- Categoria: Riforme della scuola
Nuove sfide all'orizzonte per la scuola
Una scuola che vuole crescere e svilupparsi deve necessariamente guardare avanti e interrogarsi sul cammino che si vuole intraprendere. Cambiano i tempi, le generazioni, la vita sociale, e così anche il mondo scolastico deve porsi sempre delle domande sul suo futuro; interrogativi che necessitano di una riflessione da parte di tutti gli operatori scolastici ei coloro i quali progettano il futuro della scuola. Individuiamo nella interculturalità e nella multimedialità due sfide, tra le tante, con cui la scuola italiana deve confrontarsi all’inizio di questo millennio.
DALLA MULTICULTURALITÀ ALL’INTERCULTURALITÀ
Gli ultimi dati sulla popolazione scolastica – pubblicati anche sul nostro sito – mettono in risalto un dato che non possiamo ignorare, ovvero la presenza di 320.000 studenti stranieri in più rispetto allo scorso anno. Su questo punto non si può far finta di niente, perché la presenza di questi alunni tra i banchi di scuola richiede una riflessione sotto molti aspetti: educativi, pedagogici, didattici e non ultimo, sociali.
In questi ultimi anni pare ben avviata un’attenzione all’educazione interculturale, anche perché l’Italia stessa si trova in una situazione multiculturale con molte etnie e religioni diverse da quelle storicamente presenti nel nostro Paese. Ciò non significa che si possa parlare oggi di una unica entità sociale tra questi gruppi: il vero ideale da raggiungere sarebbe quello di passare da una multiculturalità una interculturalità, dove le diversità si possano tra loro integrare, non solo sotto l’aspetto di una pacifica convivenza sociale; il tema andrebbe colto anche sotto l’aspetto sapienziale delle varie culture, nelle aspirazioni etiche e religiose, nella volontà di dare un senso etico all’esistenza. Nella multiculturalità, invece, partecipano molte realtà diverse, ma non è sempre scontato che esse siano pronte per convivere serenamente tra loro.
Questa è una grande sfida che proprio alla scuola viene richiesta, più che alle altre realtà sociali del nostro paese, perché la scuola rappresenta il luogo ideale per educare alla cittadinanza. Attraverso l’educazione dei singoli e della comunità si può passare da una situazione di multiculturalità ad una situazione di interculturalità.
Come arrivare a tutto questo? Liberandoci dai pregiudizi e dalla prevenzione, dimostrando una certa disponibilità etica che abbia come punto di partenza la conoscenza e il rispetto culturale per tutte le realtà presenti. Il rispetto dell’identità culturale è una condizione indispensabile per passare da una cultura dell’indifferenza ad una conoscenza e convivialità delle differenze. Ascolto, dialogo, confronto, volontà di accogliere, sono i requisiti fondamentali per acquisire una conoscenza sulle realtà straniere; il concetto di diversità - che in certi casi sorge spontaneo - può rivelarsi molto pericoloso perché potrebbe nascondere in sé una cattiva predisposizione ad accogliere l’altro come un altro “me stesso”.
L’integrazione culturale è per il mondo degli adulti ostacolata dalla mancanza di centri di aggregazione che favoriscano un contatto e una conoscenza dell’altro, mentre per la scuola il compito è più agevole anche per una certa apertura e morbidezza mentale che soprattutto nei bambini appare spontanea. La scuola dovrà realizzare delle attività che vadano bene per tutti, che favoriscano l’integrazione secondo gli strumenti propri di ogni fascia d’età; i programmi non dovrebbero essere cambiati ma dovrebbero sottolineare maggiormente l’educazione alla cittadinanza; inoltre si potrebbero riflettere su alcuni nuclei tematici esistenziali (la vita, la morte, la famiglia, l’amore, la religione, i diritti umani) che riguardano i diversi tessuti esistenziali delle realtà presenti in una classe.
Nella struttura di un discorso pedagogico che si chiede “Chi educo? Come educo? Perché educo?” la scuola del futuro dovrà tenere conto, senza però snaturare la propria identità, della presenza di tanti studenti che domani saranno cittadini attivi nella società. È uno sforzo ad “andare con” la nostra cultura e non “andare contro”….
