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Giochi e dialoghi con le storie

  • Corso extracurricolare per il primo ciclo della Scuola Primaria

L’Istituto San Giorgio e l’Associazione genitori Scuola Arcobaleno di Pavia nell’anno scolastico 2003-2004 hanno sostenuto e promosso un Progetto per le attività extracurricolari riconosciuto dalla Regione Lombardia ai sensi della L.R. n. 23/99 intitolato "Creatività e concretezza oltre la scuola".
Inserito nella programmazione delle attività, Giochi e dialoghi con le storie è stato pensato nella più ampia prospettiva di una proposta dedicata ad un’organizzazione delle ore pomeridiane che nel rispetto dei tempi e della disponibilità dei bambini consentisse loro di vivere esperienze formative e creative.

Accanto a corsi di informatica, inglese, calcetto e minivolley si è deciso di affiancare un corso di “Storie”, così rinominato dai partecipanti, per promuovere competenze narrative e dare opportunità all’espressività grafica.
La comunicazione simbolica delle metafore narrative e l’estensione del linguaggio verbale in quello rappresentativo delle immagini, hanno accompagnato gli incontri in un percorso che ha lasciato largo margine all’ascolto delle parole dei bambini e delle parole dei libri letti insieme ma soprattutto alle riflessioni sul comportamento e la convivenza di gruppo in cui le storie personali acquistano protagonismi sebbene motivati talvolta eccessivi.
La programmazione iniziale è stata infatti ripensata dando priorità al rispetto di regole e proposte decise con i bambini durante i primi incontri affinché si stabilissero riferimenti chiari e condivisi per potersi orientare a nuove conoscenze senza dispersioni temporali legate all’impegno di dover ridiscutere ogni volta i presupposti dell’impostazione del lavoro.
L’attenzione partecipata al rapporto relazionale ha progressivamente creato un clima di collaborazione in cui si sono ridefiniti i propositi del progetto di lavoro e soprattutto i tempi organizzativi degli incontri che si sono conformati ad una routine così riassumibile:

  • aggiornamento del registro presenze compilato a turno dai bambini incaricati;
  • scelta del racconto tra i libri a disposizione tenendo presente sia la lunghezza delle storie (si è definita la preferenza di leggere racconti brevi per conoscerne il finale senza attese eccessive) sia il tempo disponibile per ascoltarle;
  • lettura in cerchio seduti per terra su cuscini singoli o combinati per potersi sdraiare in caso di eccessiva stanchezza (i bambini lamentavano in alcune giornate di sentirsi particolarmente affaticati dalla mattinata scolastica);
  • drammatizzazione della storia se desiderio dei bambini vivere il racconto mettendo in scena situazioni e sentimenti;
  • illustrazioni di una storia proposta come filo conduttore degli appuntamenti, raccontata e analizzata nella sua struttura essenziale e materiale di lavoro per la composizione del fascicolo nominale che si è scelto di produrre per la fine del secondo modulo di attività.

La lettura delle storie ha conquistato uno spazio importante inizialmente lontano: i bambini coinvolti più dal desiderio di potersi muovere gestendosi in autonomia hanno progressivamente aumentato i tempi di disponibilità all’ascolto narrativo tanto da rendere il momento del racconto forse più attento e coinvolgente dello spazio dedicato al disegno. Infatti l’attività grafica proposta come illustrazione della storia letta e analizzata in gruppo con l’aiuto dell’adulto, è diventata, a volte, una richiesta impegnativa. 

Talvolta il tempo degli incontri ha trovato i bambini poco disponibili ad accettare la richiesta di una collaborazione continua, sicuramente il primo pomeriggio, dopo un’intera mattinata di attività didattiche, non è di per sé un momento privo di difficoltà e stanchezza. Proprio per questo è stata dedicata particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi di lavoro che per alcuni bambini non sono stati orientati principalmente alla richiesta di un prodotto finito quanto al rispetto delle regole di tranquilla convivenza, al dialogo e all’ascolto delle storie narrate. 

Non sempre è stato facile parlare insieme in assenza di defezioni disturbanti, in alcuni casi abbiamo sospeso qualsiasi attività in attesa di trovare una soluzione che permettesse di raccogliere nuovamente l’attenzione di tutti i partecipanti ma nonostante questi momenti di indubbio allontanamento, la volontà e il desiderio di fare un lavoro insieme è stato il filo conduttore degli appuntamenti che ha consentito di superare le momentanee difficoltà.


