- Categoria: La Bacheca dei Lettori
- Scritto da Laura Alberico
Il gregge e l'immunità
La pandemia è diventata ormai una sorta di arca di Noè sulla quale tutti vorrebbero trovare lo spazio ideale per salvarsi dalle acque tumultuose di un diluvio annunciato. La parola vaccino sembra una password comune a tutti, un magico e unico mezzo di indagine e comprensione di tutti i mali del mondo, un percorso obbligato di rendenzione e salvezza. Le parole di questo tempo hanno trasformato la scienza in pane quotidiano da consumare ormai senza stimoli invitanti, messaggi di una informazione unidirezionale tesa a distribuire divieti e piccole libertà sotto l'insegna di camaleontiche trasformazioni che dipingono i confini di una precarietà ormai radicata e vissuta senza più stimoli ed emozioni.
L'immunità di gregge non evoca pascoli montani, l'aria pura e incontaminata di un panorama nel quale riscoprire gli elementi essenziali di una natura amica, distensiva, accogliente. C'è un esercito che avanza e diventa una uniforme massa di soldati pronti a sentirsi degni di combattere e vincere il nemico. Il gregge diventa un nuovo popolo, una comunità compatta nella quale è difficile scorgere differenze e caratteristiche singole, la diversità biologica e psichica che rende ogni persona unica e diversa dagli altri. C'è però qualche pecorella smarrita che si allontana dal gruppo e si perde....forse la libertà ha il suo prezzo, è un pegno da pagare per guadagnare una immunità cosciente e indipendente dalla massa, lo spazio nel quale decidere e scegliere, senza la paura del potere e della sovranità di una guida o di un capo che comanda.

