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Sono 2 milioni i minori in Italia che hanno un disturbo alimentare, ma solo il 10% di loro chiede aiuto o ne parla con i genitori. Si tratta di anoressia e bulimia ma si stanno facendo strada anche abitudini pericolose meno note, come il Binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata).
Chi soffre di anoressia non ama essere accarezzato o abbracciato. A darne per la prima volta una spiegazione scientifica è l’Università di Hertfordshire, con uno studio pubblicato sulla rivista Psychiatry Research.
La Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha sottoscritto gli obiettivi posti dal Ministero della Salute per rimodellare le abitudini dei consumatori orientandoli verso scelte alimentari più corrette e consapevoli.
Occorre sapere che, in Italia, i bambini sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8% del totale, sia a causa di scorrette abitudini alimentari, sia per mancanza di adeguata attività fisica.
Attenzione ai piccoli che non ne vogliono proprio sapere di frutta, pesce e verdura, perché potrebbero soffrire di un disturbo alimentare poco conosciuto e molto sottovalutato: la “mancanza di interesse per l’ingestione sufficiente di cibo”. Si tratta di una patologia che si caratterizza per l’ossessiva selettività con la quale si scelgono gli alimenti: in base al colore, alla consistenza, all’abitudine, al timore dei nuovi sapori.
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