarsi da me. Essendo una bambina molto socievole e desiderosa di apprendere, ho pensato, anche per farla socializzare, di farle frequentare il nido.
L'inserimento non si è rivelato facile, ma la situazione è peggiorata da quando ha cominciato a vomitare a scuola, e lo fa o dopo che io o mio marito siamo andati via, cioè al momento del distacco, o dopo pranzo, momento che di solito condivide con noi.
Le maestre ci dicono che dopo aver vomitato non mostra segni di malessere ma che anzi è come se nulla fosse successo. Mi dicono inoltre che piange ogni qualvolta si cambia aula, nei passaggi al bagno o alla mensa, come se si spaventasse per una situazione nuova. Ovvio che raramente mangia a mensa e quindi molte volte mangia a casa al ritorno con noi...lei a scuola rifiuta il pasto per condividerlo a casa con noi (lo ha riferito alle maestre).
Cosa dovrei fare per questi due problemi?
Cara mamma,
l’inserimento al nido rappresenta sempre un momento faticoso sia per i genitori che per i bambini. Con il mio lavoro vedo arrivare all’asilo nido bimbi di sei mesi che, da così piccini, si trovano a dover metabolizzare un cambiamento di vita non indifferente, non hanno gli strumenti per capire dove si trovano, il perché sono in questo luogo sconosciuto, perché la mamma e il papà vanno via dopo averli accompagnati.
L’unica cosa che può sciogliere questo nodo è creare un’abitudine, una routine in cui il bambino possa sentirsi al sicuro.
Vorrei anche aggiungere che le educatrici in questa fase hanno un ruolo fondamentale e la cosa più saggia che può fare un genitore è fidarsi di loro. Concordo infatti con ciò che le hanno detto a riguardo della condivisione del pasto con voi: probabilmente infatti la sua bimba collega quel momento come molto intimo, e vuole trascorrerlo solo con le persone più importanti. D’altro canto non si può nemmeno pensare di abituarla a mangiare solo con voi.
Aggiungo un’ulteriore riflessione commentando la tendenza che la piccola ha di vomitare in alcuni momenti di distacco: i bimbi così piccoli non sanno ancora esprimere a parole le loro emozioni o sentimenti, di conseguenza mettono in atto delle strategie per lanciare comunque un messaggio. La maggior parte delle volte questo messaggio coincide con una richiesta di attenzione, e infatti la sua preoccupazione sta dando alla bimba l’attenzione che cerca.
Quando si parla di “ricerca di attenzione” ad un genitore, quest’ultimo automaticamente è portato a sentirsi in colpa e a chiedersi: dove sbaglio? Cosa posso fare? Io sono convinta che un genitore che porta il suo bambino all’asilo nido perché deve lavorare non deve sentirsi in colpa, perché il gesto del “lavorare” è un atto d’amore indiretto che facciamo nei confronti dei nostri bambini, e per questo dobbiamo educarli a capire e capirci.
La sua bimba è piccola, quindi questo è un traguardo ancora relativamente lontano, per ora le potrei suggerire di ricreare a scuola una continuità con le abitudini di casa, quindi magari portare un piattino per la pappa simile a quello che ha casa, oppure portare un pupazzetto che la accompagni nei vari spostamenti all’interno dell’asilo.
Infine suggerisco che ogniqualvolta le maestre debbano comunicare le loro preoccupazioni o il fatto che la piccola ha vomitato, lo facciano non in presenza della bambina, perché sicuramente lei è in grado di capire che state parlando di lei, e quindi che è riuscita nel suo intento. Vedrà che se ne parla con le educatrici questa sua richiesta sarà sicuramente rispettata.
Cara mamma spero di esserle stata utile, conti sempre sulla nostra disponibilità.
copyright © Educare.it - Anno XV, N. 6, Giugno 2015
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