Tema e obiettivi 

Il Progetto ha proposto un percorso formativo sulla narrazione attraverso l’ascolto e la lettura di alcune storie, l’utilizzo del disegno come illustrazione delle parole raccontate e il libro quale struttura compositiva di riferimento. 

Raccontare storie ai bambini e parlare con loro utilizzando un linguaggio narrativo consente l’esplorazione di mondi possibili in cui la fantasia trova visibilità dando spazio ad emozioni, pensieri e paure talvolta destinati a rimanere in silenzio. Ed è proprio questa latenza a cui si sono proposti un tempo e un luogo opportuni affinché, desiderandolo, potesse trovare l’occasione per esprimersi. 


In riferimento ad una filosofia pedagogico-didattica che valorizzasse emozioni e creatività accanto all’importanza della trasmissione di contenuti educativi, il corso si è prefissato quindi l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti in momenti di ascolto, di attività grafica e di gioco;

  • momenti di informazione: è stata letta insieme l’esperienza condotta in una scuola del cremonese sulla storia del libro;
  • momenti di ascolto: i bambini hanno dedicato parte del tempo e la loro attenzione all’ascolto di storie narrate;
  • momenti riservati al disegno: disegno come espressione della creatività immaginativa a cui i bambini hanno fatto ricorso per illustrare i protagonisti e alcuni momenti di una storia;
  • e infine momenti di gioco: sicuramente pochi, molte sono state le lamentele dei partecipanti che avrebbero voluto si dedicasse più tempo a questa attività, in cui si è cercato di riflettere dando forma ludica al dialogo espressivo (giochi di parola, giochi di immaginazione, rappresentazioni figurate dei pensieri).

Le produzioni dei bambini sono state infine organizzate in un fascicolo nominale (ad ogni piccolo autore il suo libro) a loro consegnato al termine del secondo modulo (rif. organizzazione incontri) durante l’ultimo incontro in occasione della festa di consegna degli attestati di frequenza.


Organizzazione 
Il corso, rivolto ai bambini del primo ciclo della Scuola Primaria, ha proposto due moduli organizzativi con incontri il Giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00. 
Ai primi quattro incontri, di due ore ciascuno, i bambini hanno partecipato in gruppo unico per l’iniziale impostazione del lavoro mentre nei successivi appuntamenti di un’ora, sono stati definiti due sottogruppi affinché i bambini potessero ricevere maggior attenzione e, tornati in classe, riuscire ad avere il tempo per fare i compiti durante l’attività di doposcuola.


Contesto e materiali
Gli incontri si sono svolti in una delle biblioteche dell’Istituto S.Giorgio collocata all’ultimo piano di un’ala della struttura. Una situazione singolarmente silenziosa, con ampi spazi, arredata con librerie a muro di facile accesso diretto ai bambini e una stimolante dotazione di libri a disposizione. 
Inizialmente a gruppo unico (dalle h 14.00 alle h 16.00), quindi divisi in due sottogruppi (dalle h 14.00 alle h 15.00 e dalle h 15.00 alle h 16.00) i bambini si sono recati in biblioteca il giovedì pomeriggio per partecipare all’incontro con le storie. 
I materiali utilizzati sono stati: libri, stampe da internet, fogli bianchi A3 e A4, cartoncini colorati 50X70, cartoncini bianchi 70X100, matite colorate, pennarelli, forbici, colla, stoffe e cuscini colorati.


