#separazioni

  • Amore e dipendenza patologica: i risultati di una ricerca

    imgSecondo le classiche teorie comportamentiste, un comportamento può essere ripetuto e appreso a seconda delle conseguenze che esso produce (condizionamento operante). In altre parole, se la condotta incrementa il senso di benessere essa viene replicata. Nelle dipendenze patologiche si crea un meccanismo di questo genere. L’assunzione di sostanze tossiche o il ripetersi di certe condotte, come il gioco d’azzardo, crea inizialmente una sensazione fisica e psicologica estremamente positiva. Secondo gli studi basati sulle tecniche di risonanza magnetica, la dipendenza attiva, a livello cerebrale, le aree dopaminergiche, in particolar modo le aree mesencefaliche, ovvero quello che viene definito il sistema neurofisiologico delle ricompense e questo concorre a creare le basi biologiche della dipendenza stessa.

  • Come se fosse la fidanzatina di papà

    fotoSono una donna di 52 anni divorziata con due figli maggiorenni. Da un anno sto frequentando un uomo di 50 anni separatosi poco prima di conoscerlo con due figli, il ragazzo di 19 e la ragazza di 14 anni. Il nostro rapporto sarebbe perfetto ed idilliaco se non ci fosse l’ombra costante della figlia.
    Quando ho conosciuto e iniziato a frequentare il mio lui, in una delle prime cose che mi disse era che io non ero prevista nella sua vita perché prima voleva sistemare il rapporto con sua figlia, ma purtroppo all’amore non si comanda, e così abbiamo iniziato la relazione.
    Ora a distanza di un anno le cose con sua figlia non le ha ancora sistemate, anzi... Mi spiego meglio.

    Capisco l’elaborazione del lutto per la separazione dei genitori, capisco il comportamento della ragazzina molto attaccata a suo padre, quello che non capisco è il comportamento di lui nei confronti della figlia. Lui la tiene ogni 15 gg. dal ven. alla domenica, ma negli altri giorni la vede in media ogni 2 giorni, portandosela a casa con lui e facendola dormire da lui, con lui nel suo letto, nel frattempo lei chiama 10 volte al giorno, lui risponde dieci volte al giorno, tra una chiamata e l’altra ci sono poi i messaggini a cui rispondere, con cuori, cuoricini ecc. Premetto che non viviamo insieme, ma nei week end nostri mi fermo spesso da lui, o quando è il suo turno capita che usciamo insieme noi tre o in compagnia di amici e, a parte le quattro parole di convenevoli, lei passa tutto il tempo appiccicata a suo padre. In casa se suo padre esce sul balcone a fumare, lei va con lui, se va in camera, lei va in camera, se va in bagno dopo due minuti va anche lei. Tutto questo senza che lui non dica o non faccia nulla per farle capire che forse sta esagerando, se provo a farglielo notare io, è motivo di discussione, per cui ultimamente sto evitando di farglielo notare.
    Quello che mi chiedo è come mai sta ragazzina non esce mai con le sue coetanee? Non la sento mai dire che deve uscire con le amiche che deve chiamare una amica.. mai! Come mai poi se deve chiamare o mandare un mess. a sua madre lo fa con il cell. di suo padre, e quando invece messaggia con suo padre adopera il suo? A lui ho detto che a me da fastidio che adoperi il suo cellulare anche perché ci sono i nostri messaggi, foto ecc. e poi non ha il suo? Mah...

  • Cosa vivono i figli quando i genitori si separano?

    separazioneLa signora che mi ha posto questa domanda si era separata da sei mesi circa e aveva notato che il comportamento del figlio cambiava spesso e non capiva il perchè. In questo breve articolo vediamo di tratteggiare i principali aspetti della questione.

    I figli subiscono la separazione già da molto tempo prima che i genitori maturano l'idea di dividersi. Consideriamo che i figli vivono con noi sotto lo stesso tetto, assorbono e condividondo tutto ciò che accade nel focolare domestico. Le tensioni che si vengono a creare tra i partner colpiscono involontariamente i figli, che iniziano a risentire del malessere genitoriale. Più che la separazione è la conflittualità tra i coniugi che fa male ai bambini.

  • Il Giudice non può obbligare due ex a diventare buoni genitori

    imgIn Italia, l’immaturità dei genitori non è un motivo valido per costringerli ad andare da uno psicologo per imparare a educare correttamente i figli.

