![]()
| Credits | Copyright | Privacy Policy |
I mesi di chiusura delle scuole e di stazionamento obbligatorio in casa, per via della pandemia da Covid-19, hanno dilatato il tempo che genitori e figli hanno trascorso insieme, talvolta portando in evidenza delle criticità. Spesso alcune delle difficoltà riscontrate in tale rapporto sono imputabili ad "errori pedagogici" che questo articolo si propone di individuare.
L’articolo affronta il tema dell’adozione nell’ambito della letteratura per l’infanzia. La rappresentazione della madre e della relazione tra madre e figlia in alcune delle fiabe classiche più conosciute mette in luce come la figura materna spesso venga scissa in due o più personaggi, in modo da mantenere inalterata l’immagine di perfetta bontà della madre e proiettare l’incuranza, la minaccia o la malvagità su una identità esterna alla diade affettiva, la matrigna. Questa complessità va gestita in caso di adozione, scegliendo le fiabe con cura educativa, anche integrando il curricolo di Italiano nella scuola con appositi percorsi narrativi.
La violenza dei figli sui genitori continua a essere un tabù nascosto tra le mura domestiche, con mamme e papà che cercano di sminuire gli insulti e le botte che ricevono, ben consapevoli delle implicazioni affettive e giuridiche di denunciare il sangue del proprio sangue alla magistratura.
![]()
| Credits | Copyright | Privacy Policy |