Conclusioni 
Bambini desiderosi di muoversi, correre, saltare ma anche lanciarsi oggetti, prendere con veemenza i colori del compagno; bambini poco disponibili ad ascoltare e riconoscere il ruolo dell’adulto; bambini dalle mille richieste perché: “io mi annoio, adesso cosa devo fare?”. 
Noia e senso dell’obbligo, desiderio di essere liberi per poter giocare e incapacità di organizzarsi se non per tempi brevissimi, volontà di conquistare il senso di libertà dalle regole e dai dettami del mondo dei grandi e disorientamento di fronte alle potenzialità dell’assoluto. 
Non è facile relazionarsi senza conflitti con un gruppo di bambini così apparentemente protagonisti della realtà e del loro quotidiano. Quanto farli partecipare alla gestione diretta delle scelte e dell’organizzazione e quanto imporre le proprie decisioni?. 
Una cosa è certa: l’esperienza e le competenze adulte devono proporsi come riferimento comunicativo, orientativo e stimolante perché si possa riflettere e imparare insieme costruendo una relazione di qualità. Molte sono le cose che si dimenticano e trasformano: emozioni, logiche interpretative e elaborative, senso del tempo, priorità legate alle esigenze dei differenti momenti evolutivi; singolarità importanti, da valorizzare, se si decide di dedicare attenzione alla costruzione di un rapporto partecipato. 
Se l’empatia e la comprensione dell’altro non sono da porre in discussione come obiettivi prioritari, rimane l’annosa questione della definizione dei ruoli: chi è il bambino e chi l’adulto?; quali diritti e doveri a ciascuno?. 
Delimitando l’ambito di riflessione alla situazione contingente, dopo il primo impatto iniziale con il gruppo dei partecipanti, è nata la necessità di ripensare proprio al modo di porsi nei confronti dei bambini per poter definire una strategia che, rispettosa delle loro necessità e sensibilità, non comunicasse l’idea di una figura adulta priva di alcun valore di riferimento. 
Regole. Stabilite insieme ma pur sempre regole. Regole a cui tutti attenersi ma inevitabili. Credo che sia fondamentale al di là dei propositi produttivi e delle conquiste cognitive capire che senza rispetto e controllo reciproci è difficile qualsiasi trasferimento di informazioni e obiettivo di piacevole convivenza. 
In un clima di Riforma scolastica in cui la personalizzazione dei percorsi di apprendimento sembra orientarsi all’estrema individualizzazione del passaggio dalle abilità alle competenze, diventa importante poter osservare le difficoltà dei bambini a convivere tra loro e con le figure adulte. Importante perché si pensi di offrire opportunità che realizzino il sogno ambizioso di valorizzare la dimensione personale senza dimenticare di sostenere l’altrettanto fondamentale aspetto della convivenza sociale. 
L’attuale Progetto ha pertanto cercato di sostenere la compresenza dei due piani comunicativi, relazionale e informativo, sperando di riuscire a coinvolgere l’interesse all’ascolto e motivare il desiderio della conquista di nuovi saperi. 
Tecniche possibili, utilizzo di materiali differenti, scoperta di chance espressive probabilmente resteranno i propositi di un Progetto di continuità per il prossimo anno scolastico. 
L’attuale percorso si conclude sostenendo l’importanza educativa di lasciare spazio ad una pedagogia relazionale in cui il prodotto segue le emozioni, il dialogo e il piacere di ascoltare delle storie per poter pensare e imparare a raccontarsi.

 

 


Bibliografia di riferimento

 

  • Ardemagni G., Il libro racconta la sua storia, 2003, Sc. dell’Infanzia di Sesto Cremonese, Cremona in www. Infantiae.org,
  • Armstrong T.,(1987), A modo loro. Valorizzare le intelligenze multiple nel bambino, 1999, Molfetta Bari, Edizioni La Meridiana
  • Bucci M.-Gambacurta F., Tra cielo e terra, 2002, Molfetta Bari, Edizioni La Meridiana
  • Lumbelli L., Comunicazione della Pedagogia Verbale, 1994, Milano, Franco Angeli
  • Rogers C. (1951), La terapia centrata sul cliente, trad.it 1970, Firenze, Martinelli.
  • Sidoti B., Giochi con le storie, 2001, Molfetta Bari, Edizioni La Meridiana


Bibliografia delle storie

  • Dufresne D.-Scouvart R., (1999) Ricordati di Abèl Zebù, trad.it 2002, Edizioni Ape Srl, Milano
  • Fearnley J., (1998) La Strega pasticciona, trad.it 1998, Mondadori, Milano
  • Galuppi E., Cagnone Brontolone, la Strega e il Lupo, in Educare.it - Rivista on line - Registrazione n. 1418 Tribunale di Verona del 21.11.2000 - Dir. Resp.: Amedeo Tosi
  • Holeinone P., Il cane ingordo, in Enciclopedia delle Fiabe, 1989, Dami Editore, Milano
  • Holeinone P., Le capre ostinate, in Enciclopedia delle Fiabe, 1989, Dami Editore, Milano
  • Stewart P.-Riddel C., (1999) Regali di compleanno, trad.it 2000, Mondadori, Milano
  • Tenaille M.-Hulné V., (1987) Drago Dagoberto va a scuola, trad.it 1987, Mondadori, Milano

 


copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 10 Settembre 2004