    La Cassazione ha, infatti, annullato una sentenza della Corte d’Appello di Firenze che aveva imposto a due ex coniugi di frequentare percorsi psicoterapeutici individuali e di sostegno alla genitorialità. Il tutto al solo scopo di superare la persistente conflittualità che impediva loro di trovare un accordo su come curare ed educare il figlio.

  • Il negoziato sul merito, tecnica centrale nella mediazione famigliare

    mediazione familiareAll’interno di un percorso di mediazione famigliare c’è sempre un momento dedicato alla negoziazione dei termini degli accordi tra i due coniugi. Questo momento è successivo alla fase in cui si creano le condizioni per poter procedere con la mediazione. Tale momento è centrale in quanto è uno dei frutti più concreti del percorso di mediazione. I due coniugi infatti si rivolgono al mediatore portando problemi negoziali quali:
    - la gestione dei turni di responsabilità rispetto ai figli;
    - le questioni economiche, sia rispetto al patrimonio che al sostentamento continuativo e straordinario;
    - la gestione delle famiglie di origine o dei nuovi partner;
    - le scelte educative importanti (scelta della scuola, partecipazione a percorsi educativi, aspetti legati all’educazione religiosa o spirituale dei figli).

    Il modo, meglio definito come tecniche di negoziato, con cui si affronta un negoziato è garanzia di successo dello stesso, o nella peggiore delle ipotesi del fallimento non solo del negoziato stesso, ma dell’intero percorso mediativo.

  • Il padre è andato via quando mio figlio aveva due anni

    senza-padreLa mia storia è un po' complicata, ho due figli avuti da due padri diversi.
    Dalla prima unione ho avuto una figlia che adesso a 12 anni, con il quale padre ho avuto sempre un ottimo rapporto e fino a qui tutto bene...
    La seconda relazione è andata molto peggio, all'inizio tutto rose e fiori poi il principe azzurro si è rivelato un delinquente, beveva, si drogava e si giocava i nostri soldi (compresi quelli dei mie figli) quindi ho deciso di separarmi nuovamente.

    Da lui ho avuto un figlio bellissimo che adesso ha quasi 8 anni, suo padre se n'è andato quando ne aveva 2.
    Io non gli ho mai negato di vedere suo figlio, si è fatto sentire per un mese dopo di che è sparito e nonostante il mio sforzo e quello degli assistenti sociali non siamo riusciti ad arrivare a niente, anzi mi è stato consigliato di lasciar perdere.
    Da un mese a questa parte mio figlio è cambiato è molto triste e anche a scuola è molto assente e non riesce a concentrarsi come prima.
    Lui non mi chiede mai di suo padre... Parla con la sua foto ma solo in presenza di sua sorella, come se avesse paura del mio giudizio, non riesco a capire ho sempre parlato bene di lui. Come posso aiutarlo?

  • L'attenzione delle scuole verso i genitori separati

    imgLa scuola deve fare tutto il possibile affinché il genitore separato, e non più convivente con il figlio, vigili sulla sua educazione e istruzione. È quanto si legge in una circolare del MIUR che definisce le indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge n. 54/2006.

  • Se la mamma è lontana per lavoro?

    piccolo-principeScrivo a nome di mia figlia che lavora all’estero. Lei e' una mamma di 28 anni con un figlio maschio di 18 mesi, che quando il bimbo aveva pochi mesi ha dovuto fare la difficile scelta di andare a lavorare all'estero per una prestigiosa compagnia aerea, sacrificando il suo ruolo di mamma e compagna.

    All'inizio il suo compagno non era in totale disaccordo e pur non aiutandola nella scelta, non ha fatto nulla per ostacolarla. Passato del tempo la sua ostruzione nei confronti di mia figlia si e' sempre più accentuata e piano piano sono arrivati a separarsi materialmente in quanto non sposati. Lui e' andato a vivere dai suoi con il bimbo e fa dell'ostruzionismo negando a volte la possibilità di vedere suo figlio tramite skype a mia figlia, oppure ora che riesce a tornare a casa una settimana al mese, di fargli vedere e prendere il figlio per poche ore, perché secondo lui e un suo psicologo, la presenza materna sul figlio deve essere graduale altrimenti il bimbo "andrebbe in confusione".

    Questo modo di fare e' secondo il mio pensiero, anomalo. Ricordo i nostri nonni che lavoravano all'estero e che quando tornavano, stavano sempre con noi figli, e non ricordo figli cresciuti con qualche problema per questo motivo.