MULTIMEDIALITÀ
Il diffondersi e l’evolversi in questi ultimi anni dei mezzi tecnologici ha coinvolto anche la scuola, dove è iniziato un processo di informatizzazione che ha coinvolto anche la didattica e la formazione dei nuovi studenti. Si è partiti dalla considerazione – vera ma discutibile – della considerazione dell’importanza di questi mezzi di cui nessuno può farne a meno. Del resto il sistema comunicativo e lavorativo ha subito moltissimi rapidi cambiamenti: abbattendo il fattore distanza oggi si comunica in tempo reale per mezzo del fax, della posta elettronica o di internet. Di fronte a questo scenario è ovvio che la scuola ha dovuto attrezzarsi per fare fronte a questi nuovi scenari.
L’approccio fin dalla più tenera età con i moderni mezzi tecnologici, dai video-giochi ai piccoli computer per bambini, rende più malleabili le nuove generazioni all’apprendimento del loro funzionamento rispetto alle passate generazioni: per molti ancora oggi il computer è uno strumento misterioso, così che i più giovani possono tranquillamente insegnare ai genitori certe funzionalità. Sfruttare questa predisposizione appare come un’ottimo punto di partenza per insegnare a bambini e ragazzi ad usare non solo bene computer, ma usarlo correttamente. In questo senso si è infatti concentrata l’attenzione più sul “saper fare” che sul “come fare”. I corsi di informatica o le ore che i studenti passano a scuola davanti ad un pc, vogliono soprattutto insegnare ad usare il computer, con risultati neanche troppo esaltanti a giudicare da quanti giovani sono spinti ad integrare le loro magre conoscenze informatiche iscrivendosi a corsi privati. Ma ciò a cui non si è pensato è alla formazione di personalità solide e capaci di un severo autocontrollo, richiamando alla loro responsabilità educativa famiglie, scuola, attività formative in genere. Suggestione, dispersione, fuga dalla realtà sono pericoli a cui – soprattutto i più giovani – vengono esposti davanti all’uso di questi mezzi multimediali: la scuola dovrà prendere atto di questo pericolo nel formare e nell’in-formare gli alunni su tutti questi aspetti.
Il rapporto insegnamento-apprendimento con l’introduzione di questi mezzi tecnologici è in continua evoluzione e cambiamento. Oggi molti docenti si avvalgono di supporti informatici-telematici per arricchire le loro conoscenze e trasmetterle ai propri alunni: se questo può essere affascinante e straordinariamente moderno da un lato, dall’altro non può provocare una pur minima eclissi nei rapporti umani tra docente e discente.
L’uso di questi mezzi informatici oltre ad un profondo cambiamento nel metodo di insegnare, ha mutato già in buona parte le tecniche lavorative (pensiamo all’inserimento, fino a qualche tempo fa impensabile, del computer in molti settori); la parabola ascendente è ancora destinata a salire andando ad intaccare notevolmente lo stile di vita, gli usi, le abitudini di molte persone. Davanti ad un simile scenario la scuola dovrà porre l’attenzione a non dimenticare quelle classi sociali più deboli, dove per motivi sociali, culturali, economici, questo processo di informatizzazione fatica a svilupparsi. Formare questi studenti - anche sotto questo aspetto - farà sì che essi non si sentano ancora più svantaggiati rispetto ad altri compagni che hanno modo di usare il computer non solo a scuola ma anche a casa.
Sarà inoltre importante che molte scuole migliorino la propria offerta in questo senso. Non solo nel creare laboratori efficenti e funzionali, ma anche nel dare – fin dalla scuola elementare - insegnanti specializzati, che possano guidare gli allievi da una prima alfabetizzazione informatica fino ad una maggiore padronanza e conoscenza dei mezzi multimediali.
CONCLUSIONI
L’interculturalità e la multimedialità possono sembrare orizzonti nuovi e forse ancora lontani, ma la loro incidenza nel mondo del lavoro e nella socializzazione tra culture sono aspetti che la scuola di oggi non può sottovalutare. La scuola dovrà impegnarsi a non essere una istituzione solo orientata alla trasmissioni delle nozioni e dei concetti tradizionali, ma dovrà sforzarsi continuamente nel leggere e nel respirare gli scenari futuri che si affacciano nel mondo contemporaneo.
Abbiamo affrontato due sfide importanti che la scuola di oggi vede al suo orizzonte: impegni ardui che potranno dare il loro effetto solamente se si metteranno da parte interessi particolari e vantaggi di qualsiasi altro tipo da quelli di una seria e coscienziosa formazione di ogni studente.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 2, Gennaio 2005.