    Ho motivo di credere che tutto sia architettato in funzione del fatto di far sentire in colpa mia figlia per la sua scelta, facendole capire che se non torna avrà questo tipo di problematiche, e anche peggiorative. In tutto questo contesto, aggiungo che all'epoca della scelta da fare da parte di mia figlia, personalmente le ho consigliato di provare la nuova opportunità di lavoro all'estero, in quanto da genitore so che quel tipo di lavoro e' il lavoro che da sempre sognava di fare, perché era una giusta aspirazione agli studi fatti ed in primis perché sono dell'opinione che nella vita non si debbono avere rimpianti. Aggiungo anche che il fatto che loro due non fossero sposati ha aiutato la scelta fatta.

    In tutto questo scenario, il bimbo cresce bene, non ha problemi di nessun tipo, passa la settimana con la nonna paterna e il padre quando torna dal lavoro, passa 1 giorno la settimana coi nonni materni, per non fargli dimenticare le radici, andiamo a prenderlo e lo riportiamo, quando la mamma torna la riconosce e non fa problemi, e' sereno. Vorrei sapere da voi esperti cosa ne pensate e quali sono le cose da fare per non ostacolare la crescita di un bambino cosi' sereno, grazie.

  • Se non sono il padre biologico ...

    padre-figlioIo e mia moglie abbiamo un problema da risolvere. In famiglia siamo in 4: noi due più un bimbo di 4 anni e 1/2 nato dalla relazione precedente di mia moglie con uno straniero ed una bimba di 1 anno.
    Io e mia moglie viviamo insieme da 3 anni con il bimbo che non ha mai conosciuto suo padre in quanto all'età di 3 mesi è tornato al suo paese e non si è più fatto vivo.
    Il bimbo porta il cognome del padre naturale e siamo in attesa di procedere all'adozione e quindi dargli il mio cognome.
    Per lui sono il suo papà ma ci hanno consigliato di dire al bimbo la verità... come possiamo fare nel dirlo? Mi può per favore aiutare?

  • Un nuovo compagno per la mamma

    bambinaE' la prima volta che scrivo della mia vita e ne parlo con qualcuno. Sono separata da due anni e ho una bimba di 3 anni. Il raporto con il padre ė pessimo, non mi da' il mantenimento e da 4 mesi non vede e non sente la figlia. Da un anno ho un nuovo compagno di vita ma ancora non abita con noi perché non riesco a capire gli atteggiamenti di mia figlia verso di lui.

    Spesso sembra volergli bene ed ė molto gelosa di lui, altre sembra non volerlo e lo tratta malissimo. Preciso che lui ha due bambine di 5 e 8 anni. Quando stiamo tutti insieme stiamo bene ma lei ė gelosa e infatti dice che lui ė delle figlie sue e lei ė del papa suo anche se non lo vede mai.

    Mi da' fastidio che osanni un padre che non ė mai stato un padre e che offenda e tratti male un uomo che non le ha mai fatto mancare nulla, senza un motivo evidente. Avvolte vorrebbe che lui diventasse il padre, altre volte vuole che lui va via e rivuole il papa suo. Non so come comportarmi, sto soffrendo molto. Spero abbiate capito almeno un po' quello che volevo chiedere. Grazie

  • Un padre separato senza riconoscimento

    genitori separatiSono il papà di una bellissima bimba di 3 anni, da quando ne ha uno e mezzo io e la sua mamma non stiamo piu' insieme. La bimba porta il cognome della mamma per via del fatto che non vi era certezza della paternità. Nonostante subito dopo la nascita abbia fatto il test del DNA, ad oggi la madre non mi concede il riconoscimento.
    Mi sono adoperato inizialmente in maniera bonaria poi tramite legale per poterlo ottenere. Fatto è che da quando ci siamo lasciati la mamma vive con un altro uomo che mia figlia chiama babbo. Loro giustificano la cosa come una cosa non voluta ma so che non è così.
    Quando spiego alla bimba che non è il suo babbo vengo accusato di confonderla. In tutto questo, vedo mia figlia ogni 15 gg per sole otto ore a fine settimana.
    Volevo capire, legali a parte, se è un atteggiamento giusto quello della madre.
    N.b. passo gli alimenti anche senza essere riconosciuto e la bimba mi conosce come papà e mi vuole bene... ma io fatico a vederla e sentirla.
    Grazie e scusate per la confusione.